La solitudine: un problema di oggi?
Non ne faccio un mistero: negli ultimi tempi mi sono immalinconita. Mi mancano i caffè al tavolo, gli incontri del gruppo lettura, mi mancano le belle passeggiate nel verde, mi manca Ischia per come ero riuscita a riscoprirla, piena di cose da fare e da vedere, di persone nuove da conoscere. Provo nostalgia per i brevi viaggi che facevo. Mi manca la vita di un anno fa. E mi angoscia vedere gente soffrire per un presente senza lavoro e un futuro a tinte fosche.
Da un punto di vista sociale, si dice, saranno i giovani a pagare il prezzo più alto di questo periodo. Può darsi. Il modo di vivere la Scuola e l’Università lascerà i segni, non soltanto per motivi didattici.
Eppure la solitudine non è un problema solo legato alla pandemia, alle restrizioni, all’Italia di tanti colori e poi monocolore. La solitudine è un problema che abbiamo scoperto un po’ di anni fa. Soprattutto i giovani ne hanno sofferto.
Vi ripropongo qui di seguito un breve post che avevo pubblicato sul vecchio blog 5 anni fa. Argomento di questo caffè a Ischia Ponte è proprio la difficoltà dei giovani di socializzare. Sentite un po’ la conclusione alla quale si arriva.
Solitudini
11 marzo 2016
Mi son persa qualche caffè in questi giorni. Anna ed io non riusciamo mai a conciliare gli orari. Teresa spesso è impegnata.
E però voglio raccontarvi un caffè di qualche giorno fa. Sì parlava di solitudine. Ah, non preoccupatevi, non è un argomento pesante: fa parte della nostra quotidianità.
“I ragazzi vogliono andare via, viaggiare, magari emigrare alla ricerca di lavoro – diceva una signora seduta al nostro tavolo – a volte però vanno e poi tornano subito. Non si adattano, non trovano le compagnie giuste“.
E un’altra voce si aggiungeva: ” Non è mai facile. Io però credo che molto dipenda dall’ambiente in cui sei vissuto. Se da bambino ti sei abituato a socializzare, da adulto sarà tutto più facile“.
Eppure i ragazzi oggi sembrano preferire la solitudine. Si trincerano dietro computer e cellulari piuttosto che affrontare l’esterno, la gente, gli amici.
“È tutta colpa dei genitori – dice un’altra signora – siamo tutti iperansiosi, ci intromettiamo troppo nella vita dei ragazzi e li rendiamo insicuri“.
Anche ai miei tempi i genitori “rompevano”. E Teresa mi risponde: “Ai nostri tempi, negli anni ’70, era tutto diverso. Era diverso il modo di vivere e di stare insieme“.
Già .. gli anni ’70 …
Fin qui il post di 5 anni fa. Sono sicura che molti obietteranno: prima bambini e ragazzi andavano a scuola e in palestra, i giovani si incontravano per gli aperitivi, dopo lo studio o il lavoro. Ma riuscivano davvero a “stare insieme”, a socializzare?
Certo molto dipende dalla famiglia. E presto riprenderemo questo discorso


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web.


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