Il Natale: tanta attesa e poi?
Dieci anni fa: Natale 2010. Al tavolo di Amalia era ancora una rubrica settimanale de “Il Golfo“. Vi ripropongo questo articolo che uscì il 17 dicembre 2010 e lo dedico a tutti coloro che rimpiangono il Natale della festa, dei cenoni, della famiglia, delle spese folli. Si tratta di uno spaccato del Natale a Ischia e in Italia. Nel gruppo era presente anche Marialuisa, un’amica che all’epoca era abbastanza costante al nostro tavolo.
Amalia, Teresa e Marialuisa hanno tanta voglia di scherzare in questo periodo. Perfino Anna si lascia trascinare. Sarà l’aria di festa, il Natale che è ormai alle porte, ma si avverte una sana allegria al nostro tavolo. E infatti gli argomenti che ci intrattengono sono molto frivoli.
Non allarmatevi, amici lettori. Niente pettegolezzi. Sono solo discorsi scherzosi che scandiscono l’aria di festa e magari permettono di sopportare meglio il clima straniero di questi giorni. Solo io per la verità me ne sto un po’ in disparte.
Non riesco a condividere l’allegria. Sarà perché ho sempre avuto un rapporto difficile con il Natale. È la festa della famiglia, come strombazza la televisione. E forse è proprio questo ad angosciarmi. Non ho mai capito perché in nome della famiglia sia necessario correre per negozi e fare regali a tutti, anche ai cani e ai gatti. Così come mi sfugge il motivo per cui, in nome della famiglia unita, ci si debba continuamente sedere davanti a una tavola imbandita per abbuffarsi e … morire di noia. “Il Natale è cambiato – ammette Teresa – ai nostri tempi era diverso”. Le fa eco Amalia: “È una vera esagerazione. Un tempo per i bambini esisteva solo la Befana, oggi c’è la Befana e pure Babbo Natale”. Già .. i bambini ricevono razione doppia di regali, gli adulti razione tripla di leccornie e le famiglie fanno il quadruplo della spesa.
Lo dicono in tanti: il consumismo ci ha rubato il Natale, ci ha privato del sapore della festa. Anche perché oggi in fondo ogni fine-settimana è una festa.
Eppure, sapete che vi dico? Anche quando tutto era più semplice, per me il Natale è sempre stato un momento difficile. Tanta attesa … tante aspettative … tanta delusione. È vero: fino a qualche anno fa, sedersi tutti a tavola aveva un significato diverso. Era un rituale che si ripeteva solo una volta all’anno. Eppure anche allora ritrovarsi tutti insieme, genitori e figli, magari nonni e cugini, non sempre aveva quel sapore di genuina allegria, come oggi si vuol far credere. Stare insieme in famiglia non è mai stato facile, neanche allora. Ritrovarsi davanti a un padre che ti faceva le amorevoli raccomandazioni per l’anno nuovo, ti innescava tutta una serie di sensi di colpa, ad esempio. Ma già l’idea di voler sopire le tensioni, le invidie, le gelosie familiari, solo perché è Natale, la dice lunga su quanto fossimo ipocriti … anche allora.
Tocca a Teresa e Amalia scuotermi da quello strano senso di malinconia che mi ha preso: “Ué – dice l’una – tu ultimamente stai facendo discorsi troppo seri e complicati. Dov’è finita la tua ironia?”. E subito le fa eco l’altra: “Ma dai, rilassati un po’, ricomincia a prendere le cose un po’ più alla leggera”. Provo a ribellarmi: “Ma vi sembro così pesante ultimamente?” Teresa e Amalia si guardano imbarazzate, poi mi rispondono in tono consolatorio e riparatore: “No … pesante no… per carità”. E Teresa aggiunge: “Sei sempre troppo impegnata, stai prendendo la vita troppo di corsa… fermati un attimo a respirare, rilassati”. E Amalia rincara la dose: “Non eri tu quella che diceva sempre che Ischia è bella proprio perché conserva la dimensione umana della vita?”.
Già … rallentare i ritmi. Ecco quello che mi ci vuole. E allora, mi alzo dal tavolo e nonostante il freddo pungente, decido di andare al lavoro a piedi, declinando il gentile invito di Marialuisa di darmi un passaggio in macchina. Attraverso il piazzale di Ischia Ponte dove troneggia l’ormai tradizionale albero di Natale, anche quest’anno davvero meraviglioso. Poco più avanti incontro una signora che mi chiede preoccupata “’ncopp ‘ o piazzale, se po’ cammina’?”. Rispondo titubante: “Sì … per il momento’”.
È davvero strano che il piazzale non sia sommerso d’acqua. Cammino di fretta per riscaldarmi. Sulle strade addobbate di fiori e di luci, si incespica o si scivola. Rimanere in piedi è quasi un’impresa. Poco più avanti il traffico è soffocante. L’autobus fa fatica a passare. Mi viene da sorridere ripensando alla scena che mi capita di vedere ogni mattina: gli automezzi di Ischia Ambiente che con puntualità svizzera sono sulla strada proprio nell’orario di ingresso a scuola, intralciando il già faticoso passaggio dello Scuola-bus. Proseguo nella mia passeggiata, le vetrine dei negozi sono allegramente addobbate. Più avanti, appena fuori il centro storico, circolano pullman enormi. “Sono i turisti, meno male che ci sono”, mi dice qualcuno. Già … ma non potrebbero anche loro circolare su mezzi più adatti al luogo? Non si sente parlare anche a Ischia di “mobilità sostenibile?”.
Mi dice un passante: “Il nostro è il paese delle contraddizioni e delle incongruenze, non c’è niente da fare. E’ inutile pensare che si possa cambiare qualcosa”. Già … ma tra poco è Natale…. Tutta Ischia cambierà! Sono stata seria e complicata, vero? Beh … perdonatemi!
Nella foto: un dettaglio del presepe, semplice e accurato, che Maria Pilato era solita allestire sotto casa sua a Ischia Ponte



Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo per il web. Vuoi conoscere meglio la mia attività? Basta un click


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