Tra chiacchiere e ricordi: la radio
In un sabato mattina piovoso, ci incontriamo per il nostro caffè a Ischia ponte. Siamo in tante, ben oltre il nucleo originario del nostro tavolo. Qualcuna delle nuove entrate chiede: “Come mai non vi vedete più di mattina presto?” Facile la mia risposta: “Agli inizi il rito del caffè mattutino era legato agli orari della scuola. Accompagnavamo i piccoli e poi c’incontravamo qui”. Il tempo passa, i bimbi crescono, le esigenze cambiano. Oggi, specie di sabato, possiamo concederci orari un po’ più comodi.
Siamo donne di una certa età con tanta voglia di ridere e scherzare. Talvolta capita che nelle nostre chiacchiere facciano capolino i ricordi.
La radio. Vi ricordate quanto era importante? Io da ragazzina cominciavo a studiare ascoltando “Cara Rai” con la voce suadente di Elena Doni. Tra la metà e la fine degli anni ’70 esplosero le radio private. E per le nostre orecchie fu un’esplosione di musica. E non solo. Perché la radio era anche immaginazione. Non potendo vedere chi parlava, provavi a immaginare.
Mina tira fuori una delle sue: “Io sentii per la prima volta alla radio Ivan Graziani” Uhh e chi lo dimentica. Un genio della chitarra, scomparso troppo presto. Agnese, dolce Agnese, Lugano Addio, Firenze, capolavori indimenticabili. Cominciamo a canticchiare.
Ma la radio non era solo musica. E io ho voglia di raccontare un episodio davvero divertente.
Sentite cosa mi successe in un inverno di tanti anni fa.
La radio sul traghetto da Napoli a Ischia
Fine anni ’80. Una sera di gennaio, tornai da Napoli con il traghetto Caremar delle 19:00. Era un mercoledì e quella sera si giocava Fiorentina-Napoli di Coppa Italia. Il Napoli aveva perso all’andata, in pochi pensavano a quella partita. Gli azzurri sembravano proiettati alla vittoria del secondo scudetto, noi tifosi eravamo già pronti ad esultare. Poi le cose andarono diversamente. Ma in gennaio chi mai poteva pensarci?
Salii sul traghetto, presi posto su una comoda poltroncina e mi apprestai a una tranquilla traversata. La serata era fredda, il mare una tavola. A un certo punto noto che proprio nei miei paraggi si accomodano due signori. Uno è armato di radio con auricolare. La partita era appena iniziata e sembrava senza speranze. Il signore però ascoltava con devozione e di tanto in tanto riassumeva al suo amico quanto succedeva in campo.
Appena usciamo dal porto di Napoli, il signore tira fuori un lamento: “Ha segnato la Fiorentina”. È la fine. E l’amico lo becca: “Ma spegni sta’ radio, non pensarci più”, l’altro gli ribatte: “No, io me la voglio sentire la partita”. Siamo ormai alla fine del primo tempo, il signore racconta solo di qualche gesto di Maradona non andato a buon fine. Nient’altro.
Il traghetto prosegue per la sua rotta senza scossoni. Ma all’inizio del secondo tempo: “Goool. Ha pareggiato”. E l’amico annoiato: “Ma quanti ne deve segnare ancora?” Altri due. E mo’ li segna.
Siamo davanti a Capomiseno: “Gooooolllllll”. 2 a 1 per il Napoli. Basta un altro gol. Ora anche l’amico comincia a interessarsi. Qualche altra persona lascia la comoda poltroncina e si avvicina, poco a poco il gruppo cresce. A questo punto il signore toglie l’auricolare e posiziona la radio sul tavolino, in modo che tutti possano ascoltare la cronaca.
La voce gracchiante del cronista tifoso si diffonde nel salone, altra gente si fa intorno. La cronaca non è delle più precise. A trasmettere non è la RAI di Ciotti e Martellini, ma una radio privata napoletana. Scompaiono il campo per destinazione o il vertice sinistro dell’area piccola, espressioni poetiche di chi ti faceva “vedere il campo” alla radio e subentra un linguaggio meno preciso e più focoso. Così il cronista racconta di un Napoli all’assalto e una Fiorentina alla disperata difesa della sua porta: “Maradona, attorniato da 3 avversari, passa la palla a Carnevale, anche lui contrastato da 3 avversari”. Un signore commenta: “Giocano in 33 contro 11?”. Nessuno ride, tutti ascoltano e aspettano il gol.
Il traghetto ormai ha superato il canale di Procida ed è in vista del porto di Ischia. Il Napoli è all’assalto, ma il gol non arriva. La partita è agli sgoccioli. Stiamo per entrare nel porto…. Scossone violento, la prua s’impenna come con il peggiore mare di libeccio “Gooooolllll”.
Il Napoli vince e si qualifica per il turno successivo. Ma a segnare il gol più bello sembra essere stata la mitica radiolina.
Anche le amiche al bar ridono di gusto al mio racconto.
Intanto si è fatto tardi, dobbiamo andare. Per fortuna ha smesso di piovere
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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