Katia Iacono: una traduttrice ischitana a Vienna
È un caffè che ho tenuto in caldo per un po’ quello che sto per raccontarvi.
Ho incontrato a Ischia Katia Iacono, una collega del mondo della traduzione. È isolana, ma vive a Vienna da anni, dove ha perfezionato i suoi studi linguistici. Ora nella capitale austriaca lavora all’Università e come traduttrice.
Da Ischia a Vienna
Studio, lavoro, passione
Erano anni che non ci vedevamo. Avevo conosciuto Katia Iacono nel periodo d’oro del Centro Traduzioni Le Copain, quando qualcuno a un convegno mi parlò di lei.
Si presentò poi nel mio studio, per fare quattro chiacchiere e confrontare le nostre esperienze. Se non erro, lei all’epoca era ancora una studentessa, ma da tempo si era trasferita a Vienna.
A metà settembre ci siamo incontrate per un caffè a Ischia, dove era tornata per qualche giorno di vacanza. Ormai risiede stabilmente a Vienna.
“Sì, ci vivo bene” , mi dice sorridendo.
Quando sento parlare di Vienna mi viene sempre un po’ di magone. Era una delle mete preferite dei miei viaggi all’estero da studentessa e da giovane laureata. Mi aveva affascinato quel tratto malinconico che forse l’ha resa famosa. Soprattutto mi aveva colpito quella voglia di resistere all’americanizzazione. I Viennesi all’epoca mi erano sembrati orgogliosi della loro cultura, della loro storia e tradizione e perfino di quella loro lingua, così aperta, con tratti duri e nasali, eppure tanto armonica, che li rende antipatici ai loro cugini tedeschi. Tutto a Vienna mi sembrava autenticamente viennese, anche l’aria che respiri.
Sono passati molti anni da allora. Ma Vienna è ancora così? chiedo curiosa mentre ci sediamo al tavolo aspettando il nostro caffè.
“I cambiamenti ci sono stati, come è inevitabile”, mi risponde Katia , “ma in generale Vienna è rimasta così, proprio come tu la ricordi”.
Eppure – la incalzo – alcuni Viennesi con i quali sono in contatto, mi dicono il contrario.
Katia scoppia a ridere: “I Viennesi sono soliti lamentarsi, proprio come noi Meridionali”.
Ecco sì, noi Meridionali. In effetti al confronto con la Germania, l’Austria mi era sembrato un Paese meridionale con la gente molto più aperta e disponibile.
“Si vive bene anche sotto il profilo umano – conferma Katia – Inoltre è un Paese ben organizzato, con servizi eccellenti. Si paga tanto di tasse, ma almeno la Sanità pubblica funziona”.
Ma parliamo di te, ricordo che sei andata a Vienna a studiare.
“Sì. Ho conseguito la laurea triennale a L’Orientale di Napoli in traduzione e interpretariato per inglese e tedesco. Sentivo però che le conoscenze di tedesco non mi bastavano, così sono andata a Vienna per la specialistica. Era il 2004. Una volta lì … ho ritenuto opportuno ripetere la triennale, aggiungendo anche lo spagnolo.”
E poi naturalmente hai fatto la specialistica. Ma come ti mantenevi agli studi?
Katia sorride: “Mi arrangiavo con piccoli lavori, per esempio con lezioni di ripetizione. Non è stato facile, ma ne sono contenta. Quando sai che devi limitarti e temi di non farcela ma poi ce la fai, provi grande soddisfazione. Anche questo per me ha fatto parte di un grande processo di crescita”.
La parole di Katia sono significative, non solo perché esprimono grande senso di sacrificio. Allontanarsi da casa, mettersi alla prova e soprattutto confrontarsi con un’altra realtà è fondamentale per la maturazione di una persona. Sia chiaro: è giusto che ogni Paese, ogni regione, ogni città disponga di strutture, risorse e organizzazione adeguate. Ma ciò non vuol dire che bisogna rintanarsi. Uscire e confrontarsi con l’altro è indispensabile per tutti, non solo per quelli che hanno necessità di imparare le lingue straniere.
Il mondo della traduzione
e il mondo degli altri
D’altra parte Katia non si è limitata all’Austria, in questi anni ha soggiornato anche in altri paesi, immergendosi nella cultura dell’altro.
Ma c’è un altro aspetto che mi incuriosisce in Katia.
Oggi tu lavori all’Università? – le chiedo
“ Lavoro al Zentrum für Translationswissenschaft (Centro per le scienze della traduzione ndr) – conferma lei – e svolgo attività di insegnamento e ricerca. Attualmente insegno soprattutto interpretazione simultanea e dialogica (quella che per noi è ancora la consecutiva ndr) e faccio ricerca nell’ ambito dell’ interpretazione. Ma non ho abbandonato il lavoro di traduttrice”.
E nell’ambito della traduzione, i suoi campi di specializzazione sono molto impegnativi: moda, vino, economia e farmacia. Niente male, eh.
Ma dove trovi il tempo per tutto questo? E soprattutto come fai a mantenere la concentrazione per il lavoro di traduzione?
Katia sorride ancora: “Anche questo non è facile. Mi aiuta il fatto di lavorare in gruppo. Faccio parte di una rete di traduttori e tra di noi la collaborazione è molto importante. Quando non puoi svolgere un lavoro, del tutto o in parte, o se hai un dubbio, sai di poter contare su un’altra persona. Il momento del confronto non manca mai”.
Quindi non lavori mai da sola?
E qui Katia tocca un tema a me molto caro. “Lavorare con altre persone per un traduttore è importante. Non è mai opportuno chiudersi, neanche da un punto di vista prettamente professionale. Chi lavora in solitudine perde per esempio l’abitudine al commento negativo”.
Confronto e collaborazione sono concetti da riscoprire. Quando lavori da solo, pensi di aver fatto tutto al meglio. Poi magari ti arriva la mazzata dal cliente. Molto meglio che sia invece un collega ad aiutarti a metterti in discussione.
Saluto Katia con la promessa di incontrarci ancora. “Ma certo, a volte vengo di fretta. Ma non appena vengo per qualche giorno in più ci prendiamo un buon caffè”.
A presto, Katia. E un caro saluto a Vienna
Vuoi avere maggiori informazioni sulla vita professionale di Katia Iacono? Ecco il link alla sua pagina web
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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