Cosa sono le parracine?
Le parracine. Se ne parla tanto, ma cosa sono esattamente? Sono muri a secco, in pietra, senza calce, né malta né altro materiale. La pietra è tenuta insieme dalla sapienza dei vecchi contadini.
Un giorno, passeggiando per un sentiero, pensavo di averne trovate alcune. E invece mi sbagliavo. Il racconto
“Hai preso un abbaglio!”, mi dice un signore che conosco da tempo e che evidentemente mi legge. “Quelle foto che hai pubblicato, non si riferiscono a parracine. Sono muri di contenimento. Vieni che ti faccio vedere”.
È successo che un gruppo social ha rilanciato un mio vecchio post con foto nel quale parlavo di parracine. Il signore ha riconosciuto il luogo e una mattina mi invitato a seguirlo.
Siamo a Fiaiano, nel Comune di Barano d’Ischia, nella zona del Cretaio. Di fronte al maneggio due sentieri conducono alla fonte di Buceto. Erano quelli che un tempo erano definiti i sentieri della lucertola. È da tanto che ci manco. Da quando le gambe non mi reggono più come una volta, ho dovuto se non rinunciare, almeno diradare quelle mie belle passeggiate domenicali alla scoperta delle meraviglie di Ischia..
Appena arrivo mi rendo conto che i sentieri non sono ben messi. Sarà per la pioggia dei giorni precedenti. Ma anche la trascuratezza gioca la sua parte.
Prendiamo il primo sentiero, quello tutto a gradoni con pietre ben delineate e sistemate, che sembrano una vera e propria opera d’arte.
“Su questo sentiero la mano umana ha lavorato bene, come hai sottolineato nel tuo post. È probabile che l’opera sia da attribuire alla ditta Pietro Buono che ha operato in tutta l’isola fino agli anni ’40/50, costruendo anche strade importanti di collegamento”. Infatti ne ho sentito parlare.
“Quello che contraddistingue le opere più antiche di questo sentiero è la maestria dello scalpellino. Oggi non si usa più, perché costerebbe troppo in tempo e in denaro. Si preferiscono altri strumenti, la pietra è più squadrata e meno bella da vedere ”.
A un certo punto arriviamo in un cunicolo. La strada è abbracciata dal verde delle piante, il sole trapela a malapena, rendendo tutto molto suggestivo. Qualche pietra caduta dai muri ci ricorda però che la mano umana qui dovrebbe intervenire a sistemare.
Poco prima del bivio per il Cannavale, il signore si ferma e mi indica un muro. “Ecco vedi? Questo è un muro di contenimento”. Il muro è imponente, si nota chiaramente la malta che unisce le pietre.
Certo, non somiglia per niente a una parracina. Fin qui ci arrivo anche io.
Lui continua a spiegarmi: “Questo muro di contenimento è ben solido perché ha una funzione precisa, quella di contenere il terreno che viene giù con l’acqua piovana”.
Più sopra troviamo un canalone. Forse è qui che si incanalano l’acqua e il terreno che il muro deve contenere.
Saliamo ancora un po’. Troviamo dei muri di fattura diversa. “Questi muri sono molto più recenti, risalgono all’epoca in cui questi sentieri sono stati rifatti. Erano gli anni tra i ’90 e il 2000”.
Ma queste non sono parracine?
“No! “ mi spiega lui deciso. “Guarda qui”. E mi indica il materiale presente tra una pietra e l’altra. “Questa è malta. Le parracine vere, quelle che i vecchi contadini usavano per fare i terrazzamenti e segnare i confini tra un terreno e l’altro, si reggono grazie all’incastro delle pietre. Ma quelle ormai le trovi in pochissime zone di Ischia”.
Ma queste pietre non sono molto regolari e tra l’altro c’è molto spazio tra l’una e l’altra.
“Innanzitutto, i fori nelle parracine e nei muri di contenimento sono necessari, perché l’acqua deve drenare. Quanto all’irregolarità delle pietre, come ti dicevo prima, manca la capacità artigianale di una volta”.
Intanto siamo arrivati a un altro incrocio. Un cartello indica la direzione per la fonte di Buceto. Il signore si addentra nel bosco a caccia di funghi e castagne. Io mi siedo a riposarmi e a godermi la natura. Gli insetti fanno festa, ma lo sguardo si perde tra i colori vivi dell’autunno e la mente si rilassa tra il profumo del muschio e il verde che resiste. Quando dopo un po’ il signore ritorna con un bel gruzzolo di frutti, quasi quasi mi dispiace.
“Dai, ce n’è abbastanza per uno spaghetto e le caldarroste”.
Affrettiamoci allora. Volete favorire?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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