I treni della felicità
Eccolo qui, il commento all’incontro del nostro gruppo lettura che si è svolto ormai qualche giorno fa alla libreria Imagaenaria di Ischia Ponte. Tanta vivacità e mille spunti di riflessione
“Belle le librerie dove non ci sono solo scaffali”, ha commentato un lettore a un post social, con foto di gruppo, che riassumeva il nostro incontro. Tante persone allegre sedute intorno a un tavolo, pieno di libri e di leccornie.
È inevitabile che quando ci riuniamo, alcune persone del gruppo provvedano a portare un tortino, dei biscotti e magari una tisana ben tenuta in caldo. Il tutto è condito dalla splendida ospitalità di Antonietta, Barbara e Fabio.
Imagaenaria a Ischia Ponte è una di quelle librerie che, come sottolinea il lettore, non propone solo scaffali, ma anche competenza libraia, ospitalità, amicizia. Ed è qui che spesso ci riuniamo d’inverno.
I libri sul tavolo sono due. Insieme a Keith Lowe, Napoli liberata, di cui ci siamo già occupate quest’estate in uno sporadico incontro in riva al mare, c’è ora Viola Ardone, Il treno dei bambini, un libro che, uscito ormai da qualche anno, si interseca a puntino nelle vicende che sono al centro della nostra attenzione. Non l’ho ancora letto e me lo lascio raccontare.
Nella Napoli distrutta e affamata del secondo dopoguerra, si realizza una gara di solidarietà. Numerosi bambini che vivono nei quartieri più poveri e sofferenti di Napoli, vengono accolti per diversi mesi da alcune famiglie al nord d’Italia, in modo che possano essere sfamati e istruiti. Ad organizzare il tutto è il Partito Comunista e all’interno dell’organizzazione sono le donne del partito ad avere un ruolo di primo piano. Nonostante gli ostacoli proposti dalla Chiesa che non vedeva certo di buon occhio le iniziative comuniste, l’iniziativa ha successo.
I bambini partono e su quel treno che li conduce verso zone e persone sconosciute, tra la paura dell’ignoto e la sofferenza per il distacco dalla famiglia e dal rione, avranno modo di assaggiare il pane con la mortadella. Davvero un lusso! All’arrivo sono accolti con ogni premura al punto che al momento del rientro a casa, avvertiranno fortemente la nuova separazione.
Rovistando sul web, Isabella ha scovato diverse iniziative dello stesso tipo che vanno sotto il nome di Treni della felicità, un fenomeno che ha caratterizzato l’Italia in un’epoca di ricostruzione che voleva essere soprattutto morale e che libri e teatro hanno più volte raccontato.
Protagoniste di queste vicende, oltre a bambini, sono le donne, quelle che organizzano, quelle che con sofferenza e timore lasciano andare i figli, quelle che accolgono in casa bambini sconosciuti, magari aggiungendo un posto a una tavola già tanto affollata. Sono le donne degli anni ’40 e ’50, non ancora consapevoli della loro forza, tanto che il femminismo è ancora ben lontano. Sono donne che agiscono, come sempre, del resto, nella storia.
In proposito puoi leggere l’articolo I treni della felicità
In un’Italia frastornata dalla guerra, dunque, si realizzava un gesto di amore e solidarietà che oggi sembra addirittura incredibile, viste le tensioni che viviamo quotidianamente. Un primo commento ci arriva da Giuliana: “La povertà si condivide, la ricchezza no”. Rimango colpita da questa espressione.
Anna commenta “Bellissima frase”. Ma soprattutto è bellissimo il concetto.
Eppure io mi chiedo: oggi è ancora così? Non è che invece si è scatenata una guerra tra poveri?
Oggi manca l’empatia, è il commento di molte. Ed è da un bel po’ che è così. Forse da quando è esplosa la presunta ricchezza?
Sono domande complesse, certo, perché si riferiscono a una evoluzione che nei rapporti umani è stata una vera e proprio involuzione. Ci siamo chiusi in noi stessi, barricandoci dentro il nostro ego, le nostre cose, la nostra voglia di apparire.
Ed ecco la nuova proposta di lettura.
Erri De Luca, Morso di luna nuova, racconto di voci in 3 stanze, Feltrinelli.
Napoli estate 1943. Il fascismo crolla e Napoli è stretta in una morsa. Mentre l’esercito alleato si avvicina alla città, l’esercito tedesco la opprime. E dal cielo piovono bombe. Proprio in questa situazione drammatica, si svolge la vita di 9 napoletani.
Ne parleremo al prossimo incontro che spero si possa tenere in dicembre. Ricordo che il gruppo lettura è aperto a tutti.
Vuoi partecipare anche tu? Contattami sul blog o sui social. Ti aggiornerò sui prossimi appuntamenti. Ti aspetto.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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