Da Ischia all’Abruzzo
L’Abruzzo è terra di monti e di verde, di parchi naturali e di prodotti genuini, ma anche di storia, di cultura, di artigianato. È una terra che andrebbe visitata con calma. Eppure noi andiamo di fretta. Il racconto di una rapida gita abruzzese con qualche considerazione ischitana.
Ero già stata diverse volte in Abruzzo un po’ di tempo fa. Ma di Scanno e del suo lago, meta principale di questa due giorni di viaggio, avevo solo sentito parlare. Arriviamo in pullman che è quasi ora di cena
Foto: Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Durante il viaggio avevamo fatto sosta a L’Aquila, capitale della cultura 2026, per una rapida visita al centro storico. La guida, molto cortese e preparata, ci conduce in giro tra Chiese e monumenti che in parte recano ancora le ferite del terremoto di vent’anni fa. Conforta tuttavia scoprire che la ricostruzione, almeno da quanto possiamo notare, sia a buon punto.
Dopo un buon caffè ci dirigiamo al lago. Il pullman si inerpica per un sentiero stretto, tra precipizi che mettono i brividi. Qui un tempo pascolavano greggi di pecore e saltellavano allegramente cervi, orsi e lupi. Le montagne verdi, sormontate da cime ancora imbiancate, sembrano parlarti. Desiderano pace.
Il lago che si incastra tra le montagne, è reso ancor più suggestivo dalle dolci luci della sera.
Il risveglio al mattino tra i mille colori della natura è davvero un incanto. Ma abbiamo poco tempo per fermarci ad ammirare. I viaggi in pullman hanno tempi stretti.
Foto: Santo Stefano di Sessanio
E così si parte per Santo Stefano di Sessanio, un borgo antico e bellissimo, che si staglia su un monte, tra viuzze e archi. Poca gente intorno a noi. Il paese, un tempo roccaforte di pastori e contadini, è pressoché abbandonato, perché isolato dal resto del mondo. E tuttavia resistono le botteghe di sapori antichi. Un tagliata di formaggi e salumi è un ottimo spuntino per il pranzo.
E via di nuovo in pullman. La meta è vicina: siamo alle grotte di Stiffe, un complesso di grotte attraversato da un fiume. Lo spettacolo naturale – mi dicono i compagni di viaggio – è mozzafiato. Io ho preferito aspettare fuori. Quel genere di sentieri non è per me.
Foto: Scanno
l giorno dopo siamo a Scanno, il centro a pochi chilometri dal lago, che si inerpica tra viuzze, vicoli, piazze e chiese. Sarebbe bello perdersi tra quei viottoli, ma il tempo è tiranno. Sia pur con i minuti contati, proprio in quei viottoli abbiamo modo di scoprire che l’Abruzzo è terra ricca di artigiani: si lavora la ceramica, l’oro e l’argento. Splendida la visita a un laboratorio di orefici.
Foto: parco delle gole del Sagittario
Si corre ancora, verso Anversa degli Abruzzi, dove ci attendono le guide del WWF per permetterci di visitare le gole del Sagittario, lì dove un fiume era stato interamente sacrificato a una centrale idroelettrica, costruita ai primi del Novecento. Un guasto alla centrale costrinse poi a lavori di rinnovamento, grazie ai quali il fiume è tornato a scorrere a valle, anche se con minore intensità. Il verde e i suoi profumi ti inebriano. Il fiore simbolo è il fiordaliso, che qui preannuncia la primavera.
E via di corsa verso Napoli e l’imbarco. Due giorni volati via, in luoghi che forse meritano lentezza. Ma oggi andiamo di fretta, anche il pensiero a volte è costretto a correre.
Eppure nel viaggio di ritorno, approfitto delle ore in pullman per qualche riflessione. Mi ha stupito ad esempio notare che L’Aquila possiede una stazione ferroviaria che funziona poco. I collegamenti sono affidati ai pullman e alle auto private con un impatto ambientale non indifferente. Stupisce che la Regione Abruzzo, che basa la promozione turistica sui beni ambientali, non provi ad attrezzarsi con un sistema di collegamenti che quantomeno riduca l’uso dell’auto privata. Poi mi viene da sorridere. Da noi a Ischia non succede la stessa cosa?
L’altra considerazione è invece più generale. Anni fa, quando giravo spesso per l’Italia da Roma in su, mi capitava di notare grande abbondanza nelle strutture ricettive e nelle trattorie. Anche negli alberghi tre stelle, in camera i cestini cortesia abbondavano di cuffie, saponi, saponette, spugnette, tutte cose che l’ospite poi portava a casa come souvenir. Le colazioni prevedevano abbondanti buffet con dolce, salato, bevande fredde e macchinette self service per bevande calde. Nelle trattorie il buffet delle verdure era a libera disposizione del cliente che se ne serviva abbondantemente.
Oggi la situazione è cambiata. I cestini cortesia sono ridotti al lumicino, la colazione a buffet non è più così abbondante, le macchinette self service tendono a sparire. Inutile aggiungere che le trattorie che sopravvivono alle tavole calde, hanno rinunciato da tempo al buffet a libera disposizione dell’ospite. L’aspetto positivo è che in questo modo si limita lo spreco. Sono in molti, tuttavia, a storcere il naso.
Eppure, quando nella nostra quotidianità andiamo a fare la spesa, ci rendiamo conto di quanto siano aumentati i prezzi dei generi di largo consumo. E sappiamo anche che il turista vuol pagare poco e che gli imprenditori devono mantenere i prezzi bassi se vogliono tener testa alla concorrenza. Ma il prezzo basso non va a discapito della qualità dei servizi e della busta paga dei lavoratori del settore? A Ischia se ne parla molto.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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