Forio: la Solfatrice di Giovanni Maltese
Passeggiando per il centro di Forio, ho scoperto una statua, piccola ma significativa. Con una storia da raccontare.
Durante le feste di Natale, Teresa e io ci siamo incontrate a Forio con Antonella. Così, passeggiando per il centro abbiamo notato in una piazza, nel pieno trambusto natalizio di luci e colori, una piccola statua in bronzo. Ci siamo fermate ad ammirarla. È in un angolo, quasi nascosta da un’impalcatura natalizia.
Raffigura una donna giovane che imbraccia un mantice, lo strumento utilizzato dai contadini per la solforatura o per buttare la solfata come si dice ancora oggi. Lo sguardo è fiero, nonostante la fatica del peso e del lavoro. È un’immagine che colpisce per la forza e l’orgoglio mostrati dalla donna. Avvicinandoci abbiamo potuto leggere la targa esplicativa. Si tratta della riproduzione in bronzo della Solfatrice, una delle opere più note dell’artista foriano Giovanni Maltese. L’originale in gesso, datato 1889, è conservato al Torrione.
Tempo fa, insieme ad alcune amiche, visitai il Torrione, sotto la guida di Luigi Castaldi, anima dell’Associazione Radici che all’epoca si occupava della struttura. La saletta all’ultimo piano ospita una mostra permanente dell’artista. Fu quella una bella scoperta e una grande emozione. Tuttavia non ricordavo quest’opera in particolare.
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Il giorno dopo la passeggiata foriana, ho pubblicato sui social la foto della bella riproduzione bronzea e dai commenti di lettrici e lettori ho scoperto che la statua è stata al centro di qualche polemica. Secondo il giudizio di alcune persone, è troppo piccola per la piazza, secondo altri non è idonea al luogo.
Per sapere come mai la statua è lì, mi sono rivolta proprio a Luigi Castaldi che come sempre si è mostrato molto disponibile. Ed è lui al telefono a spiegarmi che nel 2013 cadeva il centenario della morte dell’artista e a Forio ci si chiedeva come celebrarlo. Così nel 2016 l’amministrazione comunale decise di commissionare a una ditta napoletana la riproduzione in bronzo della Solfatrice. Un anno dopo, nel 2017, la riproduzione fu posizionata in piazza con una bella manifestazione celebrativa.
L’evento fu accolto con entusiasmo da parte del mondo intellettuale, come riporta il quotidiano il Golfo in un articolo dell’epoca ⇒ La solfatrice avrà una copia bronzea
Si tratta, mi spiega Luigi Castaldi, di una delle opere più note di Maltese. “Riassume gran parte della storia di Forio. Una donna forte e orgogliosa che lavora la terra. La donna genera la vita e cura la vite”.
Il gioco di parole di Luigi Castaldi non è casuale. La terra genera …
A Forio, come del resto in tutta l’isola, mare e terra si toccano, l’agricoltura e la pesca vanno a braccetto. In quest’opera di Maltese è la tradizione agricola ad essere raccontata. La giovane donna che imbraccia il mantice, esprime fatica e fierezza.
Come vi dicevo all’inizio, le opere originali di Maltese possono essere ammirate al Torrione. Da tempo però il Torrione è chiuso per lavori necessari. Ma i lavori non sono ancora cominciati.
Vogliamo fare appello all’amministrazione di Forio e a tutti gli Enti competenti perché si possano velocizzare le pratiche? In fondo il Torrione è uno dei simboli del Comune.
Qui sopra: l’originale in gesso di Giovanni Maltese, conservato al Torrione. Foto di Claudio Iacono, per gentile concessione. Ringrazio Luigi Castaldi per averla fornita
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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