Hettner: una famiglia straordinaria
L’articolo su Luca Hettner ha riscosso i favori di un gran numero di persone, sparse in ogni parte del mondo. “Conosco tanta gente”, mi ha spiegato lo stesso Luca. Tra i tanti commenti sui social, uno mi ha particolarmente colpito. È della sorella Clelia che scrive sul suo profilo social : “… siamo una famiglia particolare, difficilmente banale, aperta ai confronti, ma radicata nelle radici intese come affetti, liberi di volare. Siamo stati fortunati ad avere dei genitori che ci hanno amato ma anche permesso di fare le nostre scelte magari non condividendole. La nostra casa è sempre stata aperta alle contaminazioni e questo lo rispecchiano i nostri figli. Siamo caotici, ma la cosa più importante è che ci vogliamo un bene dell’anima e soprattutto sappiamo di poter contare uno sull’altro…”
Non so voi, ma io sono rimasta particolarmente colpita da queste parole, che mi sembrano essere una sorta di atto costitutivo di una famiglia che si basi sull’affetto e sul rispetto reciproci, non sul possesso, come spesso accade e come purtroppo anche la cronaca ci dimostra.
Dalla chiacchierata con Luca, erano già emersi diversi aspetti che mi avevano incuriosito. Il contatto con persone provenienti da paesi diversi aveva dato alla sua infanzia un respiro internazionale e una capacità di confronto che lo hanno certamente aiutato nel suo percorso di vita. Le parole di Clelia però vanno ancora oltre e acuiscono la mia curiosità. Decido così di contattarla telefonicamente per chiederle qualcosa di più.
Clelia, che da anni vive a Verona, si mostra ben disponile a raccontare una storia familiare che rivela situazioni davvero sorprendenti, soprattutto perché si riferiscono a una realtà molto chiusa, come era quella di Ischia circa 50 anni fa. È una storia di coraggio, ma anche di grande capacità.
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La storia
Clelia comincia il racconto: “Mia mamma, Brigida, era separata. Aveva 3 figlie femmine e vivere una separazione in quegli anni non era semplice”. Eravamo alla fine degli anni ’60. Posso solo immaginare a Ischia lo scalpore, i pettegolezzi, i giudizi frettolosi. “Eppure mia mamma è stata fortunata. Ha potuto contare sulla sua famiglia”. Ecco un primo elemento. La famiglia le si stringe intorno e l’appoggia. “La sua era una famiglia molto numerosa. Mia nonna aveva un’attività balneare sulla spiaggia dei Maronti”, la spiaggia per eccellenza di Barano d’Ischia che soprattutto in quegli anni era molto amata da ischitani e forestieri.
Con le figlie piccole, la signora Brigida non si perde d’animo, non si sente sola.
“Un giorno – racconta ancora Clelia – mia mamma e io stavamo andando a Napoli. Per me era un giorno speciale: dovevamo comprare il vestito per la mia Prima Comunione”, come si usava una volta.
“Sul traghetto incontriamo la signora Clelia, la storica farmacista di Ischia Ponte. Si ferma a chiacchierare con noi, anche perché io ho il suo stesso nome, che non è tanto usuale”. E qui succede qualcosa di importante: “La signora Clelia presenta a mia madre un signore molto simpatico”. Floriano Hettner. Un architetto molto noto. Viveva a Roma e ogni tanto veniva a Ischia in vacanza, anche per far compagnia alla mamma, Manfried, che di frequente soggiornava sull’isola per le cure termali.
Floriano rimane colpito dalla bella signora Brigida e da sua figlia, Clelia. E per quanto avesse all’epoca una relazione con un’altra donna a Roma, comincia a frequentare la spiaggia dei Maronti. Senza nessun impegno. Con il tempo l’interesse di Floriano per Brigida e per le figlie aumenta. Dopo 3 anni dal primo incontro, i due si dichiarano. Floriano intanto ha sciolto la sua relazione precedente.
La legge sul divorzio in Italia è stata promulgata solo nel 1970, i tempi della separazione prima di dichiarare cessati gli effetti civili del matrimonio, sono lunghissimi. Floriano e Brigida per sposarsi devono attendere un po’ di anni.
E come se non bastasse, nel 1974 si celebra referendum proprio per abrogare la legge sul divorzio. In tutta Italia l’opinione pubblica s’infiamma. A Ischia la pressione è altissima, me ne ricordo bene. Nei comizi di piazza più di un oratore spara a zero contro le “donne indegne che sfasciano le famiglie”. In Chiesa qualche prete minaccia le fiamme eterne a chi avesse votato per il mantenimento della legge. Ma il NO all’abrogazione vince, la legge rimane in vigore.
Intanto l’amore di Floriano e Brigida si consolida. Ben presto nasce un figlio. Sarà lo stesso Luca nel corso della nostra chiacchierata a confidare: “Mio padre non ha sposato solo mia madre, ha sposato tutta la sua famiglia”. Straordinario, non credete?
E non è il solo aspetto che mi piace sottolineare. Nella famiglia Hettner si combinano in maniera splendida la semplicità ischitana della signora Brigida e la mentalità aperta di Floriano e di sua mamma Manfried. Floriano era figlio di un noto artista dei suoi tempi. Rolando Hettner è stato un pittore e ceramista di spessore internazionale. Floriano, capitato qui a Ischia quasi per caso, è riuscito a cogliere la parte migliore di Ischia, quella più genuina. E insieme con Brigida dà vita a una famiglia che, come dice Clelia, è aperta ai confronti e alle contaminazioni, lasciando i figli liberi di volare.
Chi era Floriano Hettner?
È stato un architetto che dagli anni ’70 ha operato molto bene a Ischia, per quanto io non abbia la competenza per giudicare. Posso solo riportarvi le parole di una persona che lo ha conosciuto molto bene, Ilia Delizia: “Un uomo estremamente buono con una mentalità molto aperta. Posso testimoniare che per lui i figli erano tutti uguali. Non ha mai fatto distinzioni tra Luca e le sorelle, nate dal matrimonio precedente”.
Floriano morirà nel 2004, quando aveva appena compiuto 70 anni. Non escludo che parleremo ancora qui di lui e della sua vicenda personale.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web


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