Lacco Ameno: una passeggiata archeologica
Del sito archeologico di Mazzola sulla collina di Mezzavia a Lacco Ameno ho tanto sentito parlare a Ischia negli ultimi anni. La riscoperta del valore dell’archeologia ha suscitato interesse anche in me, che non sono esperta del settore.
È bene qui ricordare che è stato Giorgio Buchner ad aprire la porta sulla nostra storia antica con i primi scavi effettuati nel 1952 e poi portati avanti per tutta la sua vita. La collina di Mezzavia fu invece indagata da una un suo giovane collaboratore americano, Jeffrey Klein. Gli scavi che durarono circa 3 anni – dal 1969 al 1971 – diedero alla luce importanti reperti risalenti a un insediamento greco databile all’VIII secolo a.C. La tipologia di reperti evidenziava che si trattava di un insediamento metallurgico. Dopo quell’esperienza gli scavi erano stati abbandonati.
Oggi, grazie a un progetto elaborato dalla Sovrintendenza Archeologica e dall’Istituto L’Orientale di Napoli gli scavi sono ripresi. Particolare di non poco conto: al progetto partecipano i giovani del Liceo di Ischia intitolato proprio a Giorgio Buchner.
La novità succulenta è stata che il Comune di Lacco Ameno a fine settembre ha reso possibile l’accesso dei visitatori agli scavi. In giorni e orari prestabiliti erano infatti previste visite guidate.
Ero entusiasta e avrei voluto partecipare, ma una maledetta influenza mi ha tenuto in casa.
A questo punto, ho chiesto a un’amica di riportarmi le sue impressioni.
La visita a Mazzola
Una chiacchierata con Isabella Scala
Isabella Scala è appassionata di viaggi e di cultura. In qualunque città corre a visitare musei, chiese e siti archeologici. Chi meglio di lei, dunque, può raccontarci l’esperienza vissuta a Lacco Ameno?
Ed eccola puntuale nel suo racconto che non tralascia il minimo dettaglio:
“Già la prima impressione è stata buona. il Comune aveva fatto in modo che ci fossero i vigili a supporto dell’attraversamento della Statale che in quel punto è abbastanza pericolosa.”
L’appuntamento infatti era a Villa Arbusto. E c’è un altro aspetto importante:
“Alla fine della visita, l’assessora alla cultura, Carla Tufano, ci ha confermato che la risposta all’invito è stata entusiasta, raccolta da residenti e non, tanto che le prenotazioni per tutti i turni erano andate esaurite e, forse, i giorni non sono bastati per accontentare tutti”.
Benissimo, ma addentriamoci nel racconto:
“Per chi è appassionato, è stata una grande emozione accedere al sito. Il team di professori e studenti mi è sembrato molto affiatato e fiero del lavoro. A introdurci al tema è stata la dott.ssa Cinquantaquattro che ci ha illustrato la topografia dell’insediamento artigianale e il contesto. Poi siamo stati presi in carico dal prof. D’Acunto che ci ha spiegato le ipotesi legate allo sviluppo e anche all’abbandono dell’insediamento, probabilmente per fenomeni naturali avversi (eruzione o terremoto). Alla fine un giovane laureato, responsabile dello scavo, ci ha mostrato alcuni punti specifici, esemplificativi dei lavori. In questa nuova campagna gli scavi si focalizzano per ora sulle conferme, ma poi si spera in un allungamento a ovest. Verificare quanto scoperto oltre cinquant’anni fa con i mezzi strumentali attuali ha comunque un innegabile valore scientifico. Quindi, per quest’anno hanno lavorato sulla scia dei precedenti scavi di Klein e quindi hanno “solo” ricevuto una serie di conferme di dati già disponibili. In seguito, allargando lo scavo del terrazzamento più basso, verso il mare, si augurano in futuro di poter fare anche scoperte che possano portare nuovi elementi.”
E non è finita qui:
“Alla fine della visita la dott.ssa Merluzzo ci ha mostrato una serie di rinvenimenti ascrivibili alle diverse età e ci ha spiegato le differenze nella lavorazione e decorazione della ceramica, così da avere esempi pratici di tutto quanto ci era stato raccontato nel sito”
Altro dettaglio significativo:
“Per il lavaggio dei reperti sono stati coinvolti anche gli studenti del Buchner, ottima idea per avvicinare i nostri giovani a un’eredità così preziosa. Considera che docenti, ricercatori e studenti si sono rivelati preparati e disponibili”
Insomma, un evento ben organizzato e molto sentito dai visitatori e dagli addetti.
A Isabella mi permetto in conclusione di fare la domanda canonica: la prima colonia d’occidente è stata Ischia o Cuma?
“Personalmente non amo la questione e non mi addentro nella discussione.
Posso dirti che mi è piaciuto molto il modo in cui hanno affrontato il tema alcuni esperti che ho ascoltato di recente”.
Sentiamo un po’:
“In barba allo status certificato di COLONIA o meno è opportuno sottolineare l’importanza dell’insediamento “diffuso” isolano con i suoi villaggi di Lacco Ameno, del Castiglione e di Succhivo, come realtà multietnica e multiculturale, punto di sbarco di materiali e conoscenze tecnologiche. L’isola era quasi un porto franco, che si è affermato senza dover ricorrere alla violenza e all’imposizione di una supremazia greca sulle popolazioni locali. Insomma, un luogo di scambi, materiali e culturali, che ha permesso lo sviluppo e la condivisione delle conoscenze umane sin dai tempi magnogreci dove, compatibilmente con gli usi antichi, anche diversi culti venivano tollerati e inglobati. Quindi ritroviamo “in nuce” la vocazione dell’isola all’accoglienza e all’inglobamento di usi e costumi, anche esterni, che ha caratterizzato la nostra storia dall’VIII secolo a.C. fino ai tempi recenti”
Non male scoprire l’archeologia, vero?
Un grazie di cuore alla nostra amica Isabella. E speriamo che l’iniziativa sia solo un primo passo.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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