Storie di Ischia Ponte: Michela “Lunaria”
Vi ripropongo una storia che ho raccolto due anni fa e che ho pubblicato sul vecchio blog nel luglio 2018. Una storia straordinaria, di una donna straordinaria. Ve la ripropongo oggi perché presto ci sarà un seguito
È una storia speciale quella che voglio raccontarvi oggi. È la storia di una donna e di un negozietto di bigiotteria, proprio di fronte alla Cattedrale di Ischia Ponte. Il negozio è piccolo, ma pieno di cose e soprattutto di idee. Ha compiuto 30 anni quel negozio piccolo piccolo, proprio in questi giorni. Sono tanti e portati benissimo.
Conosco da tanti anni la titolare, Michela Di Meglio, che per tutti è Michela “Lunaria”. Però qualche tappa della sua vita me la sono persa, perché noi ci siamo perse. A fine giugno, al compleanno del negozio, le ho chiesto: “Vieni a prendere un caffè con noi? Mi racconti come hai cominciato e come hai trascorso 30 qui”. Lei mi è sembrata quasi imbarazzata: “Beh, sì, magari nei prossimi giorni”.
E così ci vediamo un sabato mattina davanti a un caffè. Lei arriva in bicicletta scusandosi per qualche minuto di ritardo: “Stavo provando una nuova ricetta con le pere. Sai, a me piace tanto lavorare con le mani…” E sono proprio le mani il segreto di Michela. Raccontaci tutto, le chiedo. Come hai avviato il negozio?
Michela comincia a sorseggiare il suo caffè: “La mia è una famiglia numerosa, mio padre era l’unico a lavorare. Così in III Media ho lasciato gli studi e ho cominciato a lavorare come commessa in qualche negozio” E forse di là è cominciato il sogno del negozio. “A un certo punto mio padre ci ha chiamato tutti e ci ha detto: ho la possibilità di rilevare un ristorante. Che ne pensate? Lui era fatto così, non prendeva mai decisioni da solo, ci coinvolgeva.” Sono commossa.
E Michela prosegue: “Noi siamo stati d’accordo e abbiamo cominciato tutti a lavorare con lui. Quando mio padre si rese conto che ci sapevo fare in cucina, mi ha lasciato i fornelli e si è occupato delle pizze. Capitava che qualche cliente venisse in cucina a fare i complimenti allo chef. Non ti dico quanta meraviglia quando si trovava di fronte a me, una minuscola ragazzina”.
Un piccolo negozio a Ischia Ponte
Dalla bottega al laboratorio
A un certo punto però la svolta. “Quando mi è capitata l’occasione di rilevare un negozio, ho chiesto a mio padre: che ne pensi? E lui subito: è sempre stato il tuo sogno. Che aspetti? Vai.” Per il papà perdere un aiuto così importante in cucina deve essere stato un problema. Ma il papà voleva il bene della figlia e l’ha incoraggiata.
E comincia l’avventura: “Ho preso in fitto questo negozio piccolo, sono andata in Comune e ho chiesto quale licenza potessi avere per quello spazio”. Esistevano le licenze allora. “Mi hanno detto che potevo vendere bigiotteria. E così mi sono data da fare. Prima di allestire il negozio, ho cominciato a girare per le fiere, su e giù per l’Italia, alla ricerca di idee”. Sono incuriosita e le faccio una domanda precisa. Da questo punto di vista quanto è stata importante la bottega che hai fatto come commessa nei negozi? “Tantissimo” mi risponde. In effetti Michela non si accontenta di acquistare prodotti qualsiasi. Prima di allestire il negozio, lavora con il cervello, studia il mercato, va alla ricerca di qualcosa di particolare. E poi l’inaugurazione nel 1988. “Le cose all’inizio sembravano andare, poi però è arrivato il momento di crisi forte, tanto che il commercialista mi disse che avrei dovuto chiudere. E io ci sono stata male”. Non sai quanto ti capisco.
Però sentite cosa combina Michela per salvare il negozio. “Non mi sono data per vinta. Ho trovato un secondo lavoro: vendevo piccoli elettrodomestici porta a porta. E con i soldi guadagnati ho rinvigorito il negozio.” Straordinario! Ma come hai reinvestito quei soldi? “Girando per l’Italia alla ricerca di nuove idee”. Ecco, è fondamentale non stare fermi. “A questo punto però ho cominciato a progettare io gli oggetti, a lavorare con le mani“.
Spiegaci meglio come avviene il tuo lavoro. “Io progetto e disegno i modelli che poi vengono realizzati in laboratori specializzati”. E a questo punto dal bar ci spostiamo al negozio. C’è proprio di tutto. Collane, bracciali, ciondoli. Oggetti in pietre o in argento. I prezzi sono per tutte le tasche. E da pochissimo ha fatto il suo ingresso il gioiello di Lunaria: un anello d’argento dedicato a Ischia. La foto che vi propongo non potrà mai rendere giustizia alla bellezza e all’originalità dell’oggetto. Sono raffigurati tre elementi importanti di Ischia: il Castello, il Fungo, la Chiesa del Soccorso.
Care lettrici e cari lettori, non so voi cosa pensiate, ma io a sentire questa storia mi sono emozionata. È la storia di una donna che non si è arresa. È una storia di forza, di tenacia, di capacità. Grazie Michela. E ancora 100 di questi anni!
Fin qui l’articolo di due anni fa. Ma come vi ho preannunciato, la storia avrà presto un seguito. Perché Michela non smette mai di stupirci.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano contenuti per il web. Vuoi saperne di più? Basta un click








Grazie a te Laura che sei riuscita benissimo a raccontare parte della mia storia.
Un abbraccio forte, Michela. Passerò presto per il negozio.