Ischia Ponte: sotto al Seminario
- Cominciamo a scoprire Ischia Ponte.
Scrissi questo post anni fa sul vecchio blog. Ve lo ripropongo ora con qualche aggiornamento, perché mi sembra emblematico del modo di vivere a Ischia
Ischia Ponte, anche se un piccolo borgo, è divisa in zone. La prima che si incontra è sotto al Seminario, per le presenza dell’imponente palazzo storico.
Diversi anni fa, proprio qui, mi capitò un qualcosa che vorrei raccontarvi. Non ero solita in quel periodo frequentare la zona, conoscevo poco e pochi mi conoscevano. Dovevo comprare alcune cosucce per mia figlia, all’epoca piccolissima. Mi consigliarono i negozi di sotto al Seminario. Andai, entrai in un negozio, feci i miei acquisti e alla fine il commesso, che mi aveva servito con tanta premurosa gentilezza, si avvicinò alla cassa per lo scontrino.
Per la verità pensavo che, avendo comprato più di una cosuccia, mi spettasse un po’ di sconto. Non chiesi nulla. Non sono avvezza a questo genere di trattative. Rimasi male però nel constatare che il commesso si apprestava a battere alla cassa la cifra per intero. Ma ecco la sorpresa. Prima che il giovane potesse iniziare la sua operazione, gli si avvicinò una signora, presumibilmente la titolare del negozio, che gli disse in dialetto a bassa voce: “È la figlia del Dottore“. Il giovane mi guardò stupito e mi disse imbarazzato: “Signo’, scusate! Vi avevo preso per una milanese!”
Non allarmatevi, amici forestieri e soprattutto milanesi. Non vorrei che si intendesse che milanesi e forestieri a Ischia Ponte pagano più di noi ischitani. Il problema è che lo sconto deve essere richiesto. La trattativa è quasi un obbligo dalle nostre parti. Il giovane si scusò semplicemente perché non mi aveva riconosciuto. A Ischia Ponte ci conosciamo tutti e il non riconoscersi è quasi un atto di scortesia. Figurarsi poi se la persona che incontri è la figlia di quel Dottore che, ancora oggi che non c’è più, è tanto amato dalla gente.
Se il giovane mi aveva preso per una milanese, è perché io per gli anni di distanza da Ischia o di presenza distratta e quasi spocchiosa, per i viaggi all’estero e per la formazione linguistica, ho perso molto di quella cantilena dolce di noi ischitani. E per alcuni aspetti un po’ me ne rammarico.
Ma in fondo con Ischia ho sempre avuto un rapporto conflittuale. Mi ci sono appiccicata tanto, proprio nel senso napoletano: ci ho litigato e poi ci sono rimasta legata. Da giovane, quell’esigenza di conoscersi e riconoscersi, mi infastidiva, mi soffocava, mi toglieva la libertà di muovermi. Ora in età più che adulta, a volte l’apprezzo, perché mi fa sentire il contatto umano.
Vado a prendere un caffè. Spero di trovare Teresa e Amalia, Anna e Isabella. Ma se loro non ci saranno, troverò sicuramente altra compagnia. Anche questa è Ischia che resiste.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo contenuti web in italiano







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