Casamicciola e i suoi rioni
Sono tornata a Casamicciola per visitare i suoi rioni storici sulla Marina.
Grazie al contributo dei lettori e alle chiacchierate con Don Umberto scopro che Casamicciola non è solo divisa in Alta e Bassa, zona collinare e zona marina, ma che a poca distanza dal mare esistono due quartieri confinanti che pure si distinguono in o’ rione e vascio e o’ rione e copp’.
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Casamicciola: la storia tra mare e collina
Noi Ischitani siamo abituati a considerare Casamicciola una tappa in un percorso per raggiungere altre mete. Talvolta ci fermiamo nei pressi di piazza Marina per un caffè, una pizza, un rapido acquisto in un negozio. Eppure Casamicciola vanta bellezze storiche, architettoniche, naturali da far invidia.
A poca distanza dal mare, ad esempio, un dedalo di stradine, viuzze, rioni racconta storie straordinarie.
Nei giorni scorsi avevo riproposto un articolo di qualche tempo fa nel quale raccontavo una passeggiata che mi aveva permesso di scoprire questo mondo semisconosciuto.
Tuttavia nella mia ignoranza avevo commesso un errore. Un acuto lettore mi aveva fatto notare che il titolo del post “O’ rione e’ vascio”era fuorviante perché alcune delle foto pubblicate si riferivano a o’ rione e coppe.
Il giorno dopo ricorro alla consulenza di Don Umberto, l’ormai popolare vecchietto di Casamicciola che vive a Cartaromana e che mi racconta tante storie sul suo Comune. Don Umberto mi spiega: ‘O rione e vascio e o’ rione e’ coppe sono attigui e collegati da una stradina. Piazza Municipio con diverse case intorno appartiene a ‘o rioen e’ coppe, mentre piazza delle Scuole rientra nel rione ‘vascio”. E Don Umberto prosegue nella sua spiegazione: “Sapete perché o’ rione e’ vascio si chiama cosi? Una volta, quando c’era l’alta marea quella zona si riempiva d’acqua, era acqua che proveniva da sotto. Non so come fosse possibile. Ma certo è che il Comune ha fatto dei lavori per rendere possibile l’utilizzo della zona”. Tutto chiaro dunque.
Ma proprio il chiarimento di Don Umberto suscita ancora di più la mia curiosità. Ho voglia di tornare sul luogo e verificare di persona.
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Un pomeriggio ci sono tornata con un gruppo di amiche. L’appuntamento è all’Ancora, proprio sul lungomare di Casamicciola. Quando Mina e io arriviamo, Brigitte è già lì ad attenderci con alcune pubblicazioni che mi consegna in lettura. Poco dopo si aggiunge Giovanna che vive a Forio ed è sempre curiosa di conoscere i luoghi e la storia di Ischia. Dopo un po’ si presenta Olimpia che è conosce bene i luoghi e ci farà da guida. E con un pizzico di ritardo arriva anche Lucia.
Attraversiamo la strada. Ci addentriamo in un vicolo e poco dopo arriviamo in piazza Municipio. “È stata chiamata così perché qui dopo il terremoto del 1883 era stata insediata la sede del Comune”, ci spiega Olimpia. L’evento del 1883 significò per Casamicciola un cambiamento radicale. La popolazione, che era insediata prevalentemente in collina, fu indotta a trasferirsi nella zona costiera, che le Autorità consideravano più sicura. E fu così che nacquero questi nuovi rioni. Si notano ancora alcune case con tetto spiovente. “Questo è quel che rimane delle baracche che erano state costruite in legno proprio all’indomani di quel tragico evento”, spiega ancora Olimpia. Il tetto spiovente è inusuale qui a Ischia, ma pare che questa fosse una tecnica consolidata per costruire baracche in fretta, in modo da dare alla popolazione un ricovero nel più breve tempo possibile.
Questa soluzione naturalmente doveva essere provvisoria. Ma purtroppo, come spesso capita in Italia, il provvisorio è diventato definitivo. Vediamo cosa è successo. Il governo centrale italiano aveva studiato un regolamento preciso per la ricostruzione, prevedendo la collocazione a valle degli insediamenti abitativi e delle attività produttive.
Ma il regolamento, consegnato alle autorità locali, non fu mai davvero applicato. Chi decise di rimanere alla Marina, consolidò le baracche. Chi invece possedeva un pezzettino di terra o una piccola proprietà a Casamicciola Alta tra piazza Bagni e il Maio, non avendo a valle una soluzione abitativa adeguata, cominciò a tornare nella zona che era stata epicentro del terremoto.
Intanto noi ci guardiamo intorno. Procediamo per una stradina e arriviamo a Piazza delle Scuole. Ecco siamo al cosiddetto rione ‘e vascio. Oggi la zona appare ben curata.
I vicoletti che ci portano verso il mare sono molto caratteristici. Uno in particolare è tutto fiorito. È dedicato a Nunzia Mattera, una donna scomparsa tempo fa, che ha dedicato la sua vita al prossimo, fondando la Catena Alimentare.
Usciamo sul lungomare. Colpisce l’occhio un’altra costruzione con tetto a spiovente. L’Hotel Vesuvio con qualche scritta in francese. Pare che risalga all’inizio secolo scorso.
Passeggiando sul lungomare, passiamo davanti al Pio Monte della Misericordia che meriterebbe una trattazione a sé. È stato un Monumento del Termalismo sociale, costruito a Casamicciola Alta, poi in seguito al terremoto del 1883, traslocato sul lungomare. Infine è stato abbandonato al termine degli anni ’50.
Pare che ora sia stato rilevato da una società straniera che ne ricaverà un albergo superstellato. Peccato. Forse uno spazio storico così importante poteva servire per altre funzioni: mostre, pinacoteche, eventi.
“La struttura è molto grande – ci fa notare Olimpia – occorrerebbero molti soldi per questa destinazione d’uso”. I soldi, sì certo. Io sono convinta che i soldi potrebbero venir fuori.
Per ora concludiamo qui la nostra passeggiata. Ma ci rivedremo presto perché vogliamo visitare l’altro quartiere popolare sulla costa: Perrone. E poi naturalmente dovremo salire a Casamicciola Alta e visitare Piazza Bagni e Piazza Maio. Ci sarete?
Note
La ricostruzione storica che vi ho proposto, è molto sommaria. Una bibliografia sull’argomento sarà disponibile nella prossima newsletter. Iscrivetevi, se non l’avete già fatto. Vi aspetto.

altavolodiamalia.com
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web.








Molto bello che da qualcosa di tremendamente brutto sia nato un quartiere così carino che si è connotato per la propria caratteristica dei tetti!
Chapeau a Nunzia Mattera che non conoscevo.
E GRAZIE per questa bella passeggiata che ho percorso insieme a voi!
Grazie a te per l’interesse. Ti aspetto a Ischia per una bella passeggiata e un buon caffè.