A mia mamma un anno dopo
Sarà celebrata questa sera alle 19:30 nella Chiesa dello Spirito Santo a Ischia Ponte una Messa in memoria di mia mamma scomparsa un anno fa. A quanti vorranno intervenire raccomando prudenza e rispetto del buonsenso. A quanti non potranno esserci, chiedo solo di rivolgerle una preghiera o un pensiero. A tutti voglio dire Grazie per l’affetto, la vicinanza, il ricordo.
Vi riporto qui di seguito il racconto di un caffè che la nonna offriva ai suoi nipoti, un caffè condito dalla dolcezza dei racconti. Era estate, lei accoglieva tutti sul suo terrazzino.
Oggi lei non c’è più, forse non c’è più neanche quel terrazzino. Ma a me rimane la dolcezza di quei ricordi
Ti può interessare ⇒ A mia mamma
Il caffè della nonna
Pubblicato per la prima volta sul vecchio blog il 7 settembre 2015
Enza e Lucilla. Sono cresciute insieme, hanno condiviso tanto nella loro infanzia. Poi la vita le ha portate lontano. Ma d’estate è lì che si ritrovano, sul terrazzino della nonna. A gustare un goccio di caffè, un po’ di gelato, a sentire le solite raccomandazioni: “Avite mangiato? Jate a ‘ mangià. Ca’ ce sta tutte cose“.
E soprattutto, Enza e Lucilla si ritrovano lì ad ascoltare i racconti della nonna. Sono momenti preziosi, spontanei, lontano dalle forzature delle feste comandate. E la nonna comincia con i suoi ricordi. Uno dei suoi racconti preferiti è legato a un cappello, sì, a un cappellino . Da bambina era rimasta orfana di entrambi i genitori. Una volta a Natale – “putevo tene’ 10 anni” – fu invitata a una festa apposita per gli orfani. Ogni bambino poteva scegliere un dono. E tra tante cose “je scegliette nu’ cappellino, me piaceva, nu’ pensai e peja na cosa chiu’ bella, me mettevo scuorno (io scelsi un cappellino, mi piaceva, non pensai di scegliere qualcosa di più bello, avevo vergogna). Sì, a lei piacque quel semplice, umilissimo cappellino.
E oggi, a 94 anni suonati, la nonna quel cappellino lo cerca ancora. “Chi sape che fine ha fatto! A une e vuje l’aggia rato” (Chissà che fine ha fatto, certo l’ho dato a una di voi), dice sempre alle sorridenti nipoti. Be’, quel cappellino avrebbe dovuto vederne di cose in tutti questi anni. Ma per i vecchi gli oggetti, le situazioni, insomma, i ricordi quanto più sono lontani, tanto più sono vivi. Non si logorano, non passano di moda.
Difficilmente altrove Enza e Lucilla possono prendere un caffè così dolce. E così amaro.


Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web





altavolodiamalia.com
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!