Federica Taglialatela: un sorriso indimenticabile
Ogni anno il 23 dicembre sul web e sui giornali di carta spuntano quelle foto. Ritraggono una ragazza sorridente, spensierata. Sono foto che a Ischia, almeno in questa giornata, colpiscono forte. Federica Taglialatela aveva solo 12 anni quando andò incontro alla morte su quel maledetto treno.
Trent’anni dopo la strage, sul vecchio blog dedicai a Federica un post che ora vi riporto. Ricordo quella sera come fosse ieri. Passano gli anni, ma il ricordo è sempre vivo.
Federica Taglialatela 30 anni dopo
dal vecchio blog 23 dicembre 2014
Me lo ricordo bene quel Natale di 30 anni fa. Era il 1984. Trascorrevo anche i fine settimana a Napoli. Dovevo laurearmi e speravo di farcela per la sessione di febbraio. Scrivevo la tesi e mi godevo gli ultimi scampoli di vita universitaria. Il 23 dicembre tornai a casa, a Ischia, che era quasi sera.
Feci fatica a prendere il traghetto. Dalla Marina, dove abitavo, fino al Molo Beverello il traffico era impazzito. La città era illuminata, via Roma era piena di gente. Quelli erano i Natali opulenti e spendaccioni. L’illusione della ricchezza aveva preso tutti.
Eppure quegli anni Ottanta erano cominciati male. La strage di Bologna, la strage di Ustica e poi il terremoto dell’Irpinia … Tra l’82 e l’83 Napoli era un campo di battaglia. Sparavano i terroristi, sparava la camorra. I cantieri del post terremoto facevano gola. I movimenti studenteschi erano spariti, inghiottiti dalla paura, dal senso di sconfitta o forse dalla droga. Ora, in quel 1984, Napoli aveva voglia di voltare pagina. Pochi mesi prima era arrivato Maradona.
Presi il traghetto quella sera del 23 dicembre dopo una corsa affannosa. Le notizie confuse cominciavano ad arrivare. “Una bomba … un treno è saltato in aria … “. Mi prese l’angoscia. Qualcuno già sapeva. “Una famiglia di Ischia è stata coinvolta”. Erano solo voci. Preferii credere che almeno questa fosse una notizia falsa, frutto di fantasia popolare.
La mattina dopo, la vigilia di Natale, mi svegliai tardi. Mia madre in cucina era già indaffarata per la cena. “E’ morta Federica Taglialatela”, mi disse con gli occhi lucidi. “La conosciamo?” le chiesi. “Eccome!”, mi rispose lei con un tono di rimprovero. “Andava con la famiglia da quei suoi cugini di Milano, quelli che d’estate vengono qui in vacanza e fittano un appartamento qui vicino”. Deglutii a fatica.
Intanto la radio cominciava a gracchiare. Le parole che Federica aveva scritto pochi giorni prima in un compito in classe rimbalzavano da una città all’altra, da una stanza all’altra. “La violenza è anche indifferenza”. Quelle parole erano pietre. Sono pietre.
Pochi giorni dopo si celebrarono i funerali. Decisi di non andare. Non avevo voglia di fazzoletti tricolore, di persone in doppio petto. Le manifestazioni di un tempo erano lontane, troppo lontane.
Tempo dopo a Federica è stato intitolato il Palazzetto dello Sport di Ischia, poi per anni anche su di lei è sceso il silenzio. E oggi? Federica avrebbe 42 anni. In questi giorni la Scuola Media Scotti, la sua scuola, le ha dedicato una bella manifestazione. Speriamo che si ricominci da qui a mettere insieme quei “granellini di volontà” di cui Federica aveva scritto in quel suo compito.
Buon Natale a tutti!
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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