Il mio ricordo di Michele D’Arco
Sabato mattina. Ho un appuntamento per un caffè a Ischia Ponte, al nostro tavolo. È una giornata grigia, è prevista pioggia. Ma quando entro nel locale mi sembra che l’atmosfera sia malinconica molto più di quanto esprima il meteo. Il giorno prima era scomparso il prof. Michele D’Arco, una delle memorie storiche di Ischia. Fino a qualche tempo fa, lo incontravo talvolta seduto lì, proprio in quel bar.
Una mattina, appena consumato il mio caffè, ero andata alla cassa per pagare, quando sentii una voce perentoria: “Luisa, Luisa…”. Era lui, Michele D’Arco. Qualcuno lo corresse: “Non è Luisa, è Laura!”.
Scoppiammo a ridere tutti. Luisa, mia sorella, aveva lavorato per anni con lui alle Scuole Medie di Ischia. Michele D’Arco era stato lo storico vicepreside di quella scuola, nella quale mia sorella era insegnante di lettere. Nessun problema. Capita di sbagliare il nome. Il professore insistette per pagare il conto. Accettai di buon grado strappandogli la promessa di un caffè al nostro tavolo per parlare di Ischia, della storia recente dell’isola, della quale lui era stato testimone e anche protagonista.
Lui si schermiva: “Non so se sono in grado di aiutarti”. Era tipico del suo modo di essere. Preferiva sempre fare un passo indietro, non amava la scena. Eppure era un pozzo di conoscenza.
Una volta gli chiesi quale fosse il significato di quelle croci che incontriamo spesso agli angoli delle strade, su tutto il territorio dell’isola. Una di queste è propio a Ischia Ponte, nei pressi di uno dei bar più frequentati.
“Sono le Croci dei Passionisti – mi rispose pronto – In tempi passati, anche abbastanza recenti, il Clero locale chiamava in aiuto i Passionisti quando si rendeva conto che nel popolo la fede scadeva un pochino. E i Passionisti non solo tenevano nelle Chiese celebrazioni appassionate, ma si recavano anche presso le famiglie con qualche problema, per riportare pace lì dove c’era guerra. Quindi avevano anche un ruolo sociale oltre che religioso. E il popolo riconoscente, poi poneva queste croci con una lapide in memoria”.
Quella di Ischia Ponte reca la data del 1925.
Dopo quella rapida delucidazione sui Passionisti, avevo sperato di averlo al nostro tavolo. Avevo tante domande da porgli. Ma negli ultimi tempi si vedeva di rado.
Lo avevo incontrato nel periodo di Natale, proprio a Ischia Ponte. Mi disse che stava soffrendo il freddo. Lo chiamai per Capodanno, dicendogli che proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita di mio padre e avrei voluto parlarne con lui. Mi rispose con un filo di voce, promettendomi di venire non appena la salute glielo avesse permesso.
Così ho aspettato tempi migliori. Purtroppo Michele D’Arco ci ha lasciato. Mi rimane il rammarico di non aver fatto in tempo. Forse avrei dovuto insistere. O forse no. Forse è stato giusto rispettare quella sua riservatezza.
Noi comunque lo ricorderemo nelle nostre storie e nei nostri caffè. Sarà sempre presente quando tutti insieme andremo alla riscoperta di Ischia.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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