Quando lo stadio rispose: Insigne!
Era il 21 aprile 2013. Al S. Paolo si giocava Napoli-Cagliari. Era il Napoli di Mazzarri, Cavani, Hamsik, ma anche di Gamberini, Britos e tanti altri. Era un Napoli che faceva sognare, anche per quei gol all’ultimo respiro, segnati quando ormai sembrava che non ci fosse proprio più niente da fare. Pian pianino in quella squadra spuntava un giovane napoletano: Lorenzo Insigne.
In quel Napoli- Cagliari subentrò a Dzemaili e ci regalò un’emozione indescrivibile.
In quel periodo frequentavo spesso lo stadio di Napoli e quella partita me la ricordo bene, anche per la concomitanza delle regate dell’America’s Cup che si tenevano a Mergellina, a poca distanza da Fuorigrotta.
Insigne in tutti questi anni è stato amato e odiato, osannato e fischiato. Forse non ha mantenuto tutte le promesse, ma sorte simile è capitata anche ad altri giocatori del Napoli.
Domani, 15 maggio 2022, Insigne giocherà l’ultima partita in quello Stadio che oggi è intitolato a Maradona. Io sarò davanti alla TV e non escludo che verserò una lacrima.
In questo post che scrissi all’epoca, vi racconto un attimo perduto.
Dal vecchio blog: aprile 2013
La passione per il Napoli ci tradisce. Partiamo da Ischia domenica mattina tra dubbi e incertezze. Napoli-Cagliari si gioca al S. Paolo in contemporanea con l’ultima regata dell’America’s Cup. La città è bloccata, ci dicono le cronache. E qualche amico che vive in continente rincara la dose: “Raggiungere il Molo Beverello dopo la partita sarà un’impresa, la città è spaccata in due. Bisognerà muoversi in metropolitana. Ma a Napoli non è facile“. Già … a Napoli non funziona mai niente. Il “deflusso” dallo stadio sarà un dramma. Eppure noi andiamo. Siamo in 4. Io unica adulta, le altre sono 3 giovincelle di 15 anni con tanta voglia di applaudire il magico Napoli.
Scegliamo l’itinerario Ischia-Pozzuoli-Napoli. “Sì, ma non vi fidate per il ritorno – ci dicono ancora – il treno della “Cumana” non è affidabile, spesso si blocca … e se perdete l’ultimo traghetto da Pozzuoli per Ischia alle 18:55 sarà un problema tornare a Napoli. Avete scelto il giorno peggiore …“. Andiamo comunque.
All’andata tutto OK. Alle 13:30 siamo già allo Stadio. Ma il problema è il ritorno. Le cronache avevano preannunciato la presenza massiccia di forze dell’ordine per … “difendere la ZTL”.
Comincia la partita. Il Napoli va sotto. Finisce il primo tempo: 0-1. Accidenti!
Un bambino piange: “Ma come? Io sono per la prima volta allo stadio e il Napoli perde?”. La mamma lo conforta: “Non preoccuparti. Non è finita”.
La vittoria è importante. Il Cagliari è salvo, ma il Napoli lotta per la Champions.
Nel secondo tempo, un po’ di fortuna e il gol di Cavani ci rincuorano. Potremo andare via in anticipo con la vittoria in tasca? Macché! Il Cagliari pareggia. Quando tutto sembra finito – siamo oltre il 90° – un po’ deluse decidiamo di andar via, in anticipo sul fischio finale. Vogliamo correre alla conquista della “Cumana” che ci porterà a Pozzuoli e quindi al nostro traghetto.
“Ma non è finita”, protesta una del gruppo. Lo so, ma dobbiamo andare, dannazione.
Scendiamo lo scalone dei distinti, lo stadio sta cominciando a sfollare. Il cancello si apre e ……. GOOOOOOOOOOOOL! Esplode il boato del S. Paolo .
Ci vien quasi voglia di tornare dentro, come se fosse possibile rivedere l’azione e rivivere quell’attimo perduto. Lì fuori un gruppo di persone si accalca a una TV piazzata in un chioschetto di panini e bibite. Tanta gente si abbraccia.
“Chi ha segnato?” mi chiede un signore con gli occhi sgranati, anche lui uscito troppo presto. È lo stadio a rispondere: “INSIGNE! INSIGNE! INSIGNE” .
Un po’ deluse e un po’ contente, corriamo alla Cumana. Ci siamo perse il meglio, ma almeno il Napoli ha vinto. Sul treno, non c’è quasi nessuno. Il caos c’è certamente. Ci deve essere. Ma forse è da un’altra parte. Noi non lo abbiamo visto. Alle 17:30 siamo già al porto di Pozzuoli, pronte ad imbarcarci alle 18:30 per Ischia. A Napoli non funziona niente, c’è sempre caos. Eppure muoversi in anticipo non vale mai la pena
Fin qui il post di 9 anni fa. Oggi mi sento di dire solo: Vento in poppa, Lorenzo.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Mi unisco al tuo augurio!
Mio figlio alcuni anni fa aveva espresso come desiderio la maglia del Napoli proprio con il numero e il nome di Insigne e ha in cameretta anche il suo pupazzetto.
Che bello, Claudia. Non ci posso credere. Un bacio a tuo figlio!