Ischia Ponte: Palazzo Lauro
Una mattina mentre Teresa, Giovanna e io eravamo sedute al bar nella piazza centrale di Ischia Ponte, arriva Lina: “Venite da me a prendere un caffè?” Volentieri. Facciamo domani?
L’indomani mattina piove, ma noi non ci arrendiamo.
Lina abita a Palazzo Lauro, nel centro di Ischia Ponte, in uno dei tanti gioielli del borgo.
Non appena bussiamo, il portone antico si apre e una scala luminosa e ben tenuta ci accoglie. Lina ci aspetta sulla soglia di casa con la consueta gentilezza: “Trasite!” E aggiunge scherzando: “Devo dire la verità, non vi aspettavo. Piove. Ma voi andate a passeggio lo stesso”.
In effetti avevamo avuto qualche dubbio, ma la pioggerellina d’autunno tutto sommato è sopportabile e persino piacevole dopo il gran caldo estivo.
Ero già stata qui qualche tempo fa, in una visita frettolosa insieme con Teresa. Per Giovanna, la nostra amica italo-americana, è la prima volta. La sua curiosità di conoscere Ischia e l’Italia è sempre commovente.
La casa è in perfetto ordine, come spesso capita dalle nostre parti. A Ischia difficilmente ci si lascia sorprendere dall’ospite.
Lina ama molto questo luogo che pure deve costarle risorse, tempo e fatica.
“Io sono nata qui, in questo palazzo storico e me ne sento custode più che proprietaria”.
Cominciamo così la nostra visita, passando da una stanza all’altra, senza corridoio, come era d’uso un tempo. Qui e lì qualche soppalco mitiga l’altezza enorme dei locali.
Alcuni mobili antichi restaurati con cura, sono ben utilizzati. Finestre e persiane, rigorosamente in legno, sono in perfetta efficienza. In alcune stanze le mattonelle antiche sono una gioia per l’occhio e conferiscono calore alla casa. Laddove possibile, Lina ha voluto conservare senza cedere alla tentazione della modernità distruttiva, Ma non ha mai rinunciato alla giusta dose di comodità: TV, computer e wifi sono i testimoni della nostra epoca. Antico e moderno qui si combinano, senza disturbarsi.
Mi affaccio al balcone: la vita frenetica di Ischia Ponte è proprio sotto i miei occhi. La vista sulla Chiesa dello Spirito Santo lascia intuire che qui in tempi antichi esisteva la porta di accesso al borgo.
Lina ci mostra mobili e oggetti. “Guardate questo comò!”, ci dice mostrandoci un gioco di apertura davvero fantastico. E poi un armadio di quelli che ormai non se ne trovano più.
La pioggia si placa e così possiamo uscire sul cortile interno, il punto d’incontro delle persone che abitano nel palazzo. Fiori e piante, il pozzo, i giochi architettonici, tutto sembra invitare alla sosta.
“Quando sono nata, la mia famiglia era proprietaria solo di una piccola parte. Poi un po’ per volta siamo entrati in possesso di tutto il primo piano. Il merito è dei miei genitori. Mia madre non era una donna di casa, ma una commerciante attenta e dinamica. Se oggi ci possiamo permettere una certa tranquillità, è soprattutto grazie a lei e a mio padre”. E chi può mai dimenticare la simpaticissima Melina, commerciante d’altri tempi.
Di tanto in tanto Lina ospita alcune persone, un modo condividere questo splendore.
Non si conosce l’epoca esatta della costruzione del palazzo. Di certo è stato costruito sulla roccia della collina di Soronzano, che sorge proprio alle sue spalle.
Qualche notizia storica si rileva dall’articolo di Franco Maschio pubblicato sulla Rassegna d’Ischia n 6 del 1991. Il contratto di compravendita con il quale Francesco Lauro entra in possesso del palazzo risale al 1747.
Ma Lina ci dice qualcosa in più. Proprietaria di questa parte del palazzo, in cui oggi abita, era una tale signora Teresa Santangelo che la donò al Parroco dell’epoca, data la vicinanza con la Chiesa.
Poi un po’ per volta i genitori di Lina – la famiglia Italiano – entrano in possesso di tutto il primo piano. Al secondo piano invece abitano gli eredi della famiglia Lauro.
Così, grazie all’ospitalità dei proprietari, dopo la Corteglia, ho potuto visitare un altro gioiello di Ischia Ponte. A questo punto lasciatemi fare qualche considerazione personale sperando che non risulti troppo polemica.
In un’epoca che non esito a definire distruttiva, le persone che si impegnano per tutelare le testimonianze del nostro passato, suscitano ammirazione. Non è un mistero che a noi Ischitani manchi il rispetto per la nostra storia. Eppure tutelare la nostra identità ci aiuterebbe a costruire un futuro più vivibile e meno cittadino. È un discorso complesso che non riguarda solo palazzi e monumenti, ma ogni angolo della nostra isola. Basta guardarsi intorno per rendersene conto.
Ischia sta assumendo sempre più i contorni di una metropoli. Ma che senso ha?
In questo contesto, persone come Lina e poche altre danno un buon esempio, ma rischiano di rimanere isolate. La tutela e la conservazione di palazzi, case, vicoli, borghi che appartengono alla nostra storia dovrebbero rientrare in un progetto politico-amministrativo. Sembra invece che si proceda in una direzione opposta.
D’altra parte, come la stessa Lina ci riferisce, qualche tempo fa a Ischia Ponte si tenevano manifestazioni che provavano a valorizzare questi luoghi.
Gli artisti di strada, ad esempio, davano vivacità al borgo. I portoni aperti, con gli ingressi dei palazzi storici che facevano da cornice a esposizioni di fiori o di artisti locali, erano molto apprezzati.
Poi si è preferito seguire altre strade. Saranno pure valide, non intendo esprimermi in merito.
Una cosa è fuori discussione: Ischia Ponte è un gioiello
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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È sempre bello leggerti, complimenti
Grazie Anna,
è davvero un piacere averti tra le lettrici
Il palazzo è davvero molto bello, la posizione speciale, e la storia appassionante.
Mi sono piaciute particolarmente anche le foto della scalinata, di quel “comò” che è un piccolo tesoro, e anche del cortiletto.
GRAZIE Laura per la visita che ho potuto fare anche io.
Grazie, Claudia.
Quando verrai a Ischia, lo visiterai di persona. A presto