Ischia: la casetta di Giovanni
Ero passata di là tante volte quest’estate di mattina presto, quando andavo a fare il bagno alla Mandra, in quella che un tempo era nota come la spiaggia dei pescatori, a due passi da Ischia Ponte.
Una casetta lungo la spiaggia avrebbe dovuto richiamare la mia attenzione. Ma nel bagliore del mattino presto, quella ringhiera decorata con oggetti luccicanti, tutti realizzati con pazienza e abilità, mi era sfuggita.
Me l’aveva segnalata un’amica, lettrice del blog. “Tu che cerchi sempre storie da raccontare, vai da Giovanni. È uno che fa miracoli con le mani”.
Una mattina, di ritorno dal mare, ancora inzuppata d’acqua, di salsedine e di sudore, ero riuscita a individuare la casetta.
Sulla ringhiera che delimita il piccolo appartamento al piano terra, erano esposti gli oggetti più disparati: vasi decorati con conchiglie, girandole, recipienti, cestini. Tutto era ricavato da cose destinate ai rifiuti: lattine di bibite, involucri di tappi, ombrellini rotti, giocattoli. Anche il muretto che sostiene la ringhiera era decorato con conchiglie.
Incantata mi ero fermata per qualche scatto, ma era ancora troppo presto per bussare al campanello.
Quando ripasso qualche giorno dopo, una signora gentile si affaccia: “Siete voi che avete fatto le foto?” Mi chiede sorridendo. “Entrate, se volete. Mio marito oggi non c’è!”
Ringrazio la signora e le do appuntamento per una prossima volta. Tanto vengo spesso.
Poi succede qualcosa, il caos di agosto mi allontana da quel luogo, vado sempre più di rado alla Mandra. Passa il tempo, ma non dimentico l’appuntamento.
Così, in una grigia mattina di fine settembre, dopo il caffè di rito a Ischia Ponte, decido di fare una passeggiata proprio lì.
Non ho bisogno di bussare al campanello. La signora, vedendomi passare, mi riconosce subito e mi invita a entrare con quello spirito di accoglienza tipico degli Ischitani d’altri tempi.
“Accomodatevi”. Entro e mi ritrovo davanti un signore sorridente con un bel baffo molto curato. È Giovanni, l’autore di quelle creazioni.
La casa è piccola e semplice, come è tipico della zona. L’ingresso è un vero e proprio Museo. Gli oggetti, tutti ricavati da materiali riciclati, sono dovunque.
In alto spicca una chitarra. “L’ho trovata sulla spiaggia – mi spiega Giovanni – sotto una pietra. L’avevano buttata via perché era rotta. L’ho riaggiustata”.
E poi candele lavorate, recipienti di ogni genere, alcuni ricavati dalle lattine, che Giovanni taglia sapientemente con le forbici, altri in carta o in legno. Un portapenne è realizzato con quei cucchiaini in legno “usa e getta” che si adoperano nei bar delle spiagge. E poi cestini e portapenne realizzati con le linguette delle lattine. Non so davvero come sia riuscito a tenerle insieme.
“Come vi è venuta questa passione?” chiedo curiosa.
“Io ho sempre lavorato. Ero carpentiere di mare. Poi per 15 anni sono stato imbarcato sulle barche che fanno i giri dell’isola. Quando sono andato in pensione, dovevo trovare il modo per occupare il tempo”.
E così ha cominciato ad adoperare le mani, ottenendo risultati divertenti e belli.
“Ma dove le trovate tutte queste cose?” chiedo ancora.
“Passeggiando”, risponde lui sorridendo. Oggi, dopo poco, tutto è inservibile.
“Le conchiglie le trovo in spiaggia. D’inverno la spiaggia è deserta. Sapeste quanto è bella!”.
La signora Anna mi spiega che loro abitano in un’altra zona, Vengono qui d’estate, dove Giovanni è nato.
“Ma io la mattina d’inverno, vengo qui, anche con il maltempo. Il mare agitato è uno spettacolo”.
Chi è nato vicino al mare non riesce a farne a meno. Ha bisogno di respirarne l’aria, di sentire l’odore della salsedine, di avvertire l’abbraccio delle onde. Il mare agitato non fa paura.
E qui Giovanni con pazienza e abilità seleziona e ripulisce gli oggetti che grazie alle sue mani avranno nuova vita e assumeranno forme sorprendenti. “Non invento niente – aggiunge con modestia – trovo l’ispirazione su internet”.
Passano alcuni turisti, si incuriosiscono, fotografano. Giovanni regala loro qualcosa. “Io li regalo, non li vendo. Il mio è solo uno spasso”.
È quasi ora di pranzo, devo andar via. Ma mi riprometto di tornare una mattina d’inverno. Ho proprio voglia di vedere Giovanni al lavoro.

La casetta di Giovanni è a pochi passi dal Bagno Lucia alla Mandra
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Chi sono








Mi sembra di entrare, di sbirciare in un mondo nuovo, diverso, affascinante. Una persona dalla generosità incredibile
Che bello, Paola. Grazie.
Se vieni a Ischia, ti ci porto. Giovanni è davvero una persona eccezionale
Ischia è sempre lì, in programma, e ogni volta succede qualcosa …
Mannaggia!
Fantastico!
Applausi di cuore al sig. Giovanni!
Riferirò. Grazie