Mi è successo a Berlino
Quel sabato sera a Berlino si disputava la finale di Coppa di Germania tra il Borussia Dortmund e l’Eintracht di Francoforte.
Alla luce di quanto abbiamo vissuto nello scorso marzo a Napoli, quello che mi è successo a Berlino, ha proprio dell’incredibile.
La prima parte ⇒ I miei giorni a Berlino
La seconda parte ⇒ A spasso per Berlino
Dal vecchio blog: 16 giugno 2017
Sono appena passate le 18:00 quando decido di far rientro in albergo. Sono esausta e poi alle 20:00 comincia la partita che trasmettono in TV.
È la finale di Coppa di Germania, mica uno scherzo. Per la verità la TV in camera non funzionava, quando sono uscita la mattina. Ma ho segnalato il problema, avranno certamente provveduto.
Mi incammino lentamente per Unter den Linden verso Potsdamer Platz. Intorno a me vedo ancora tifosi del Dortmund con le loro maglie giallo nere, qui e lì qualche sparuto gruppo di tifosi del Frankfurt, in maglia bianca o rossonera.
Arrivo in piazza e trovo subito le indicazioni per la U-bahn. Dovrò prendere la U-2 fino a Bismarckstraße e poi di lì la U-7 che dopo un paio di fermate mi porterà nei pressi dell’albergo. Il tragitto è abbastanza lungo, ma ho tempo e poi qui i trasporti filano che è una meraviglia.
Arrivo al binario e … mio Dio! Che succede? Ci sono gruppi di tifosi del Dortmund e del Frankfurt che attendono. Qualche giovane è già attaccato alla bottiglia di birra. La U-2 porta all’Olympiastadion.
Uh mamma… mi guardo intorno: neanche l’ombra di un poliziotto. Non c’è nemmeno un servizio d’ordine o qualche steward. Intanto arriva il treno: è già abbastanza pieno. Dentro ci sono tifosi dell’una parte e dell’altra, altri salgono. Che faccio? Salgo? Decido di salire, anche perché alle mie spalle vedo sopraggiungere altri gruppi di tifosi.
A bordo del treno, nella stessa vettura, i tifosi dei due diversi schieramenti sono divisi in gruppi. Quelli del Dortmund sono più numerosi, ma quelli del Frankfurt sono presenti e si fanno sentire. E cominciano i cori, quelli da stadio, ritmati. Prima gli uni, poi gli altri. Mi sento in mezzo a un campo di battaglia. Ho PAURA.
Il treno parte, ma fino a Bismarckstraße ci sono almeno 10 fermate. La mia inquietudine aumenta.
A una fermata salgono alcune signore senza nessun vessillo, sembrano non interessante alla partita. Le interrogo con lo sguardo, studio i loro gesti, il loro comportamento. Non hanno paura? No. A un certo punto cominciano a sorridere. Poi, dopo un coro di quelli del Dortmund, scoppiano in una risata che si fa ancora più fragorosa alla risposta di quelli del Frankfurt.
Sinceramente non capisco tutto quello che scandiscono i tifosi, non ho un orecchio abbastanza allenato per questo. Qualche parola però mi sembra abbastanza pesante. Ma le signore, insieme a ad altri passeggeri che intanto sono sopraggiunti, ridono di gusto. Anche un paio di giovani del Frankfurt, proprio vicino a me, si divertono tanto.
Purtroppo arriva la mia fermata e devo scendere. Quel senso di inquietudine e perfino di paura si era trasformato in stupore e divertimento.
Poco prima di arrivare in albergo mi fermo a comprare un panino e una bottiglia d’acqua. Ed eccomi in camera, accendo la TV e … Nooooooo. La Tv non funziona! E ora? Mi comporto alla napoletana. Stacco la presa e la riattacco. Ecco, la TV funziona, alle 20: 00 comincia il collegamento. Lo stadio è gremito, il pubblico dà spettacolo, la partita non sarà da meno. Vince il Dortmund.
E la mia avventura a Berlino continua …
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Non dev’essere stato un bel momento trovarsi circondata da tifosi belli carichi … per scoprire che invece c’è sana competizione sportiva. Ma aggiustare la tv “alla napoletana” è un colpo di genio 🙂
Mia cara Paola,
Ricordo bene la paura, oggi mi rimane lo sconcerto.
Cosa è successo in questi anni? I tifosi del Frankfurt sono gli stessi che a Napoli nello scorso marzo hanno messo a ferro e fuoco la città? Siamo impazziti tutti in questi anni?
Sì, ho aggiustato la TV “alla napoletana” con l’arte di arrangiarsi. Spegnere e accendere a volte è la soluzione migliore