A spasso per Berlino
Ecco qui la seconda parte del mio diario di viaggio.
La prima parte ⇒ I miei giorni a Berlino
Berlino tra verde e monumenti
Pubblicato sul vecchio blog il 13 giugno 2017
Mi sveglio sudatissima nella mia camera d’albergo. Ho trascorso la notte a lottare contro il piumino tedesco che faceva da contraltare al caldo infernale esploso proprio al mio arrivo, il giorno prima. Nessuna traccia in armadio di un lenzuolo o di una copertina più leggera.
Mi conforta un’ottima colazione tedesca con caffè lunghissimo, pane integrale in tutte le gradazioni e il salato che predomina sul dolce. Prima di uscire raccomando al personale: “La TV non funziona”. “Ach ja, das kontrollieren wir gleich!”.
Mi tuffo in quella città che ho tanta voglia di scoprire. La fermata della U-Bahn, la metropolitana sotterranea, è a pochi passi. Anche stavolta, sembra che il treno sia lì ad aspettarmi: pochi minuti e sono a scuola.
Il mio corso di traduzione in ambito giuridico economico comincia con qualche parola di benvenuto. Ci presentiamo: sono vecchia del mestiere e forse proprio per questo sento il bisogno di aggiornarmi, di confrontarmi. Il nostro lavoro è una ricerca continua…
Le ore di lezione, per quanto toste, passano in fretta. Alla fine l’insegnante, Lucia, un’italiana che vive da tempo a Berlino, mi fornisce qualche indicazione turistica: “Dai, vieni, prendiamo l’autobus insieme”. Scendo a Potsdamer Platz e mentre la mia prof prosegue, io mi giro intorno. La piazza, costellata da quei palazzi enormi che sono il simbolo del rinnovamento, mi colpisce per un angolo verde: alcuni tifosi del Dortmund in attesa della partita della sera, si godono il sole.
Ecco, in una metropoli piena di gente, di storia, di palazzi antichi e ultramoderni, ricca di cose da fare, da vedere, da visitare, il verde ha un ruolo preminente. Non è un orpello estetico. È un verde che ti accoglie.
Poco distante dalla piazza noto un’insegna: Spionagemuseum. Die Hauptstadt der Spione. Sì, Berlino è stata sicuramente la capitale delle spie. Vorrei entrare, poi decido di tuffarmi per Unter den Linden, la strada maestosa che conduce alla Brandenburger Tor. Non puoi andar via da Berlino senza aver visto la Porta di Brandeburgo.
E così, mi avvio sotto un sole infernale tra tanta gente: “C’è il Kirchentag”, mi avevano detto. È una giornata di incontro organizzata dalla Chiesa Evangelica. Lungo il percorso, proprio a metà strada non posso fare a meno di fermarmi. Sulla destra, il Denkmal für die ermordeten Juden, il Memoriale per gli ebrei assassinati che poi è stato dedicato anche agli omosessuali uccisi. È un campo di stele che nella sua tragica semplicità, ti lascia di stucco.
Proseguo a fatica verso la Porta del Brandeburgo. Si sta allestendo un concerto per la sera. Mi addentro nella piazza, tanta gente intona canti di pace. Alcuni poliziotti, pur armati di tutto punto, non fanno pesare la loro presenza. I controlli sono invece affidati a persone in borghese, forse dei volontari della Chiesa. Un cartello avverte di preparare le borse. Mi metto in fila e dopo il controllo, una signora mi si avvicina: sobbalzo, mi spavento. “Keine Angst! Metto un nastrino alla borsa per indicare che è già stata controllata”, mi dice sorridendo. Ah, ma certo, faccia pure.
Vorrei rimanere, ma sono stanca. La mia giornata a Berlino è stata molto intensa.
Eppure quello che sta per succedermi, è davvero incredibile. È un’avventura che ricorderò a lungo.
Un po’ di pazienza e vi racconterò.
Qui termina la seconda parte.
Nella terza parte vi racconterò di un’avventura che soprattutto oggi mi sembra incredibile.
Nella foto la Porta del Brandeburgo quel giorno
A presto
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Ti seguo con molto piacere e ti esprimo una sensazione mia, derivata da una visita a Berlino di pochi giorni, senza conoscere una parola di tedesco: il muro, il famigerato muro è ancora lì, anche dove non fisicamente, ma presente come monito di un passato doloroso. Basta una pietra, alle volte. Me lo sono sognato?
No, Paola, non te lo sei sognato. La differenza tra Est e Ovest è ancora palpabile ed è anche, almeno in parte, la causa di tante tensioni che attraversano la Germania. Lo scontento delle regioni dell’Est si esprime poi in maniera dolorosa. Grazie sempre per l’interesse