Come siamo
Il tavolo oggi
Ed ecco come siamo oggi, nella foto di Marialuisa Di Costanzo, sotto al Castello, a Ischia Ponte, nei pressi dei nostri luoghi d’incontro tradizionali.
Ci siamo conosciute tanti anni fa e voi forse non potete immaginare quanto sia stato importante per me questo gruppo che si è formato spontaneamente intorno ad Amalia.
Io non sono proprio un’Ischitana di ritorno, eppure per anni ho vissuto Ischia con distanza, dopo averla tanto amata.
Da bambina, erano gli anni ’60, ho vissuto l’isola con gioia e allegria. Ricordo le corse in pineta a raccogliere ciclamini, le passeggiate per le strade senza traffico, i pomeriggi nei cortili o nelle piazze a giocare, e poi d’estate a mare, con spiagge libere e poco affollate.
Con l’adolescenza, erano gli anni 70, Ischia cominciò a mostrarmi un volto diverso. Erano gli anni della ribellione giovanile e Ischia, nel pieno dello sviluppo turistico, mi sembrò d’improvviso opprimente. Quella conoscenza diretta delle persone diventava un muro, non ci si poteva muovere che subito qualcuno portava la spia a casa. Mi sentivo soffocare, avevo bisogno di libertà.
Con la giovinezza, sul finire degli anni ’70, l’Università fu proprio come una liberazione. Dopo tanta indecisione scelsi Napoli e quella distanza, sia pur minima, mi dava tanta gioia.
Limitavo al massimo i miei ritorni a Ischia: i fine settimana si riducevano a poche ore, le estati erano un viaggio continuo in Europa per imparare il tedesco, la mia lingua straniera.
Dopo la Laurea, il momento di crisi: non volevo tornare sullo scoglio. E fu il quel momento che mosse i primi passi il mio Centro Traduzioni Le Copain. E tuttavia rimasi da sola: quel mio mondo bello si era sgretolato. Ed ecco sul finire degli anni ’80, la scelta definitiva: torno a casa.
L’impatto fu terribile: non riconoscevo più la gente, le strade, le piazze, i luoghi d’incontro. Mentre il mio lavoro di traduttrice prendeva piede, mi sentivo sola.
Poi forse per caso l’incontro con il gruppo di mamme. E da allora la mia vita è cambiata. Ho ricominciato ad apprezzare la dimensione umana dei rapporti umani, ho riassaporato il gusto di passeggiare incontrando le persone, anche se le strade, le piazze, le pinete, la gente sono cambiate.
E così quasi per miracolo ho ricominciato ad amare la mia isola.
Ischia per me è come un libro che hai amato tanto durante l’infanzia, poi l’hai messo lì su uno scaffale a prendere polvere. Un giorno per caso lo riscopri e sfogliando le pagine ci trovi cose che ti affascinano e che magari ti erano sfuggite o avevi dimenticato.
Io vorrei che questo blog fosse anche per voi come quel vecchio libro che io ho riscoperto. Sfogliatelo piano piano, in mia e nostra compagnia, sorseggiando un buon caffè






Che bello questo racconto con le varie fasi della vita!
Mi è piaciuto molto il paragone con un libro: i libri sono sempre dei tesori.
E amo questa idea del ritorno alle radici, alle quali anche io sono particolarmente affezionata.
Grazie!