Ischia sott’acqua
Le immagini solari dell’estate sembrano lontane, anche se la foto di copertina è stata scattata solo qualche giorno fa.
I cambiamenti climatici comportano anche questo. Si passa da un momento all’altro dal caldo al freddo, dal sole alla pioggia insistente. Bombe d’acqua, le chiamano.
Stamattina, 18 ottobre, poco dopo le 7:00 è cominciato un temporale.. La pioggia batteva forte sulle finestre.
La Protezione Civile della Regione Campania aveva diramato un’allerta meteo gialla. I commenti ironici sui social si sprecavano: un giorno sì e l’altro pure.
La Protezione Civile lo ha spiegato spesso: le nostre comunicazioni non sono previsioni meteo. In altre parole: è in arrivo una tempesta, dai nostri calcoli colpirà le tali zone e noi diamo l’allarme, giallo, arancione, rosso, a seconda del grado di gravità. Poi non possiamo sapere cosa realmente succederà.
Per il 18 ottobre dei sei Comuni dell’isola solo Forio aveva emesso ordinanza di chiusura delle scuole.
Ma in molte delle scuole aperte i ragazzi non sono arrivati, vuoi per la prudenza dei genitori, vuoi perché le strade allagate hanno reso difficile i collegamenti.
Io non sono uscita di casa. Mi posso permettere il lusso di scegliere quando uscire. Quello che scrivo, si basa sulle sensazioni che ho provato, sulle immagini che ho visto dal computer, sulle note che ho letto sui social e sulle testate giornalistiche ischitane.
Un dato colpisce.
Quando un Comune in presenza di allerta meteo decide per la chiusura delle scuole, subito partono proteste. Che in parte sono anche giustificate. L’allerta meteo ormai è un messaggio tanto frequente che spesso non viene preso sul serio dagli utenti. E infatti, non sempre all’allerta corrisponde la bomba d’acqua.
Ma quando si verifica una situazione come quella di oggi, 18 ottobre, per la quale 5 Comuni su 6 non hanno diramato ordinanze di chiusura, le proteste sono di tono opposto: perché il Comune ha lasciato le scuole aperte?
Intanto, come giustamente rileva un’insegnante, docenti e personale ATA a scuola sono dovuti andare per forza. Così come certo sono andati a lavorare medici, infermieri, dipendenti di alberghi e ristoranti e tanti altri.
Altra considerazione.
Che senso ha che un solo Comune su sei disponga la chiusura delle scuole? I ragazzi di Forio che frequentano le scuole a Ischia o Lacco Ameno, ad esempio, non si sono dovuti muovere?
Ci vuole il Comune unico, sostengono in tanti. D’accordo. Ma intanto che il Comune unico non c’è, i sei Sindaci dell’isola non possono parlarne e predisporre un’unica ordinanza? Sto chiedendo troppo, forse. Eh già, perché si sa che i Comuni dell’isola sono in concorrenza tra loro e difficilmente si accordano.
Ma il problema vero, io credo sia un altro.
Sarebbe necessario andare oltre l’allerta. Gli esperti ci dicono che con il cambiamento climatico dovremo convivere con queste situazioni e oggi più che mai abbiamo l’obbligo di intervenire per arginare gli eventi ed evitare i disastri. Non possiamo confortarci pensando che tanto non succede solo da noi e che succede ovunque perché la pioggia è stata torrenziale. Se la pioggia è torrenziale, dobbiamo attrezzarci per affrontarla.
È almeno dal 2006 che ho letto e sentito appelli alle autorità per la messa in sicurezza del territorio. Gli esperti sostengono che il rischio idrogeologico in un territorio fragile come quello di Ischia, è sempre elevato.
Che cosa è stato fatto? Esiste un vero progetto in tal senso? So di lavori in corso sulla litoranea di Casamicciola. Ma servono davvero allo scopo? In generale sull’isola stiamo lavorando nella direzione giusta, quello della sicurezza?
Forse mi sono distratta io, ma ho saputo solo di progetti spettacolari, di parcheggi sotterranei che richiameranno altro traffico, di rotonde/rotatorie che si inondano d’acqua, di verde pubblico poco tutelato, di sentieri che si sbriciolano …
Intanto piove e presto sarà notte. Adda’ passa’ a’ nuttata. E speriamo che passi in fretta perché da stanotte l’allerta sarà arancione. E poi presto arriverà Natale.
Pronta a ospitare le repliche.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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