In libreria parlando di noi
Venerdì 21 febbraio il gruppo lettura si è ritrovato in libreria. Tanti i temi proposti grazie ai libri detti o da leggere: emigrazione, turismo delle radici, Ischia di ieri e di oggi. E abbiamo parlato anche di noi. Mancava solo Giovanna. Ma lei è sempre con noi.
Ci siamo ritrovati in un buon numero alla libreria Imagaenaria di Ischia Ponte, venerdì scorso. Antonietta e Fabio ci hanno accolto con squisita ospitalità, apparecchiando un tavolo pieno di leccornie. Ci siamo s seduti come attorno a un focolare, per ascoltare racconti di ieri e di oggi.
Ma perché è così difficile incontrarsi? È questa la prima domanda, partita spontanea mentre sistemo i libri sul tavolo. È un tema angosciante che riguarda tutti.
La prima risposta arriva da Geppino, per la prima volta con noi: “È cambiato il mondo, siamo cambiati noi. Una volta per fare quattro chiacchiere bisognava uscire per forza. Oggi abbiamo computer, cellulari … “
Ma davvero la tecnologia ci basta? La virtualità sta sostituendo la relazione umana? Ci siamo chiusi dentro casa, davanti agli schermi per sottrarci al confronto, a volte gioioso, a volte meno. E viviamo male.
Cominciamo a parlare di libri. Il primo che propongo sulla scia dei temi che avevamo lasciato in sospeso questa estate, è Turisti per caso, un’antologia di scritti curati da Maddalena Tirabassi. Il libro era stato presentato in settembre in occasione dell’evento Pe’Terre assale luntane e aveva suscitato la nostra curiosità.
I turisti per caso qui sono quelli che visitano i paesi dei loro avi, cercando tracce, sapori, atmosfere. Mi hanno colpito le storie dei soldati americani che durante la seconda guerra mondiale, erano andati alla ricerca delle loro origini. Le autorità americane guardavano con favore a queste iniziative, sperando così di diffondere tra la popolazione italiana un sentimento di benevolenza verso i soldati.
Dunque il turismo delle radici è antico. Oggi se ne parla tanto per le iniziative prese in tal senso. E qui ripropongo la domanda che.tante volte ho formulato in queste pagine: perché Ischia ne è rimasta fuori? Per la pigrizia degli imprenditori? Perché si preferiscono i grandi eventi?
Chi può risponda. Altrove, come nella vicina Procida, il turismo delle radici sta riscuotendo successo, tanto che sono stati organizzati anche eventi internazionali di un certo impatto.
Tra l’altro occuparci della nostra emigrazione può avere risvolti sociali importanti. Ad esempio può metterci in condizione di comprendere meglio i problemi dell’integrazione che oggi vivono gli immigrati nel nostro Paese. Inoltre, accompagnare i discendenti dei nostri migranti nel loro viaggio di scoperta significa riappropriarci del nostro passato, della nostra identità. È un aspetto da non sottovalutare, soprattutto perché oggi sul territorio i segni della memoria tendono a scomparire.
“Siamo cambiati noi”, ripete qualcuno del gruppo. Certo. Ma davvero pensiamo di proiettarci nel futuro senza considerare il nostro passato? Quale direzione possiamo prendere se non conserviamo la memoria?
A questo punto, quasi per provocazione, rispolvero libri che Imagaenaria ha pubblicato tempo fa. Si tratta dei racconti di viaggiatori danesi arrivati a Ischia nell’800: Bergsøe, Ibsen a Ischia e Holst, Ischia e gli Ischitani. La descrizione dei paesaggi è meravigliosa, ma è attenta anche l’analisi degli usi e dei costumi. Sono libri purtroppo esauriti, ma speriamo che Imagaenaria voglia presto riproporli.
Ischia nell’800 era bellissima, come lo è stata fino a circa 60 anni fa, sia pure con i cambiamenti dettati dall’evoluzione. Poi è successo qualcosa. L’economia dell’isola basata su pesca e agricoltura, non era più sufficiente da sola a soddisfare le esigenze delle popolazione. I soldi arrivati con la svolta turistica degli anni ’50/60 hanno notevolmente migliorato le nostre condizioni di vita. Ma è sufficiente questo per giustificare la confusione, per non dire il disastro attuale? La tutela del territorio e benessere economico sono concetti inconciliabili? Io non credo.
Infatti oggi ci troviamo vivere situazioni paradossali. Alla cementificazione selvaggia che ha distrutto gran parte della bellezza, peraltro mettendo a rischio la nostra sicurezza, corrisponde l’emergenza abitativa di una vasta gamma di persone. Dove ci siamo persi?
A questo proposito io suggerisco la lettura del libro di memorie di Vicenzo Mennella, Lacco Ameno. È un libro fuori commercio che si può reperire nelle biblioteche di Ischia e nelle case di molti Ischitani. Io stessa posso metterlo a disposizione.
I meccanismi descritti da Vincenzo Mennella, a lungo amministratore di Lacco Ameno e Sindaco all’epoca di Rizzoli, sono illuminanti per capire l’origine dei nostri mali.
Ci rivedremo presto per discuterne.
Intanto vi segnalo che gli incontri alla libreria Imagaenaria continuano.
Venerdì 28 febbraio, alle ore 18:30 Andrea De Siano, digital strategist ci parlerà di Algoritmi del consenso. Come i social media modellano la nostra realtà.
Io spengo tutto e corro. Voi che fate?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Contatti











Grazie del suggerimento di lettura, Laura, molto prezioso. Dalle tue parole traspare un vero entusiasmo per questa “rimpatriata” e non poteva essere diversamente. Siete proprio belle 🙂
Eh sì… incontrarsi è qualcosa di magico!