In vacanza a Ischia: Raffaella
Raffaella vive a Torino, ama Ischia e segue il tavolo da lontano. Tra fine giugno e i primi di luglio è venuta in vacanza sull’isola. E ha raccontato la sua esperienza
È un sabato mattina infuocato. Salgo in macchina alle 9:30 diretta dall’altra parte dell’isola. La temperatura è già rovente, il traffico non è da meno. Ma vale la pena affrontare qualche disagio.
Ho un appuntamento con Raffaella, una simpatica signora che vive a Torino, è innamorata di Ischia e per qualche giorno di vacanza ha scelto Panza, la frazione di Forio che si adagia tra le colline e il mare.
Il nostro appuntamento è all’incrocio che da Panza conduce a Succhivo e poi a S. Angelo. Arrivo con un po’ di ritardo, Raffaella è in paziente attesa con il figlio, Ian, un bambino vispo e simpatico.
È la prima volta che ci incontriamo, ma è come se ci conoscessimo da tempo. Non so come succedano queste cose, ma tant’è.
Corriamo a sederci al fresco di un bar per il caffè di rito. Ian mi racconta che è un cuore granata, tifoso del Toro e segue con simpatia il Napoli. Raffaella ha tanto da raccontarmi. Oggi vive a Torino, per qualche anno ha abitato a Napoli, tempo fa si era trasferita in Germania. Insomma, ha girato parecchio. Aveva scoperto Ischia in villeggiatura da ragazzina, poi per anni non è venuta.

È da un po’ che ha ricominciato a frequentare la nostra isola “… e ne sono felicissima”, mi dice con entusiasmo. E così comincia a raccontarmi la sua esperienza. “Io credo che qui si viva benissimo. Ogni angolo è un incanto, ma quello che mi colpisce di più è la gente. Incontro sempre persone cordiali, gentili, ospitali”.
E prosegue: “Io credo che qui si conservi ancora il senso dell’antica ospitalità greca…” . È un discorso che sento fare spesso alle persone che vivono nei grandi centri del Nord Italia. Credo che sia così in tutto il Sud, le rispondo. Ma lei mi ribatte decisa: “No, ti assicuro che non è così. Ci sono zone nel Meridione, anche turistiche, in cui la gente è chiusa.”
Raffaella continua a propormi esempi: “Mi è capitato in questi giorni di incontrare sull’autobus persone di Ischia molto disponibili. Per esempio ieri ho incontrato una signora con un bambino della stessa età di mio figlio. Anche lei andava al mare e mi ha detto subito che avremmo potuto incontrarci ancora… Situazioni del genere non sono frutto del caso. È proprio un modo di vivere, di pensare”.
Sono davvero contenta di sentire queste cose, anche se nella mia quotidianità … “Secondo me – incalza lei- voi Ischitani avete una percezione negativa di voi stessi. Forse è così un po’ dovunque. Anche io sono molto critica verso la città in cui vivo. Però, vedi, l’altra sera, sentivo al ristorante un signore di Ischia lamentarsi dei cambiamenti. Rimpiangeva i tempi andati, quando venivano i Tedeschi … “
Le spiego che il turismo tedesco permetteva una stagionalità molto ampia, con una grande ricaduta sull’occupazione. I primi gruppi venivano a fine marzo, gli ultimi a metà novembre. Certo esistevano congiunture favorevoli, come il cambio del marco e la cassa mutua tedesca che rimborsava le cure termali all’estero. Le condizioni sono cambiate, ma noi certo non abbiamo saputo gestire quel movimento turistico e ora in parte ne paghiamo le conseguenze.
“Però – insiste Raffaella – mi dicono che i Tedeschi spendessero poco”. Certo, le spiego. Era la classe operaia a muoversi, era gente molto parsimoniosa. Però il tutto era compensato dalla stagionalità molto ampia. Oggi praticamente nessun albergo apre in marzo e chiude in novembre. E le ricadute sull’occupazione sono terribili.

Intanto ci siamo spostate in macchina al belvedere di Serrara. Raffaella e il piccolo Ian rimangono incantati dal verde dei campi coltivati che si incontra con l’azzurro del mare. Questa è la zona del vino, le spiego.
E continuo a raccontarle. Ischia ha vissuto cambiamenti troppo rapidi. Negli anni ’50 si è passati da un’economia basata su pesca e agricoltura al boom turistico che è piovuto dall’alto, con gli imprenditori come Rizzoli che sono arrivati a Ischia. È stato tutto troppo rapido. Ischia non era preparata per questo. E nel tempo ne abbiamo pagato le conseguenze.
“Mi piace conoscere la storia dei luoghi che visito”. Ecco, Raffaella si colloca nella categoria dei viaggiatori, quelle persone che amano scoprire una località da ogni punto di vista.
Scendendo da Serrara mi offro di accompagnarla al mare. “Oggi andiamo a S. Montano”, mi spiega. Ottima scelta. Sono di strada, non c’è problema.
Prima passiamo un attimo per il B&B. Raffaella e Ian devono prendere le cose del mare.
Ma hai scelto un posto fuori mano, le dico. Ti trovi bene?.
“Benissimo, mi risponde lei. Panza è un luogo tranquillo e caratteristico, sono fuori dal caos del centro, ma ho tutto a portata di mano. La fermata del bus è a poca distanza. Certo non è segnalata. Ma la gente te la indica. Poi capita che sul bus le obliteratrici non funzionino. Ma a parte questo, noi abbiamo girato l’isola in bus e ci siamo mossi benissimo”.
Accompagno Raffaella e Ian alla baia di S. Montano e scappo via nel traffico. Ci ripromettiamo di tenerci in contatto. Chissà che prima o poi io non faccia una scappata a Torino. Ci manco da un po’ ormai.
A Ischia o a Torino, ci rivedremo presto. Grazie Raffaella. Grazie Ian
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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