Storie che fanno riflettere
È un sabato mattina d’estate. Mi trovo da sola al nostro tavolo per il tradizionale caffè a Ischia Ponte. Teresa e Anna non ci sono, ma spero che arrivino, sia pure con un po’ di ritardo. Sono entrambe impegnate, ma forse riusciranno a passare di qui per un caffè veloce.
Mi siedo, ordino la mia bevanda preferita e aspetto. È ancora presto, non c’è molta gente, d’estate il borgo fa fatica a svegliarsi. D’un tratto entrano due signore. S’incontrano, si salutano sorridendo. Sembrano serene.
“Ciao, da quanto tempo! Come stai?” La risposta dell’altra mi lascia di stucco: “Abbastanza bene, grazie. Sai, ieri tutto il giorno in ospedale… “ L’altra le fa eco: “Anche tu….”
Dalle parole che seguono, capisco che entrambe hanno in famiglia pazienti oncologici. E sia pur con il sorriso sulle labbra, si raccontano le reciproche avventure.
“Sai, ieri dovevano mettere un port, Abbiamo dovuto aspettare tanto. Il personale in ospedale era molto impegnato. Di continuo arrivavano emergenze dal pronto soccorso. Non puoi immaginare quanti incidenti. Eppure infermieri e medici, pur correndo da una parte all’altra, riuscivano di tanto in tanto a fermarsi per una parola di conforto”.
E l’altra risponde: “La settimana scorsa è capitato anche a noi. Tanta attesa in ospedale per un intervento simile. Però, devo dire che in tutto questo in ospedale si crea tra i pazienti e gli stessi accompagnatori una bella atmosfera. Si sviluppa solidarietà, ci si fa forza a vicenda”.
“È vero …” le fa l’altra. “Ci si scambia perfino i numeri di telefono per rimanere in contatto. D’altra parte, noi siamo fatti per stare insieme e comunicare, non per rimanere isolati”.
E l’altra conclude: “In effetti insieme tutto si affronta meglio”.
Io intanto prendo il mio caffè. Si è fatto tardi, Teresa e Anna non sono riuscite a raggiungermi. Mi alzo dal tavolo e mi avvio verso casa con una sensazione strana. Avverto un bruciore agli occhi, forse per la fatica a trattenere le lacrime di commozione.
Arrivo sotto casa. Un’auto sta facendo manovre all’incrocio. Altre auto sono ferme in colonna. In pochi minuti tutto sarà libero. Eppure, un signore maturo in scooter sfreccia, sorpassa sulla destra e rischia di travolgere me che sono sul ciglio della strada. Ha la faccia soddisfatta di chi crede di essere furbo. Anche stavolta avverto le lacrime agli occhi. Per la rabbia.
Nella foto di copertina: il Castello Aragonese dalla Mandra. Foto d’archivio
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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