Convegno Fidapa: Donne, impresa e futuro
Si è tenuto il 25 giugno nella Biblioteca Antoniana di Ischia, il convegno Donne, impresa e futuro, organizzato dalla Fidapa, sezione di Ischia. L’incontro, che ha visto la partecipazione di personaggi di alto livello del mondo della politica, dell’imprenditoria e della cultura, è stato davvero interessante. Qui di seguito qualche considerazione a margine.
Ogni volta che in un incontro pubblico sento parlare gli uomini in maniera così lusinghiera delle donne, mi si apre il cuore alla speranza. Chissà, mi dico, forse sta davvero cambiando qualcosa. Ed è successo ancora. Tutti i relatori che si sono alternati al microfono per introdurre il convegno FIDAPA, hanno elogiato le donne per l’affidabilità, la puntualità, la capacità di ascolto, tutte doti che non sempre il mondo maschile riesce a evidenziare. Ogni relatore ha sottolineato che le donne rivestono un ruolo centrale nel mondo del lavoro e dell’impresa. Eppure, al termine degli interventi introduttivi, proprio quando stavano per prendere la parola le donne, la maggior parte degli uomini è andata via. Certo, gli impegni dovevano essere improrogabili.
Un vero peccato, perché le relatrici che stavano per intervenire, erano tutte di grande spessore. Una magistrata, una docente universitaria, un’imprenditrice. Tutte hanno sottolineato i grandi passi avanti effettuati verso l’emancipazione femminile in ambito politico, giuridico e culturale in questi ultimi ottanta anni, a partire dal diritto al voto. Certo, c’è ancora moltissimo da fare, ma i passi avanti sono consistenti, tanto che diverse donne sono diventate protagoniste nel mondo imprenditoriale.
A questo punto però mi si permetta qualche riflessione personale.
Quando sento snocciolare nomi importanti, come Luisa Spagnoli, mi tornano alla mente le donne di Ischia che tanto tempo fa hanno creato imprese, inventandosi il lavoro. A due passi dalla Biblioteca Antoniana ci sono i lidi balneari: Bagno Antonietta, Bagno Maria, Bagno Carolina. Più in là, nei pressi del porto, il Bagno Rosetta. Non sono nomi casuali. Piuttosto sono nomi di donne che hanno fatto storia, anche se non entrano nei libri storia, meno che mai in quella economica. Sono donne che hanno avuto forza, coraggio, intuito e che in tempi davvero difficili sono riuscite a farsi strada, caricandosi la famiglia sulle spalle e creando lavoro.
A quelle donne, davvero eroiche, mancava probabilmente la consapevolezza della loro forza. Forse per questo non sono ricordate per quello che hanno dato.
Oggi tuttavia grazie alle tante lotte e ai progressi culturali, sarebbe lecito attendersi una considerazione maggiore della donna sia in famiglia che nel mondo del lavoro e dell’impresa. Sappiamo invece che la nostra quotidianità è fatta di altro, di ostacoli, di barriere e perfino di un’ostilità che talvolta sfocia nella violenza.
Mi ha rincuorato apprendere dalle parole delle relatrici che talvolta la donna che sceglie la strada tortuosa dell’impresa, trovi sostegno e incoraggiamento in famiglia. A me risulta però che gli ostacoli maggiori comincino proprio in ambito familiare, laddove una donna si trova a combattere costantemente contro i tempi del lavoro e quelli della casa. Sei al lavoro e pensi di dover essere a casa, sei a casa e pensi di dover essere al lavoro.
I sensi di colpa che proviamo, sono terribili, sottraggono energie, ti stremano, ti logorano. Ed è su questi sensi di colpa che spesso i maschi di casa ricamano e vincono le loro battaglia, affermando il loro dominio.
Sì, il dominio. Ecco la parola chiave che va oltre le mura domestiche e sfora in ambito lavorativo. Il maschio che si trova di fronte una donna imprenditrice o una professionista affermata, proverà a dominarla, a metterla nel suo angolo, facendole credere che l’unica cosa che conta sia la sua bellezza. E se non è bella, dovrà accontentarsi di un ruolo secondario.
Le donne non sono solidali tra loro? Lo asseriva proprio all’inizio uno dei relatori. Certo, è così. Perché molte donne, anche affermate nel mondo del lavoro, obbediscono ai criteri maschili, li assecondano, li considerano normali. Sono quelle donne che, per citare un’orrenda canzone di Vecchioni, tornano dai meeting “stronze come un uomo”. Sono quelle donne alle quali non dispiace essere prese in considerazione per doti fisiche invece che per capacità e competenza.
Non mi conforta in questo contesto l’idea da più parti sottolineata secondo cui l’Itala è un paese progredito perché la presidente del Consiglio è una donna. Non credo che l’attuale presidente del Consiglio sia portatrice di valori che vadano nella direzione della liberazione o almeno dell’emancipazione della donna. Non mi unirò mai agli applausi per questo.
Un grazie alla Fidapa e alle donne che hanno partecipato
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Per approfondire ⇒ Donne di Ischia: Maria alla Mandra
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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