I ragazzi di Ischia tanti anni fa
Via Mirabella alle porte di Ischia Ponte fino a circa 40 anni fa, era una strada ampia e tranquilla, attorniata dal verde. Si avvertiva l’odore del mare che proveniva dalla vicina Mandra, o meglio, dalla spiaggia dei pescatori. Era il punto di incontro di molti bambini e ragazzi che lì si divertivano con i loro giochi di strada.
Oggi via Mirabella si presenta come un parcheggio enorme con intorno tante case e tanto cemento.
Tutta l’isola d’Ischia negli ultimi anni è cambiata moltissimo, tanto che secondo alcuni assomiglia sempre più a una grande città. Certo i cambiamenti erano indispensabili, ma era davvero necessaria questa perdita di identità?
Ne abbiamo parlato spesso al nostro tavolo, anche agli inizi, quando Al tavolo di Amalia era una rubrica settimanale de Il Golfo, il giornale di carta delle isole di Ischia e Procida.
Vi riporto qui un ampio stralcio di un articolo del 2008. La discussione prende spunto dalla presunta apatia dei ragazzi per poi sfociare in una forte autocritica nei confronti della nostra generazione, quella che ha vissuto Ischia nel momento migliore e che poi ha avviato un’opera di distruzione.
I ragazzi di via Mirabella
Al tavolo di Amalia/Il Golfo
23 marzo 2008
(… ) Si parlava dei nostri figli, del loro modo di giocare e trascorrere il tempo libero.
(Amalia)“ I ragazzi oggi rimangono inchiodati per ore alla TV o al computer, smuoverli è proprio difficile”. Le aveva fatto eco Anna: “Sì, molto spesso sembrano apatici”.
Il confronto con i nostri tempi è inevitabile.
Sentite Domenico, un amico che ogni tanto viene a farci visita: “Io andavo sempre a giocare in via Mirabella, vicino a quel bar, giocavamo con le nocelle. Una volta le presi di santa ragione perché avevo imbrogliato; mettevo il piombo nelle nocciole, e così vincevo sempre. Litigavamo per un pugno di nocelle”.
E via con i ricordi dei nostri giochi di strada: la campana, la carrettella. Io però non ci sto alle nostalgie e propongo una domanda provocatoria: “Scusate, ma dove possono giocare i bambini oggi? Dove sono i cortili, gli spazi, le strade? ”.
Già… perché ai nostri tempi non tutte le case erano belle come la villa in via Mirabella. Tutte però avevano un cortile o comunque uno spazio dove potersi intrattenere. In ogni cortile c’era sempre un gruppo di bambini urlanti con una mamma o una zia o una nonna a controllare.
Oggi i cortili non esistono più. Le case sono ammassate l’una accanto all’altra. Le strade sono pericolose e intasate da macchine. E noi? Ce la prendiamo con i bambini che non giocano più!
“Ma perché Ischia è diventata come una città?”, chiedo ancora. La risposta di Amalia non si fa attendere: “I soldi! Con il turismo abbiamo avuto il benessere e siamo impazziti”.
Una cosa mi è sempre suonata strana in questo genere di argomenti. Quando abbiamo avuto benessere e ricchezza grazie al turismo, abbiamo smantellato le cose belle di Ischia, distruggendo proprio quello che a noi stessi e soprattutto ai turisti piaceva di più.
Abbiamo costruito troppo, ben oltre le nostre esigenze, occupando ogni spazio. Ogni cantina, ogni cortile è diventato un vano da dare in fitto ai villeggianti. E così Ischia è diventata un assurdo ammasso di cemento.
Sentite un po’ il commento di Domenico: “A distruggere Ischia è stata proprio la nostra generazione, quella che ha potuto giocare libera all’aria aperta, godendo di Ischia nel suo periodo migliore”.
La constatazione di Domenico suona come una fucilata! Ma come dargli torto. Ma perché abbiamo distrutto quello che ci piaceva tanto?
Sapete darmela voi una risposta?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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