La questione tedesca nella stampa italiana
40 anni fa: la mia Laurea
La questione tedesca nella stampa italiana 1945-1949.
Un anno e mezzo di lavoro, da una città all’altra, da un’emeroteca all’altra.
Non sono mai diventata una giornalista, ma la carta stampata e in fondo anche la ricerca storica, mi sono rimaste dentro
26 giugno 1985. Un pomeriggio di caldo asfissiante a L’Orientale di Napoli.
Mi son seduta davanti alla Commissione di Laurea, le gambe tremolanti, le mani sudate che reggevano il mio librone con la bella copertina blu. Oltre 500 pagine dattiloscritte, circa un anno e mezzo di lavoro, correndo su e giù per l’Italia, tra un esame e l’altro.
Il tema era impegnativo: La questione tedesca nella stampa italiana tra il 1945 e il 1949. Era stato un viaggio meraviglioso tra i giornali dell’epoca, in particolare l’Unità, Rinascita e Il Corriere della Sera. Dovevo scoprire cosa si recepiva in quel periodo in Italia di quanto stava succedendo in quella Germania distrutta, paralizzata, disprezzata, che poi divenne terra di conquista.
Ero stata costretta a muovermi da Napoli. Il materiale custodito alla meravigliosa Emeroteca Tucci, al secondo piano del palazzo delle Poste, non poteva essere sufficiente. Fino al 1946, in un’Italia divisa dopo lo sbarco alleato e la Liberazione del Sud, i quotidiani milanesi non arrivavano a Napoli.
E così fu un piacevole peregrinare tra diverse città, in diverse emeroteche d’Italia, a sentire l’odore di quei fogli ingialliti, talvolta ben conservati a volte meno, respirando l’aria di un’altra Italia, di un paese che soffriva ma reagiva.
Sul Corriere della Sera – che tra l’altro ebbe una storia molto travagliata tra il ’45 e il ‘46 – scrivevano giovani poi divenuti firme prestigiose del giornalismo Italiano. Ugo Stille innanzitutto. Era il corrispondente da New York. Una penna lucida, capace di capire e perfino anticipare le mosse della diplomazia americana.
E poi Indro Montanelli, dal 1947 inviato speciale in Germania. Una penna tagliente che non faceva mancare il suo disprezzo per i Tedeschi. Il suo era il comodo atteggiamento di quanti in Italia respingevano ogni colpa e ogni responsabilità.
Dall’altra parte l’Unità, quotidiano del partito comunista. Un giornale senza grandi risorse che tuttavia, grazie alla sottoscrizione dei militanti (“Compagni, avanti con il primo milione”) riusciva ad essere ben presente nelle edicole, tanto che alla fine del 1945 contava ben 4 redazioni: Roma, Milano, Torino e Genova.
I giornalisti erano tutti giovani inesperti, ma con tanta voglia di fare. I direttori erano altrettanto giovani: Mario Alicata prima, Pietro Ingrao poi. Solo dal 1947 l’Unità potè permettersi qualche inviato speciale, in genere sulle vicende di politica estera si basava sui resoconti che provenivano dall’Unione Sovietica.
Ma gli approfondimenti si trovano su Rinascita, la rivista teorica comparsa in edicola per la prima volta nel 1944. Gli articoli sulla Questione tedesca non sono tantissimi, eppure si rivelano preziosi. Antonio Ferri, ad esempio, scrive sulla rivista nel dicembre 1946 un articolo bellissimo, Le grandi potenze ed il problema tedesco, nel quale identifica come responsabili della catastrofe non i Tedeschi, ma i rappresentanti delle caste dominanti, gli Junker prima, i magnati dell’industria e della finanza poi…
Intanto la morte di Ernico Berlinguer mi colse nel pieno del mio lavoro di ricerca. Ricordo un brivido sulla schiena. “Ma come – pensai – avevo appena letto sul giornale che il giovane compagno Enrico Berlinguer … “.
Eh sì, leggere i giornali d’epoca significa immergersi nella realtà di un’epoca, in qualche modo viverla, magari scoprendo piccoli dettagli che inevitabilmente la Storia poi trascura.
In quel pomeriggio del 26 giugno 1985 mi sedetti di fronte alla Commissione di Laurea per discutere la mia Tesi. Ero emozionata e un po’ dispiaciuta. Stava terminando un periodo bello della mia vita. Il Relatore fu il prof. Luigi Cortesi. Un Maestro.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Chapeau Laura!
La tesi che hai discusso è un documento importante della storia per molti aspetti non del tutto conosciuto.
Conoscendoti, sono certa che la tua ricerca è stata accuratissima e capillare.
Ti distingui sempre in ogni cosa che fai.
Complimenti di cuore!
Grazie, Claudia!
Ma ti assicuro che all’epoca all’Università si lavorava così. Ora è tutto cambiato. Io poi speravo di rimanere al Di patimento di Storia Contemporanea ma allora non c’erano concorsi. E la vita mi ha portato altrove. Un abbraccio