Ischia, le feste e i fuochi
A Ischia, come in tutta la Campania e il Sud Italia, i fuochi d’artificio hanno fatto storia.
Oggi la tecnica è cambiata, perché tutto è cambiato. I fuochi probabilmente sono ancora più spettacolari. Però a volte, soprattutto dopo una festa importante come S. Anna, a me viene un po’ di nostalgia. Qui di seguito vi racconto come vivevo i fuochi da bambina, in compagnia di mio nonno, e poi da giovane.
Agli amici di Ischia Ponte vorrei proporre una domanda. Sicuramente tutti ricorderete Nerone. Ma qualcuno ricorda Farinaro e il Cavalier Perfetto?
Nerone, Farinaro e il Cavalier Perfetto
Dal vecchio blog 28 luglio 2019
C’è stato un tempo a Ischia in cui i fuochi d’artificio erano un evento atteso, il coronamento delle feste più importanti. La festa di S. Giovan Giuseppe si teneva a fine agosto e prevedeva una gara pirotecnica che costituiva un momento straordinario. Nel giorno conclusivo della festa a Ischia Ponte non si parlava d’altro. “Chi vincerà quest’anno?” I fuochisti in gara erano tre, uno sicuramente Farinaro.
Mio nonno, don Paolo, di fuochi d’artificio era un esperto. Non a caso era un grande amico di Nerone, un personaggio che a Ischia Ponte ha fatto la storia delle feste.
E così ogni anno, nel giorno conclusivo della festa, poco prima della mezzanotte, salivo con mio nonno ncopp ‘ all’astico, sul tetto di casa mia, armata di sediolino, di un immancabile cartoccio di noccioline e magari anche di un plaid. Le serate di agosto all’epoca erano fresche.
Poco prima della mezzanotte arrivava la botta n’chiusa, il colpo che preannunciava l’inizio dei fuochi. Ogni fuochista aveva a disposizione dieci bombe e il finale. Le regole erano ferree: tra una bomba e un’altra dovevano trascorrere solo pochi minuti, il finale doveva legarsi subito all’ultima bomba e non doveva spezzarsi.
Quando lo spettacolo cominciava, il nonno non faceva mancare i suoi commenti. La fiaccola doveva arrivare alta e disegnare in cielo un cerchio preciso, altrimenti faceva fetecchia. E i colori erano importanti: ci voleva maestria per preparare i mortai. A un certo punto, quando uno dei fuochisti cominciava il suo numero, il nonno esclamava: “Chist’ è Farinaro. Si riconosce subito”.
E il giorno dopo al borgo si commentava: “Chi ha vinto? Farinaro, naturalmente”.
Anche per la festa di S. Anna i fuochi erano un rito. Dopo aver assistito dagli scogli alla sfilata delle barche, avevo giusto il tempo di correre a casa per salire sul tetto insieme con il nonno. L’incendio del Castello era il piatto forte, poi qualche bomba e il gran finale.
Da giovane ho assistito talvolta alla sfilata di S. Anna dallo specchio d’acqua. Mi organizzavo con alcuni amici, noleggiavo una barca, andavo lì, al centro della festa. Da mangiare, invece delle noccioline, qualche panino e un cocomero.
All’epoca le barche in gara erano tante, eppure il momento dei fuochi era sempre lo stesso: mezzanotte. Il fuochista era il Cavalier Perfetto, un nome che era tutto un programma. Il protagonista assoluto dello spettacolo pirotecnico era l’incendio del Castello che generava nei presenti una serie di suggestioni. Mano a mano che il fuoco avvolgeva lo scoglio, saliva l’attesa: “oilloc, oilloc, se sta’ appicciann …” Per svariati minuti l’emozione era incredibile.
Anche la dirimpettaia Torre di Guevara s’incendiava con un sistema di fuochi a cascata. Nel 1982 la Festa di S. Anna seguì di pochi giorni il trionfo della Nazionale ai Mondiali di calcio. E il Cavalier Perfetto ebbe un’idea forse banale, che tuttavia si rivelò geniale. Mentre l’incendio del Castello cominciava a spegnersi, la Torre si illuminò con fuochi a cascata bianchi, rossi e verdi. Il boato della folla fu impressionante.
Ora tutto è cambiato. I fuochi sono tecnologici e complicati. Forse è tutto più spettacolare. Non so se sia davvero più bello.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Ci credi se ti dico che anche nel paese dove sono nata i fuochi d’artificio sono una tradizione proprio nel giorno di Sant’Anna?!
In particolare la festa dedicata a Sant’Anna è molto sentita e io ad esempio in un modo o nell’altro trovo sempre il modo di fare un salto al santuario, che si trova in fondo ad un meraviglioso viale alberato in campagna.
Tra l’altro è lì che mi sono sposata.
Che bella cosa che mi dici, Claudia.
Dov’è esattamente il Santuario? Mi piacerebbe visitarlo.
Comunque credo che la festa di S.Anna sia molto sentita in diverse parti d’Italia.