Il partito degli astenuti attivi
Voto sì, voto no.
Se ne parla tanto in tempi di elezioni e ne ho parlato anche io sui social nell’immediata vigilia delle Regionali in Campania.
Si fa molta retorica in questi casi. Gli astenuti aumentano e sempre più spesso ci si appella al dovere civico di cui parla l’art. 48 della nostra Costituzione. Ma cosa vuol dire dovere civico? Ce lo spiega il dizionario giuridico Brocardi:
“Trattasi in realtà di diritto di voto, esercitabile come facoltà liberamente attuabile dal cittadino; rimane libera la determinazione di chi volesse diversamente astenersi senza esprimere preferenza alcuna”.
Il cittadino dunque è libero di recarsi o meno alle urne, senza incorrere in alcun tipo di sanzione. Il voto è un diritto sacrosanto, conquistato con dure battaglie. Ma se oggi molte persone ritengono di astenersi, una ragione dovrà pur esserci.
Si tratta di disinteresse o di indifferenza? Può essere che tra gli astenuti ci sia una percentuale di persone che si lascia scivolare tutto addosso, che non ama prender parte, che preferisce delegare.
Eppure, io credo che in maggioranza le persone che non esercitano il loro diritto al voto, siano deluse e amareggiate. Quello che serpeggia, soprattutto nel mondo della sinistra, è il malessere.
“La sinistra non esiste più” è la frase che sento per strada e leggo sui social.
In effetti da anni nessuno più nei Palazzi porta avanti i principi fondamentali della sinistra. La sanità è sempre più in mano ai privati, la scuola è ridotta al rango progettificio, manca una politica equa per la casa, i giovani sembrano aver perso la speranza di trovare un lavoro dignitoso, un progetto di sostenibilità ambientale è una chimera, gli anziani sono lasciati a sé stessi. Tutto sembra piegarsi alla logica del mercato.
Eppure c’è tra i fautori dell’”andiamo comunque a votare” chi insiste su un concetto: “se non vai, vincono gli altri”. Confesso che a volte, vinta da questa paura, sono andata anche io a votare. Ma una volta fuori dal seggio mi sono chiesta: “che differenza c’è tra gli uni e gli altri”?
Io appartengo al partito degli astenuti attivi, di quelli che non si voltano mai dall’altra parte, che mai sono indifferenti, che operano nel loro piccolo per migliorare le cose. Perché le cose in fondo non si migliorano in un seggio elettorale, o almeno non solo.
Per migliorare il mondo bisogna agire ogni giorno, nel pubblico e nel privato, nelle piccole e nelle grandi cose.
Io credo che il partito degli astenuti attivi abbia un gran numero di iscritti. Solo che ciascuno opera per sé, senza avere un’idea di gruppo o di collettivo e senza un progetto da portare avanti.
Una volta la politica si faceva nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche, nei mercati. Oggi siamo chiusi nelle nostre case, chini davanti ai nostri schermi.
Non siamo ammalati di indifferenza. Il nostro male è la solitudine.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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