Pasqua: la rova e le uova rosse
Le uova rosse appartengono all’antica tradizione della Pasqua ischitana. Non so da dove venga questa tradizione, così come non so da cosa derivi la definizione dialettale uova pent o uova pitt.
Per ottenere le uova rossa, bisogna adoperare la rova, la radice di una particolare pianta selvatica. Il procedimento è semplice: la rova si immerge in una pentola con acqua calda in modo che ceda colore. Poi si immergono le uova e si porta l’acqua ad ebollizione finché le uova non diventeranno sode. A fine cottura il guscio delle uova sarà rosso.
Una volta la rova la si trovava facilmente, anche nelle pinete vicino casa. Ora bisogna addentrarsi in alcuni boschi, come la Maddalena, la collina di Stavia e saper distinguere la pianta. Tutto è diventato più difficile.
Eppure …
Qualche giorno fa, tornando a casa da Ischia Ponte ho imboccato il sentiero di Soronzano. Chi mi segue sui social sa che è un sentiero che percorro spesso. Ero con Teresa. A un certo punto la nostra attenzione è stata catturata da una calle che spiccava tra un cumulo di erba. Teresa mi ha spiegato che la calle non è selvatica. Probabilmente il bulbo è finito lì chissà per quale ragione e ha dato vita alla splendida pianta.
Ho pubblicato la foto sui social e qualche giorno dopo, nel bar di Ischia Ponte che frequento spesso, mi si avvicina un signore e mi dice: “Quella intorno alla calle è la rova. Non te ne sei accorta?”. Rimango allibita. Non avevo fatto caso. Pensavo che quelle intorno alla calle fossero erbacce finite lì perché qualcuno si è liberato degli scarti del giardino.
A casa ho mostrato la foto dell’esperto di famiglia. “Non sono sicuro che sia rova”, mi ha detto dopo un’attenta analisi del reperto fotografico. “La rova somiglia molto a un’erba infestante che si distingue perché si attacca alle mani e agli abiti. Quella che vedo nella foto mi sembra proprio quest’erba infestante. Ma è semplice capirlo. Se toccandola, si attacca alle mani, non è rova”.
Capito? Ci vuole esperienza ….
A proposito di esperienza, aggiungo una cosa. È possibile che, anche se a malincuore, da oggi la mia attività sui social si limiti al minimo. La decisione di Meta di adoperare post e foto degli utenti per allenare l’intelligenza artificiale, non mi piace per niente. Ho fatto opposizione, compilando iil modulo che mi è stato inviato. Ma pare che serva a poco. Meta può comunque adoperare post e foto pubblicate in passato e tutti i post condivisi. Per protesta sto valutando l’ipotesi di lasciare i social e trincerarmi qui sul blog, fin quando possibile. Chi vorrà seguirmi, dovrà fare un click in più
Intanto
Buona Pasqua
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Non conosco questa usanza pasquale, ma è intrigante disporre di una pianta che colora di rosso – in realtà non conosco neanche la pianta, e non so se non c’è dalle mie parti, o se non la so proprio riconoscere io
Comunque a me piacciono le tradizioni 🙂
Quanto all’omaggiare foto e altro all’AI, sono anch’io perplessa e in confusione
Paola, proverò a informarmi sul nome della pianta in italiano. Rova sicuramente è il termine dialettale.
Sull’AI proverò a cambiare strategia. Ma condivido la tua confusione. Ti aspetto a Ischia