Ischia: via Nuova Cartaromana
Sicuramente, venendo a Ischia, avrete sentito parlare della Baia di Cartaromana.
Ma conoscete via Nuova Cartaromana? È una strada che conserva tanti tesori anche poco conosciuti. È innegabile che tutta la zona andrebbe maggiormente tutelata e valorizzata. Oggi vi ci porto per una passeggiata tra vicoli, monumenti, tradizioni.
Quando oltre trent’anni fa venni a vivere a Cartaromana, mi sembrava di essere fuori dal mondo, per quanto il quartiere disti solo 10 minuti a piedi da Ischia Ponte.
Era una zona fin troppo tranquilla: poche auto, poco traffico, se non all’entrata e all’uscita della Scuola Elementare. Spesso d’inverno calava il silenzio.
C’erano una salumeria-minimarket e una macelleria. Oggi tra le piccole attività resistono solo una tabaccheria-giornalaio, un parrucchiere e un ottimo ristorante pizzeria che mi vedono tra i loro clienti più affezionati. Il quartiere però si è sviluppato con le grandi attività: oltre agli alberghi e a un parco idrotermale ci sono diversi stabilimenti balneari che attirano tante persone.
Ci ho messo un po’ a conoscere a fondo la zona e oggi voglio portarvici per una semplice passeggiata, menzionando luoghi forse poco noti.
Quando fu costruita – suppongo a fine anni ’50 – Via Nuova Cartaromana tagliò in due alcune importanti zone agricole di Ischia. Lo sviluppo prevedeva l’abbandono della terra.
Non appena ci si immette sulla strada da via Antonio Sogliuzzo, si incrocia via Antonio De Luca, meglio conosciuta come Casalauro, un antico quartiere agricolo oggi diventato zona residenziale.
Poco oltre, proprio in curva, troneggia la Scuola Elementare intitolata a Onofrio Buonocore, il fondatore della scuola di Ischia. La posizione della scuola, incassata nella curva, può sembrare strana, ma bisogna tener conto che la sua costruzione risale agli inizi degli anni ’60, quando le auto erano pochissime.
A questo punto la salita si fa un tantino pesante, ma il panorama sul mare e sul Castello, che si presenta ai nostri occhi, è un gustoso antipasto di quello che scopriremo. Fino a qualche anno fa, diversi alberi proteggevano il suolo dalla pioggia e le persone dal sole, rendendo piacevole la passeggiata e la sosta. Molti di quegli alberi sono seccati perché affogati nell’asfalto dei marciapiedi. Incuria? Superficialità?
Siamo ora in pianura. Poco dopo raggiungiamo un altro incrocio con un sentiero poco visibile a chi non conosce la zona: via Procidano. A sinistra la stradina conduce in via G.B. Vico ed è caratterizzata da un tunnel con un’edicola sacra. A destra invece, un arco antico ci condurrà, superando viali privati, a un sentiero meraviglioso con terreni agricoli ancora curati da vecchi contadini. Il sentiero riconduce poi alla zona alta di Casalauro.
Ed ecco che siamo arrivati a un bivio che fa girare la testa.
È un incrocio di quelli terribili, per automobilisti e pedoni. Via Nuova Cartaromana attraversa via G.B. Vico e prosegue verso l’alto. A sinistra, il tratto di via G. B. Vico che ci porta diritti a Ischia Ponte, è noto come la Pozzolana, forse dal nome della pietra del luogo. Il tratto di destra invece è molto più lungo, attraversa i quartieri di S. Michele e S. Antuono e conduce fino ai Pilastri. All’inizio del tratto di destra, è collocata la Chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine . Il popolo ha dato alla Chiesa un nome che caratterizza tutta la zona circostante: la Cappella.
Proseguendo su via Nuova Cartaromana, troveremo ancora un po’ di salita, ma dopo la pizzeria e il tabaccaio, quando stiamo per arrivare in cima, sulla sinistra, ecco un altro sentiero: via Soronzano. È un viottolo che profuma d’antico con ampi portali che introducono a terre coltivate. Il sentiero conduce al centro di Ischia Ponte e un tempo era considerato, al pari di via Procidano, come la strada del commercio. Da qui infatti passavano i contadini con le loro ceste di prodotti della terra da vendere in centro. Chi vi si addentra ammirerà Ischia Ponte da una visuale inconsueta.
Dopo un tratto pianeggiante, comincia una comoda discesa. E qui troviamo Il gioiello del quartiere: la Torre di Guevara. I cartelli la indicano come Torre di Michelangelo in virtù di una leggenda messa in giro con l’intento di dare prestigio all’isola. In realtà la Torre è leggendaria per la sua storia e per la sua posizione placida, di fronte al Castello Aragonese, a picco sugli scogli di S.Anna e tutta la baia di Cartaromana. All’interno, si possono ammirare antichi affreschi da poco restaurati da mani famose.
Nei pressi della Torre sorge un’antica Chiesetta dedicata a S. Anna. Ce ne ricordiamo solo il 25 di luglio – alla vigilia della famosa Sagra a mare – quando si celebra una Messa dedicata alle partorienti. In quella occasione è possibile raggiungere la Chiesetta anche via mare, con un comodo servizio barche che parte da Ischia Ponte. Altrimenti ci si può arrivare via terra, attraverso un sentiero che si nasconde agli occhi di chi non è esperto dei luoghi. Per misteriosi motivi, manca qualsiasi indicazione. Il sentiero inizia pochi passi dopo la tabaccheria, sulla destra salendo. Sembra di entrare in un viale privato, ma è solo un’impressione.
Il panorama che si mostra agli occhi quando si arriva, è fantastico. Tuttavia, la zona e la stessa Chiesetta vengono ripulite e sistemate solo in occasione della festa, mentre per il resto dell’anno versano in condizioni pietose. Perché?
La baia di Cartaromana conserva altri due tesori: le fonti di acqua calda e una cittadella sommersa. Proprio in questa zona nel I secolo a. C. gli antichi Romani avevano fondato Aenaria, una cittadella che oggi è al centro di studi archeologici.
Poco oltre la Torre di Guevara, troveremo la piazzola nella quale sorgono i più grandi alberghi della zona.
Ma torniamo all’incrocio con via G.B. Vico.
La festa della Madonna del Carmine
La Cappella, molto frequentata di domenica, diventa la protagonista assoluta di Cartaromana nei giorni 15 e 16 luglio in occasione della festa della Madonna del Carmine.
Il giorno 15 la statua della Madonna viene portata in processione fino al piazzale di Cartaromana, per poi tornare indietro fino alla Torre di Guevara, dove viene celebrata una Messa. Il giorno 16 invece, la processione è più lunga: parte dalla Cappella, arriva a Ischia Ponte e torna indietro. La novità assoluta è che nei giorni di vigilia il quartiere è molto frequentato da squadre di operai che, sotto l’occhio attento dei vigili, puliscono bene la strada. Di fronte alla Madonna, non si può fare brutta figura.
Ovviamente durante la precessione, la strada è interdetta al traffico.
Quest’anno è capitato anche a me, che sono laica, di seguire la breve processione del giorno 15 luglio. La Torre, il Castello e la Baia di Cartaromana costituiscono una cornice serale molto suggestiva alla Messa.
Quando ho fatto ritorno a casa, anticipando di qualche minuto il rientro della statua, mi sono imbattuta in una scena comica: all’incrocio tra via Nuova Cartaromana e via G.B. Vico vigili e volontari erano in lotta contro alcuni automobilisti che non volevano saperne di aspettare. Ad essere particolarmente irritati erano alcuni forestieri. Eppure l’evento e i relativi divieti di transito erano stati abbondantemente pubblicizzati.
La festa è molto sentita dalla gente del luogo e meriterebbe rispetto, non solo per il senso religioso, quanto perché eventi del genere sono ormai tra le poche cose davvero autentiche che il progresso non è riuscito a cancellare. Ma nessuno vuole rinunciare all’auto, neanche per un’ora.
Il quartiere di Cartaromana, da quando ci vivo, ha subito tante trasformazioni, molte tracce del passato sono state cancellate. Uno degli aspetti più incresciosi è proprio l’assedio delle auto.
Esiste un collegamento autobus con Ischia Porto (182 e 183) che forse andrebbe rinforzato. Ma per chi vuole frequentare il parco idrotermale o le spiagge è una manna. Parcheggiare l’auto sulle strisce blu costa parecchio. Anni fa, arrivava un autobus in più. Ma siccome le auto in sosta, rendono talvolta difficile il passaggio e perfino la manovra, oggi dobbiamo farne a meno.
E se noi residenti e imprenditori della zona provassimo a chiedere un servizio navetta? Il biglietto sarebbe sicuramente più economico rispetto alla sosta sulle strisce blu. È una proposta da studiare per bene.
In ogni caso chi può, venga a Cartaromana a piedi: potrà vedere cose che altrimenti gli sfuggono.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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