Peppe Barra a Lacco Ameno: riflessioni
Sabato 20 settembre in piazza S. Restituta a Lacco Ameno il concerto di Peppe Barra. Ospite d’eccezione Vinicio Capossela. Musica ricca di emozioni e le parole che fanno riflettere.
Qui di seguito una carrellata sui brani che mi hanno colpito e qualche riflessione sulle parole dei protagonisti. In particolare qualche spunto sulla celebrazione di Angelo Rizzoli
Quando in piazza Santa Restituta, a Lacco Ameno, Peppe Barra ha iniziato il suo concerto, ho subito avvertito il classico brivido lungo la schiena.
L’esibizione è iniziata infatti con Jesce sole, un canto popolare del ‘600 con il quale i napoletani invocavano più giustizia e meno tasse. Il sole non è solo l’astro, ma la luce che riscalda e produce gioia, amore, giustizia, tutto quello che a Napoli, al Sud e in tutto il mondo stiamo ancora aspettando.
A questo punto però Peppe Barra vira su un repertorio diverso, estraneo al suo racconto abituale. Quelle che ci presenta sono tutte canzoni bellissime, che tuttavia sembrano non avere un filo conduttore.
Poco dopo però ecco che il racconto riprende: Cicerenella scalda il pubblico. È poi la volta di un canto dedicato alla madre, Concetta Barra, la procidana, Un antico canto religioso che la mamma era solita intonare in casa, divenne grazie all’intervento di Roberto De Simone, un meraviglioso canto d’amore.
A proposito di Roberto De Simone, al quale il pubblico ha tributato un grande omaggio, Peppe Barra ripropone un pezzo dalla Gatta Cenerentola, dedicato al Femminiello, una figura importantissima nella tradizione napoletana.
Commovente poi l’esecuzione di Bammenella di Raffaele Viviani, un brano che ripercorre la storia di Ines, una prostituta che vive un amore tossico e violento.
Bellissimo il gran finale con tammmuriata nera, una canzone del 1945 che descrive con ironia la sofferenza e le lacrime dei napoletani, soprattutto delle donne violentate negli anni dell’occupazione alleata. È un brano questo che torna oggi di attualità, per la violenza che subiscono popolazioni intere. Significativo il gesto di Peppe Barra che prima di cantare indossa una kefiah, senza aggiungere parole. Perché in certi casi, non sono necessarie le parole.
Ben prima della conclusione Peppe Barra aveva ospitato Vinicio Capossela, che ha intrattenuto il pubblico con alcuni dei suoi brani migliori per poi esibirsi insieme con il cantante napoletano in un brano tratto dalla Gatta Cenerentola, la canzone dei sette mariti. Un duetto da brividi.
Al di là delle emozioni che la musica ci ha trasmesso, Peppe Barra e Vinicio Capossela hanno toccato il cuore del pubblico sottolineando la loro gioia di esibirsi proprio nei pressi della Chiesetta di S. Restituta, la patrona di Ischia. Restituta significa restituita e “noi siamo qui per restituire – sottolinea Capossela – arte, amore, gioia”. Ogni essere umano riceve qualcosa di bello, ed è giusto che restituisca in bellezza e amore.
A me è piaciuta molto anche una sortita da monellaccio di Capossela a commento di un evento celebrativo che si tiene in questi giorni a Lacco Ameno, non a caso intitolato Viva Rizzoli. Si tratta un’installazione di digital painting firmata da Matthew Watkins. Un gioco di luci proiettato su facciate di palazzi e monumenti racconta la storia di Angelo Rizzoli. La frase che in genere accompagna questi eventi è che il Commenda “ha trasformato un borgo di pescatori in una delle mete turistiche più esclusive”.
Capossela invece commenta: “Rizzoli ha trasformato i pescatori autentici in comparse della dolce vita”. Frase scherzosa, secondo alcuni fuori luogo, perché per molti Rizzoli ha strappato alla fame tanta gente. Ma chissà, forse sottolinea che è arrivato il momento di una revisione critica dell’epoca Rizzoli?
La visione che vuole Rizzoli come benefattore assoluto, credo che ormai possa andare in soffitta. Rizzoli ha tutelato innanzitutto i suoi interessi, dando molto e sottraendo altrettanto. E con il suo operato ha imposto a Ischia un cambiamento troppo rapido, per il quale l’isola non era pronta. E le conseguenze ancora oggi ci fan soffrire.
Non siete d’accordo? Pronta a discuterne davanti a un buon caffè. Vi aspetto
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Che lusso! Beppe Barra, Roberto de Simone! Avevo visto La Gatta Cenerentola a teatro, decenni fa, e ancora ne ricordo delle parti. E la tammuttiata nera? La ricordo della NCCP, trascinante. Che lusso di serata!
Cara Paola, sono contenta che Peppe Barra ti piaccia. Il suo genere è abbastanza difficile da comprendere per quelli che non sono delle nostre parti. Comunque è un artista molto legato a Ischia