Il rospo smeraldino e la pineta Mirtina
Lo scorso 13 febbraio alla Biblioteca Antoniana di Ischia Ponte, la prof.ssa. Ida Ferrandino ha tenuto una conferenza sul rospo smeraldino nella Pineta Mirtina di Ischia.
Evento curato da Lilly Cacace nell’ambito di Un mese per gli alberi
Con tutti i problemi che abbiamo, perché dovremmo occuparci di un rospo? Spero di aver dimostrato che anche occuparsi di un rospo è molto utile
Conclude così la sua conferenza, Ida Ferrandino, biologa, ricercatrice, semplicemente amante della natura. E credo proprio che ce l’abbia fatta a dimostrare quanto sia bello e utile occuparsi anche delle piccole espressioni della natura.
Lunedì scorso mi sono ritrovata alla Biblioteca Antoniana di Ischia Ponte per ascoltare le parole di un’esperta su un argomento di cui conosco davvero poco.
Il rospo smeraldino vive, o forse sopravvive, in una piccola pineta alle porte di Ischia Ponte. Circa 3 ettari di terreno che tuttavia hanno una storia, almeno per quelli che hanno un po’ di bianco nei capelli.
Quando ero bambina, tra gli anni ’60 e ’70 era nota come Villa Villari, dal nome dei proprietari. L’accesso al pubblico era interdetto, ma noi ci andavamo comunque a raccogliere ciclamini, violette o, in dicembre, il muschio per il presepe. Trascorrevamo lì i pomeriggi, anche d’inverno. Scavalcare il muretto di cinta era abbastanza semplice.
Negli anni ’80 è diventata un parco pubblico, con un colpo di scena dell’allora amministrazione che fa ancora tanto discutere. L’operazione di esproprio è costata tantissimo e ancora oggi ci si chiede se ne sia valsa davvero la pena.
Ma in quegli anni ’80, quando io da giovane andavo lì a fare jogging di mattina presto, sembrava un colpo ben assestato. Negli anni dell’opulenza amministrativa, il parco sembrava ben curato e sistemato, con un gran numero di addetti.
I tempi cambiano, soldi e risorse sono venuti a mancare, gli addetti sono diminuiti. In certi periodi passeggiando tra i viali, si ha persino la sensazione di abbandono.
Un piccolo parco giochi per i bambini talvolta è invaso da plastica, un laghetto artificiale non è curato come si dovrebbe. E i pini, quelli che un tempo primeggiavano con le loro chiome lanciate al sole, sono quasi del tutto scomparsi, sconfitti da un parassita che ha fatto strage.
Eppure il verde c’è, resiste.
La Pineta intanto aveva cambiato nome, da Villa Villari a Pineta Mirtina, forse in omaggio al mirto o magari per ricordare che lì un tempo c’era una fonte d’acqua con questo nome.
Che fine abbia fatto la fonte, se lo chiedono in tanti. Probabilmente è stata soffocata dal cemento che intorno alla pineta ha contagiato la zona, proprio come un parassita.
Eppure in quei tre ettari di terreno sopravvive il rospo smeraldino, un anfibio, un animaletto di cui si ha traccia solo lì e che per Ischia potrebbe essere un vanto.
Perché occuparcene? Perché la presenza di quell’animaletto che ha bisogno di pulizia, di acqua e di altre piccole attenzioni, testimonia che la natura, a dispetto di tutto e di tutti, a Ischia è ancora viva.
Che vogliamo fare?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Evviva il rospo smeraldino, sicuramente un principe, a modo suo, visto che riesce ancora a regnare nella Pineta un po’ maltrattata. A parte e battute, che aggiungere? Che c’è tanta buona volontà da parte di tanti, c’è generoso volontariato e studio, ma ancora siamo (mi permetto il plurale) in minoranza
Paola, hai perfettamente centrato il problema. Siamo ancora in pochi!
Ricordiamoci anche che nelle fiabe i rospi si tramutano in principi … o principi, se cambiamo l’accento.
Questa è proprio bella! Grazie. Un bel messaggio di speranza