Quelli della III B: ricordando Lello Pilato
A Ischia quando muore qualcuno parte subito un tam tam. Era così anche prima dell’epoca dei social. Quando si è diffusa la notizia della scomparsa di Lello Pilato il tam tam sui social è partito subito, ma senza fragore. Forse perché Lui, Lello, era una persona discreta e silenziosa, rassicurante e allegra. Era un medico, in giovinezza era stato uno sportivo. E faceva pare di quella III B del Liceo classico di Ischia che aveva preso l’abitudine di incontrarsi periodicamente per festeggiare gli anni trascorsi dalla maturità.
Qui vi riporto l’articolo che quei giovani chiesero di scrivere sul Dispari in occasione della cena per i 45 anni dalla maturità. Era il luglio del 2017, gli assenti giustificati erano già diversi. La prossima volta sarà assente anche Lello, che certo rimarrà nel cuore di tutti.
Giorgio, la voce narrante, è mio marito, un fraterno amico di Lello.
45 anni dopo la maturità
“Ogni volta che vado a questi incontri, mi chiedo sempre: cosa hanno fatto davvero i miei compagni nella loro vita? Hanno realizzato un pochino dei loro sogni o sono rimati delusi?”. È Giorgio a raccontarmi della cena della sua classe, 45 anni dopo la Maturità.
Si era già incontrato con i suoi compagni cinque anni prima, quando ricorreva il 40° anniversario e prima ancora nel 1992 in occasione del 25°. Non era mai successo, almeno a Ischia, che una classe si ritrovasse a fare l’appello tanto tempo dopo.
In quell’occasione Antonio e Angelo, le menti organizzative, avevano faticato non poco per rintracciare tutti i compagni. Alcuni vivono a Ischia, altri hanno scelto altri lidi. In ogni caso non è mai facile ritrovarsi. La serata in un ristorante in riva al mare era riuscita bene e alla fine la promessa era stata solenne: “dobbiamo rivederci, ma non aspettiamo troppo. Gli anni passano e lasciano il segno…”
Ma per quelli della III B del ’72, la promessa era un impegno. Hanno vissuto la scuola con complicità, perfino con goliardia, condividendo sempre i momenti belli e brutti. Erano anni diversi quelli.
E così un mese e mezzo fa, in maggio, quando nell’aria si avverte l’odore dell’esame, quei giovani che nel ’72 si angosciavano nell’attesa della versione di greco, hanno avviato un tam tam. Stavolta hanno adoperato la tecnologia più moderna per cercarsi. Hanno fondato un gruppo whats-app e, alla maniera dei giovani di oggi, si sono inseguiti con messaggi quotidiani per stabilire luogo e data dell’incontro e perfino per decidere il menu.
A differenza di 5 anni prima, è stata la collina a fare da scenario al loro incontro. Il locale è a Fiaiano, che proprio quella sera è avvolta nelle fiamme di un incendio. E Giorgio racconta: “L’atmosfera era quella dell’Inferno di Dante, il fumo faceva paura. Ma nessuno si è lamentato. Quando ci siamo seduti a tavola, Lorenzo Giannino, l’enfant terrible, il prof giocherellone, ha fatto l’appello. Eravamo 17 studenti”.
Qualcuno mancava per impegni di lavoro. Aldo, che vive a Bergamo, era presente, giunto per l’occasione. L’elenco degli assenti giustificati purtroppo è aumentato. A Salvatore Mattera e Carla D’Orso, scomparsi da tempo, si è aggiunto di recente Mario Conte. Ma chissà che da lassù non stessero festeggiando anche loro, contenti di vedere i compagni seduti intorno a una tavola imbandita. I prof erano 3. Oltre all’immancabile Lorenzo Giannino, erano presenti Aniello Penza, il prof serio e simpatico, e Caterina Irace, la mitica prof di Educazione Fisica.
La commozione per le persone che non ci sono più, lascia piano piano il posto alla valanga di ricordi, di scherzi, di risate che si ammassa tra una portata e l’altra. “A un certo punto – mi racconta Giorgio – Giannino Lorenzo ne ha tirata fuori una delle sue. Si è ricordato che il prof. Penza una volta organizzò una gita. E sai perché? Noi avevamo deciso di partecipare a una manifestazione laica. E lui … ci portò in gita!”. Chi ha frequentato il Liceo Classico in quegli anni non potrà che sorridere.
“ È stata una serata permeata dalla malinconia”, mi dice serio Giorgio. La domanda più frequente riguardava l’età della pensione: “Ci sei già? Quando ci andrai? Sì, è stato malinconico. Ma forse è proprio grazie alla malinconia che siamo riusciti a rivederci”.
Il taglio della torta spetta a Caterina Irace e Aniello Penza. E Giannino Lorenzo? Starnutiva.
Quando i “ragazzi” lasciano il locale, il fumo si dirada, l’aria si fa più respirabile. E riparte la promessa: “Rivediamoci tra tre anni, meglio anticipare”.
Sì, si rivedranno, ne sono sicura. Speriamo solo che abbiano ancora voglia di raccontare…
Sul vecchio blog l’articolo per i 40 anni
Scoprilo qui > Quarant’anni dopo





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