Ischia Ponte: quando il Castello diventa teatro
Neanche noi Ischitani riusciamo ad abituarci alle suggestioni del Castello Aragonese, soprattutto di sera. Se poi Sua Maestà diventa teatro…
Un mio personale contributo a Ifigenia di Salvatore Ronga. Con le mie scuse per il ritardo
Spettacolo al Castello Aragonese
Siamo saliti a piedi lungo il sentiero interno che porta in cima al Castello Aragonese. Giovedì 3 settembre era di scena Ifigenia con l’adattamento e la regia di Salvatore Ronga e l’interpretazione di un gruppo di giovani. Isabella è in ritardo, Anna, Amalia e Teresa non sono potute venire. Mi accodo, pur mantenendo le dovute distanze, a un gruppo di amiche.
L’ascensore era inaccessibile per i noti motivi di sicurezza. L’occasione è ghiotta per vincere la pigrizia e ammirare come gustoso antipasto lo spettacolo di viottoli e cunicoli che poi d’improvviso si aprono su uno spazio con vista sull’immensità del mare. Il sole piano piano indugia all’orizzonte prima di far posto alle ombre della sera. Era stato necessario prenotare, come è necessario in questa strana estate. I posti disponibili erano pochi. Eppure, proprio in una serata come questa abbiamo capito quante cose si possano fare anche nei momenti difficili. Certo bisogna mettere in moto il cervello, spremere le meningi, farsi venire idee. Ma a Salvatore Ronga la genialità non manca.
Arriviamo in alto, alcuni giovani ci raccomandano di indossare per bene le mascherine e poi ci spiegano come avverrà lo spettacolo. Il pubblico è diviso in tre gruppi, segue scene diverse, poi alla fine s’incontra e si scambia opinioni. Niente assembramenti, dunque. Ma non si rinuncia alla possibilità di incontrarsi e parlare. Lo spettacolo comincia, al mio gruppo tocca la scena di Agamennone disperato e travagliato. Non ci sono sedie, il pubblico assiste come se il fatto stesse accadendo in quel momento. Il pubblico in qualche modo è protagonista. Quello che si svolge sotto i nostri occhi è il sacrificio di una donna. Il dramma delle donne. E ne rimani colpito. Così come colpisce un dettaglio. Durante la recitazione attori e attrici ostentano la mascherina legata al braccio. E al momento di salutare il pubblico la indossano scrupolosamente. Un segnale forte e chiaro.












Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!