Un caffè artistico a Ischia Ponte
Ho un piacevole appuntamento per un caffè a Ischia Ponte con Antonella Buono, l’artista ischitana di cui vi ho parlato spesso.
Piove! Vado comunque a piedi consapevole che in auto non avrei risparmiato tempo, anzi. D’altra parte la pioggia è lieve anche se insistente. Sono in ritardo e da Cartaromana decido di infilarmi per il vicolo della Pozzolana, anche se scivoloso.
Arrivata al centro di Ischia Ponte, i tanti tavolini sui marciapiedi mi costringono a camminare al centro della strada, schivando le auto che passano e facendo attenzione alle buche.
Ma il peggio deve ancora arrivare. Teresa mi attende sul marciapiedi davanti al bar. Non so come abbia fatto ad arrivarci. Tra la strada e il marciapiedi una bella pozzanghera costringe a un bel salto giovanile per non inzupparsi.
È il problema eterno di Ischia Ponte. Con l’acqua alta o una refola di vento, il mare invade il piazzale e per uno strano gioco di pendenze, si deposita sotto i marciapiedi dal lato opposto al mare. Mi dicono che una volta era stato iniziato un lavoro mai terminato. E le conseguenze sono tutte lì, nell’acqua.
Finalmente riesco a entrare. Antonella Buono è già in attesa, comodamente seduta. Alle pareti del bar Monzù spiccano ora i quadri di Davide Curci che rimarranno in esposizione fino a metà aprile. In marzo, alla riapertura, era stata proprio lei, Antonella Buono, ad esporre.
Ci accomodiamo e mentre una giovane sorridente ci serve i nostri caffè, cominciamo a chiacchierare.
“Da ignorante in materia, mi piacciono molto i quadri di Davide Curci, anche se sono completamente diversi dai tuoi”.
E Antonella: “Sì, lo stile è decisamente diverso. Io trovo ispirazione soprattutto nella natura di Ischia e anche i colori cambiano a seconda delle stagioni”.
I colori di Curci nella loro delicatezza saltano all’occhio e sembrano voler sottolineare i dettagli: gli archi delle abitazioni, i vicoli, le barche. Ma c’è un particolare che colpisce. Curci racconta un’Ischia Ponte che non c’è più. Vediamo strade libere da sovrastrutture in plastica o alluminio e qualche barca piazzata qui e lì, proprio come succedeva una volta. Niente auto, niente tavolini.
Teresa riconosce l’ingresso di casa sua come era una volta.
“Sbaglio o c’è un po’ di nostalgia o forse una critica alla Ischia Ponte attuale?”
Antonella sorride.
“Un artista vede sempre le cose con occhio critico. Ma non sempre è nostalgia, piuttosto è stimolo alla riflessione”.
Infatti guardando quei quadri pensi a Ischia Ponte di oggi e ti chiedi: è questo quello che volevamo? Intendiamoci: Ischia Ponte, come tutta l’isola, necessitava di cambiamenti. Ma tutto poteva avvenire in una maniera diversa, più consona alla tradizione, all’identità del luogo. Invece tutto è stato commercializzato.
Ne abbiamo parlato spesso Teresa e io. Il cambiamento che è avvenuto a partire dagli anni ’70, doveva essere guidato con progetti adeguati, E invece ognuno ha fatto di testa sua, seguendo l’unica traccia che riteneva possibile: la commercializzazione. Eppure Ischia Ponte non può diventare un luna park, come abbiamo detto in passato.
“Ma tutto questo non lascia spazio proprio alla nostalgia? ” chiedo ad Antonella
“Io credo che dobbiamo guardare avanti provando a correggere gli eventuali errori, ma non dobbiamo farci imbrigliare dalla nostalgia. Io rivivo con gioia i tempi passati, custodisco ricordi molto dolci, ma non vorrei tornare indietro”.
Si è fatto tardi. È sempre un piacere parlare con Antonella, che speriamo di ritrovare presto qui da noi. Tra l’altro in giro per Ischia ci sono numerose mostre collettive di artisti locali. Sarà il caso di andarle a visitare.
Mentre pago il conto, un avventore appena entrato, bofonchia: “Guarda come è messo il piazzale e questi pensano alla ruota panoramica!”. La lamentela per la mancanza di manutenzione ordinaria è forte.
All’uscita troviamo una comoda passerella che ci aiuta a saltare la pozzanghera. Antonella raggiunge la sua attività, Teresa torna casa sua a pochi passi dal bar. Io risalgo verso casa lungo la strada principale, via Nuova Cartaromana. Le auto che corrono sull’asfalto sembrano aliscafi in mare. Neanche un po’ di pietà per i pedoni. Arrivo a casa inzuppata. Anche questa è Ischia
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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I colori di Curci sono davvero molto belli, coinvolgono, illuminano, predispongono positivamente.
Complimenti!
Mi unisco ai complimenti. A volte scopriamo negli artisti locali persone davvero straordinarie!
Bello il quadro di Antonella, è pieno di luce! Un privilegio conoscere un’artista così. Quanto alle manutenzioni, alla commercializzazione … vogliamo parlarne? Quello che mi rattrista è che la maggior parte delle persone è, o sembra, indifferente, insensibile alle conseguenze. Tema difficile …
Le foto a corredo di questo articolo si riferiscono a quadri di Davide Curci, Antonella è presente al tavolo e nel link troverai anche la sua storia. I quadri di Davide sono tutti molto colorati, anche quelli di Antonella, ma l’approccio è diverso. Quando vieni a Ischia, te li presento entrambi. E parleremo anche di commercializzazione e manutenzione. Temo che sia un problema molto diffuso