Forio: la corsa dell’Angelo dietro le quinte
Anni fa nel giorno di Pasqua andai a Forio per assistere alla Corsa dell’Angelo. In mezzo alla folla avevo visto a malapena un gruppo di persone vestite in bianco e in azzurro correre lungo il Corso trasportando l’Angelo in spalla. Tuttavia non ero riuscita a cogliere il senso profondo dell’evento.
Presa dalla curiosità, quest’anno sono riuscita ad avvicinare i protagonisti dell’evento, i confratelli e le consorelle di Visitapoveri. La Priora, Maria Anna Verde, mi ha permesso di seguire il Giovedì Santo la preparazione dell’evento. L’emozione è stata tanta. Qui il racconto che si dividerà un due parti.
Una storia antica di fede e passione
I momenti della Corsa dell’Angelo a Forio
Visitapoveri è un gioiello di Forio, una Chiesa piccola che contiene tanti tesori antichi e moderni. È da qui che il giorno di Pasqua parte la famosa corsa dell’Angelo. É una manifestazione complessa e sentita, organizzata da un’antica Arciconfraternita che oggi è guidata da una donna, Maria Anna Verde, al suo secondo mandato.
“Non è stato facile all’inizio far accettare una donna, ma ora le cosa vanno meglio”, mi spiega lei accogliendomi in Chiesa.
Le origini dell’evento risalgono alla fondazione dell’Arciconfraternita, avvenuta intorno al 1614.
Quando entro in Sagrestia vedo le 4 statue protagoniste: l’Angelo, Gesù Risorto, la Madonna velata e S. Giovanni Evangelista.
Un po’ più distante è la statua lignea dell’Angelo che presumibilmente è opera della bottega di Francesco Mollica e quindi risale al XVII secolo. “Dal 1993 – mi spiega Maria Anna Verde – non è più portata in processione perché la Soprintendenza ha ravvisato pericoli nel trasporto. La statua adoperata è una splendida imitazione in vetroresina realizzata dall’artista locale Franco Calise. Le altre statue in legno sono tutte originali, di autore anonimo e risalgono probabilmente al ‘700”
E così Maria Anna Verde comincia a spiegarmi i dettagli dell’evento. ”Il Giovedì Santo prepariamo le Statue, poi la Chiesa viene chiusa fino alla domenica. Il giorno di Pasqua di buon mattino, le Statue di S. Giovanni e della Madonna velata vengono trasportate al Corso Matteo Verde, all’altezza del Mercato Comunale. Intorno alle 10:00 si celebra la Messa e a conclusione l’Angelo e il Cristo escono per la processione”
La corsa avviene a più riprese.
“Sì, ci sono tre momenti. Dopo ogni tratto di corsa, avviene il canto dei contadini e dei pescatori. È un Regina coeli in un latino impastato da foriano”. Il canto del popolo insomma. Contadini e pescatori costituiscono l’anima di Forio e di tutta l’isola.
“In effetti il momento del canto è molto sentito”, aggiunge Maria Anna Verde.
Poi l’Angelo prosegue, seguito dal Gesù. “La scena principale avviene all’altezza della Basilica di Santa Maria di Loreto”, proprio all’incrocio tra Corso Regine e Corso Verde “Lì sopraggiungono le Madonna e S. Giovanni. Al momento dell’incontro l’Angelo si inchina tre volte, poi si fa indietro per lasciare il posto a Gesù. Quando la Madonna vede il figlio, il velo viene rimosso ed esplode il giubilo popolare”.
Mentre noi chiacchieriamo, i confratelli hanno portato le statue nel cortile per ripulirle e sistemarle in Chiesa. La pazienza, la passione, la cautela, ma soprattutto la gioia con la quale tante persone si danno da fare intorno alle statue, sono davvero commoventi.
Ma non è finita.
È la volta dello stendardo azzurro. Il vessillo, grande e pesante, viene srotolato e ripulito. Alla fine un enorme pennacchio bianco viene sistemato in cima.
Anche lo stendardo avrà la sua parte nel momento culminante: Il vessillifero dovrà chinare tre volte lo stendardo facendo in modo che il pennacchio rasenti, ma non tocchi terra. Un’operazione difficile che richiede forza e abilità. Se riesce è di buon auspicio e il vessillifero si guadagnerà il diritto di portare lo stendardo l’anno successivo.
Maria Anna Verde poi mi spiega: “Dopo il momento culminante, la processione delle 4 statue si ricompone, sale su fino alla Basilica di S. Vito e poi torna a Visitapoveri per i vicoli”.
Quando tutto è pronto, non manca il momento conviviale. Confratelli e consorelle mi invitano a partecipare alla loro gioia per il primo lavoro compiuto, offrendomi da bere e da mangiare. Partecipo con gusto.
E alla fine, per soddisfare la mia curiosità storica, Maria Anna Verde mi dona il libro del prof. Agostino Di Lustro, L’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri, quattro secoli di Storia, Forio 2014. “Qui c’è tutta la nostra storia”, mi dice. E tra l’altro è scritta da un grande studioso. La Priora non si ferma qui. Mi consegna anche una sentenza del Tribunale ecclesiastico che risale al 1946. “Leggila – mi dice – poi se hai domande, sono a disposizione”.
E qui c’è tutta una storia da raccontare. Una storia di fede, passione e tanto altro. Ve ne parlerò presto.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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