Una proposta per Ischia Ponte
La notizia era rimbalzata d’improvviso da una testata giornalistica: il Comune d’Ischia ha deliberato il patrocinio per l’installazione di una ruota panoramica sul lungomare aragonese a Ischia Ponte. Il servizio video con le opinioni dei passanti, mostrava volti sorridenti: che bello!
In particolare un signore diceva: a Ischia Ponte non c’è niente. Eppure il borgo vanta secoli di storia, Chiese, Musei, Palazzi storici, piccole gallerie d’arte, vicoli, punti panoramici straordinari. E nei bar si gusta il miglior caffè dell’isola.
Che senso ha una ruota panoramica?. Secondo voci di piazza la proposta sarebbe stata ritirata. Ma vediamo in dettaglio i perché di un no e una proposta per rivitalizzare il borgo.
Il centro storico non è un luna park
Perché dico no alla ruota panoramica
Ischia Ponte per me è il luogo del cuore. Ne ho vissuto le trasformazioni profonde nel corso degli anni e dei decenni, nel bene e nel male. Oggi, quando qualcuno mi dice Ischia Ponte è morta, avverto una fitta al cuore.
Ischia Ponte, come tanti altri centri storici, rischia di diventare una sorta di Luna Park, con residenti in fuga e turisti di corsa che fremono per vedere il Castello e scappare via con una foto ricordo.
Di qui la proposta: installiamo una ruota panoramica. Ma perché? Per vivacizzare, per portare turisti curiosi, famiglie, giovani.
Eh no, scusate. La famosa frase: “so’ e giuvane ca pottan’ e’ sodde” non funziona più, ammesso che abbia mai funzionato. Sono gli stessi operatori del turismo oggi a smentirla.
I turisti di qualità, di cui tanto si parla, vanno alla ricerca di luoghi autentici, non di Luna park.
Tra l’altro a Ischia Ponte non mancano i punti panoramici. Oltre al Castello, punto privilegiato, esiste ad esempio Soronzano, una strada meravigliosa tra l’altro accessibile gratis.
Le attrazioni turistiche non sono da meno. A parte il Castello, simbolo di bellezza naturale e culturale, a Ischia Ponte esistono ben due Musei – Museo del Mare e Museo diocesano – tre Chiese, Palazzi storici, due piccole gallerie d’arte, negozi e botteghe artigianali, una libreria di eccellenza. E per finire ristoranti e bar che forniscono ottime pietanze e un caffè tra i migliori dell’isola. Sono realtà importanti che tuttavia hanno un difetto: non riescono a entrare in relazione e collaborano poco. Di conseguenza i turisti e gli stessi residenti in qualche casso neanche ne conoscono l’esistenza. Le iniziative da prendere in tal senso, sarebbero tante. Occorre tuttavia una volontà precisa in merito.
La proposta
Rialzare le saracinesche, recuperare gli spazi
Io credo però che il problema vero di Ischia Ponte sia quello di recuperare la sua autenticità. Il borgo un tempo aveva una caratteristica peculiare: viveva soprattutto grazie alle relazioni umane. Tutti si conoscevano, tutti sapevano tutto dell’altro, nel bene e nel male.
Ne abbiamo parlato anche in ⇒ Passeggiando nella storia
I tempi sono cambiati e i residenti oggi tendono a scappare, perché si sentono imprigionati nel tutto chiuso invernale e nel Luna Park estivo. In questo modo il borgo diventa vuoto, di persone e di significato. Possibile che non si possa far niente per recuperare la vitalità?
Io credo che Ischia Ponte disponga di spazi importanti. Alcuni negozi sono chiusi da tempo ed espongono il cartello “vendesi” o “fittasi”. Altri sono del tutto abbandonati. Non è possibile recuperarli? Potrebbero diventare spazi per info Point turistici, per piccole biblioteche di quartiere o per laboratori per i ragazzi o ancora internet Point per giovani o anziani che a casa hanno difficoltà di connessione. Sarebbero punti d’incontro che indurrebbero i residenti a uscire di casa, ma a rimanere nel borgo, con vantaggi anche per le attività commerciali.
Ovvia l’obiezione: quegli spazi appartengono a privati e non li si può obbligare ad aprirli magari a un fitto basso. Ma scusate, non esiste un sistema di incentivi, finanziamenti, agevolazioni?
Certo occorre un progetto e prima ancora uno studio di fattibilità.
Vediamo se qualcuno prende in mano la situazione.
Io intanto ribadisco quanto ho scritto nei giorni scorsi sui miei canali social. Se a Ischia Ponte davvero sarà installata la ruota panoramica, il tavolo si trasferirà altrove. E non pubblicherò più neanche foto del borgo.
Consentitemi una piccola protesta civile.
Attendo i vostri commenti
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Contatti












Ciao Laura, mi ricordo di aver già letto il racconto del “Bagno Maria ” storia interessante, la forza di questa donna incredibile, oggi sarebbe una manager di successo,ti ringrazio di avermi inviato questo racconto ho potuto rileggere in modo più approfondito. Tu ,tutto a posto?Quanto a me avrei voluto fare un salto (si fa per dire) a Ischia ,ma ti avevo detto che ho una zia inferma e con la testa e rimasta a quando era una ragazzina ,chiede sempre se ho visto la mamma(la sua) con me sta volentieri parla di tante cose ,ma al passato , io sono nata quando lei aveva 14 anni ero x lei una bambola vivente e x questo con me sta volentieri ,ha la badante una brava donna , mi preferisce a tutti e allora che vuoi cerco di passare più tempo possibile,purtroppo la vita è anche questo ma non avrei mai pensato di vederla così,io la coccolo gli faccio da parrucchiera insomma cerco di tenerla su anche con il mio affetto.ciao Laura spero di fare in tempo a venire ,sai anch’io sono a 78 primavere.Ciaoooo!
Cara Anna,
Oggi avremmo tanto bisogno di donne come Maria.
Grazie per l’apprezzamento. Noi ti aspettiamo a Ischia. A presto!
Mi era sfuggito questo articolo. A parte il parere personale, che non ho mai amato le ruote panoramiche e altri strumenti tra l’altro molto brutti da vedere, trovo anch’io squalificante dover ricorrere a qualcosa di stra-visto per accentuare l’interesse verso un posto che è bellissimo di suo. Davvero non sappiamo più apprezzare niente, a meno che non ci sia qualcosa che ci tenga occupati? E’ inquietante questo pensiero … Leggo molto che si parla di overtourism e dei danni che comporta: auspico viaggiatori curiosi di conoscere il posto che visitano, non di fare lo stesso che farebbero ovunque. Sono troppo severa?
Cara Paola,
Il fenomeno overtourism andrebbe contrastato con una politica attenta al territorio, tale da scoraggiare persone che si “lanciano” nelle località senza capirne niente. Ma siamo lontani da questo.