Forio e i Vicoli saraceni
Noi Ischitani siamo abituati a identificare Forio con i tramonti e la Chiesa del Soccorso. Sui social impazzano foto che ci mostrano il sole che cala sul mare o la Chiesa sul promontorio. Immagini senza dubbio suggestive. Ma Forio non è solo questo. Il Comune del Torrione è talmente ricco di storia, cultura e bellezza da poter incantare per giorni e giorni il viaggiatore più attento e anche il turista più frettoloso.
Io non so perché noi, gente di Ischia, rinunciamo a parlare delle storie meravigliose della nostra isola.
Due anni fa, il giorno di Capodanno, lasciai presto la tavolata di famiglia per partecipare a questa visita guidata organizzata dall’Associazione Vicoli Saraceni. Vi confesso che quest’anno, nei giorni di Natale, mi sono mancate tanto queste passeggiate alla scoperta di Ischia.
Il post è stato pubblicato sul vecchio blog il 3 gennaio 2019.
I Vicoli
“E stavolta Forio la si è vista davvero”. È il commento di una turista toscana a conclusione della passeggiata per i vicoli di Forio, organizzata dall’Associazione Vicoli Saraceni.
L’appuntamento era per il I gennaio alle ore 15:00 nella piazza davanti alla Fontana e allo storico Bar Internazionale. Sono occasioni che servono proprio a noi Ischitani per conoscere meglio la nostra isola.
Pur di esserci ho sfidato il freddo e l’imbarazzo di lasciare in anticipo la sin troppo succulenta tavolata di famiglia.
Arrivo in piazza con qualche minuto di ritardo. Un folto numero di persone si stringe intorno alla prof.ssa Capodanno e al prof. Mandl che ci aiuteranno a scoprire storie e luoghi che forse molti Ischitani ignorano. È la prof.ssa Capodanno a cominciare un racconto che si preannuncia avvincente: “Forio si estende lungo una striscia di mare da Punta Caruso a Punta Imperatore, mentre alle sue spalle si staglia l’Epomeo”. È dunque un luogo di mare e di terra, di salite e di discese. “Chi arriva da Ischia dovrà affrontare la salita del Cavallaro e poi scendere giù verso il centro, in una zona che non a caso si chiama lo Scentone.” Ma è il nome del Comune a richiedere attenzione. “Un’ipotesi accreditata è che Forio provenga da “fiorito”. Qui il sole tramonta tardi e caldeggia il fiorire di piante e fiori che arredano giardini famosi nel mondo.
Ci addentriamo per via S. Antonio Abate, cominciando a scoprire vicoli, case, torri e chiese. Qui ogni pietra ha una sua storia. Diversi portali di case e di Chiese sono costruiti con la pietra di Zaro, il famoso bosco di Forio, e spesso espongono la stella alpina, un simbolo buon augurio.
Le Torri
Tra i vicoli spesso strettissimi, spiccano le torri. E come ci spiega il prof. Mandl le torri a Forio hanno tutte un senso preciso. Quelle sul lato mare hanno base circolare perché costituivano punti di avvistamento. Quelle interne, nei vicoli, hanno base quadrata e sono inglobate nelle case: il loro scopo era quello di fornire ricovero alla popolazione in caso di assalto dei pirati. Per secoli Forio è stata meta prediletta delle scorribande. Ci addentriamo in via Casa Patalano, tanto stretta che fotografare la torre è davvero difficile. E proprio a questo luogo è legata una delle tante storie commoventi che si narrano. Qui vivevano i fratelli Patalano, Giovannangelo e Giovanpietro. Giovannangelo fu rapito dai Pirati che chiesero a Giovanpietro un riscatto molto alto. Giovanpietro riuscì a raggranellare la somma impegnando il raccolto di grano. Quando pieno di speranza corse al porto, fece appena in tempo a vedere la nave dei pirati allontanarsi. Il fratello partì per il suo funesto destino, lui impazzì dal dolore.
Le Chiese
“A Forio le Chiese sono tante – spiega la professoressa Capodanno – questo è un luogo di fede e di lotta”. Entriamo nella Chiesa di S. Sebastiano, soffermandoci sulla sua storia molto intricata. Poi proseguendo per i vicoli, giungiamo alla Basilica della Madonna di Loreto, ricca di storia e di dipinti. Anche qui il prof. Mandl si intrattiene per spiegare le diverse tipicità del luogo e per sottolineare che la devozione alla Madonna di Loreto risale al 1300 quando i pescatori di Ancona entrarono in contatto con Forio per ragioni di commercio e pesca. Forio era sempre sulla rotta della gente di mare.
Mentre i numerosi turisti ascoltano, a me viene voglia di un caffè. Mi fermo proprio al bar di fronte alla Chiesa. È affollato, ma un caffè in piedi riesco a rimediarlo in fretta senza perdere di vista il gruppo che intanto prosegue.
Passo di corsa davanti alla Torre Cigliano e raggiungo il gruppo diretto alla Basilica di S. Vito, il Santo Patrono di Forio. Anche qui il prof. Mandl si sofferma su diversi particolari della Chiesa e racconta che i Foriani hanno scelto S. Vito come patrono perché gli hanno attribuito il merito di aver sconfitto la malattia della vite. In realtà la storia ci dice che a sconfiggere la peronospora furono i fratelli Sanfilippo che portarono dalla Sicilia un prodotto a base di zolfo. Tutto questo però ci testimonia due aspetti importanti: la natura fortemente passionale e orgogliosa della gente di Forio e la tradizione contadina del luogo.
Visitiamo infine la torre Torone che troneggia di fronte alla Basilica del Patrono, dove proprio al tramonto ci accoglie un gruppo con canti popolari. E per tornare in centro passiamo ancora per i vicoli. E qui la sorpresa, resa ancora più suggestiva dal buio: un gruppo di giovani attori inscena un assalto di pirati con relativa funga di donne e bambini.
Mentre ci dirigiamo al Torrione per il rinfresco, ringrazio per lo splendido pomeriggio la prof.ssa Capodanno, presidente dell’Associazione Vicoli Saraceni. La mia speranza è che in futuro passeggiate come queste possano essere organizzate anche in orari adatti agli Ischitani che, come me, hanno tanto bisogno di conoscere l’isola.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web.








Salve Dottoressa Mattera
Sono Luigi castali di Forio. Ho letto con piacere Il Suo blog che trovo interessante sia per gli isolani, sia per i turisti. Ho notato anche la sua visita ai vicoli saraceni che mi ha incuriosito. La volevo invitare per una visita al Museo Civico Giovanni Maltese di cui mi occupo da oltre sette anni insieme al compianto Giuseppe Magaldi. Al momento il museo è ancora chiuso per l’emergenza sanitaria ma se fosse interessata a visitare può scrivere a info@iltorrioneforio.it, oppure chiamarmi al 3333921839 e intanto visitare il sito http://www.iltorrioneforio.it (recentemente restaurato e in fase di miglioramento)
Cordiali saluti.
Luigi Castaldi
Grazie signor Castaldi!
Nei prossimi giorni la contatterò con vero piacere. A presto