Passeggiando nei boschi di Ischia
Domenica mattina sarei potuta tornare in collina, nel verde di Ischia. Le restrizioni Covid si sono attenuate, le norme almeno per ora permettono di uscire di casa e varcare le frontiere comunali. E tuttavia il meteo ha detto no.
Le piogge torrenziali che sabato ci avevano concesso una breve pausa, sono riprese imperterrite proprio nella giornata di domenica. Mi è toccato dunque rimanere a casa, con un pizzico di nostalgia per quelle belle domeniche di qualche tempo fa, che impietosamente un social mi riporta nella sezione ricordi.
La nostalgia dura poco. Dobbiamo essere ottimisti e dirci forte e chiaro che questo periodaccio passerà. Intanto però poniamoci qualche domanda. Cosa stiamo facendo intanto per tutelare il nostro verde? Cosa stiamo facendo per tutelare noi stessi?
Proviamo a ricordarcelo: il verde non è solo bello, il verde è importante per la nostra stessa sopravvivenza. Se i boschi di Ischia non saranno curati, il rischio di frane aumenterà. A noi la scelta. In questo periodo di buio, potremmo darci da fare. Qui di seguito un breve articolo di tre anni fa.
Dal Bosco della Maddalena al Montagnone
Una passeggiata del 15 gennaio 2018
“Finalmente ci incontriamo”, mi sento dire alle spalle mentre cammino lungo il sentiero del Bosco della Maddalena. È un vecchio conoscente che spesso commenta i post qui sul blog. Sì, finalmente possiamo commentare dal vivo quanto sia bello e trascurato questo bosco di Ischia.
Lui prosegue di gran carriera, è qui per allenare il corpo. Io procedo piano piano, ho bisogno di rilassare la mente. Non perdo d’occhio il mio esperto che poco distante si insinua su una parete laterale alla vana ricerca di funghi. “Non allontanarti“, lo imploro. L’ultima volta che ero stata qui, un cane mi aveva ringhiato contro, a due passi dal padrone. “È spaventato dai bastoni”, mi aveva detto lui, senza neanche provare a scusarsi e a tenere a bada l’animale. I miei bastoncini da trekking erano poggiati sul terreno. Ma tant’è: la colpa è sempre degli altri.
Eppure l’amore per il bosco ha preso il sopravvento sulla paura non dei cani, quanto dei loro padroni. Non potevo fare a meno di tornarci, pur badando a non rimanere da sola.
Il sentiero è abbastanza pulito anche se, sui lati, troneggiano piante sofferenti. A un certo punto, due pini abbattuti interrompono il percorso. Mi fermo un attimo: il passo è facile, eppure è il dolore a fermarmi. “Quando le piante e i pini soffrono e nessuno interviene, ecco cosa succede”. Deve essere stata la forza del vento a spezzare la loro resistenza. Avrebbero avuto bisogno di cure.
Alzo lo sguardo alla mia sinistra. Laggiù il porto di Ischia è incorniciato dal verde e da una leggera foschia. Sembra l’immagine di un sogno. Siamo proprio sopra via Quercia, l’antica strada che un tempo era l’unica via di collegamento tra Ischia e Casamicciola. Davanti a noi il Montagnone, la collina che domina il porto.
Intanto il cielo si fa plumbeo, si avverte qualche tuono, il bosco sembra chiudersi e spingerci via.
Torniamo indietro di buon passo, mentre qualche goccia di pioggia disturba il cammino. All’uscita del bosco sobbalzo. Vedo un cane che saltella. Riconosco i padroni che ci salutano cordialmente. Il cane è allegro e mansueto. Intanto la minaccia è passata, è tornato il sole.




Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web. Vuoi saperne di più. Basta un click



Al tavolo di Amalia 


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