Passeggiando per Ischia in inverno
Vi ripropongo oggi l’escursione di un anno fa con Marianna Polverino e Denis Trani. Un’esperienza davvero simpatica
Tempo fa frequentavo spesso questi percorsi. oggi mi è tutto più difficile.
Riproporvi quest’articolo significa per me rivivere momenti molto belli.
A Ischia non è un inverno qualsiasi, questo.
Te ne accorgi camminando per strada. Il TUTTO CHIUSO di bar, ristoranti, negozi è un urlo forte e chiaro. Alla crisi di questi due anni terribili si aggiunge il caro bollette che fa tremare i polsi a chiunque. Molti bar che di solito in inverno sono aperti, tranne che per un breve periodo, hanno scelto la chiusura, forse proprio per risparmiare sui costi, non potendo contare su una clientela molto ampia.
Quest’inverno a Ischia è stato ancora più triste, dunque? Può darsi. Tuttavia, proprio in questi momenti è possibile scoprire altro. Le passeggiate nel verde, per esempio.
Ve ne racconto una di circa un mese fa.
Frassitielli, Falanga, S. Maria al Monte
Mancavo dal bosco della Falanga da un bel po’ di tempo. Poco dopo Natale scopro che Marianna Polverino e Denis Trani avevano organizzato una bella “escursione cantata” proprio in quella zona. La passeggiata ci avrebbe portato dai Frassitielli e dalla Falanga, alle falde dell’Epomeo, fino alla Chiesa di S. Maria al Monte, sul cocuzzolo che domina Forio e la sua frazione di Panza.
Mi organizzo con il mio esperto personale e con un gruppo di amici. Marianna e Denis ci aspettano a Serrara, nei pressi del Ristorante il Bracconiere. Denis è armato della sua inseparabile chitarra, Marianna delle sue parole. Entrambi ci faranno da guida. Il gruppo è abbastanza variegato, ci sono ischitani e anche turisti che evidentemente amano Ischia d’inverno.
È il 5 gennaio, il tempo non è dei migliori, il sole è coperto, fa abbastanza freddo. Io comincio ad avere un po’ di tremarella. “Dai, che ce la fai”, mi incoraggia il mio esperto.
Una signora di Brescia chiede se abbiamo qualche bastone in più. E dalla nostra macchina spunta una mazza in bambù, bella solida, di quelle che a Ischia se ne trovano a bizzeffe.
La signora ringrazia “In montagna porto sempre i miei bastoni, ma non avevo previsto di fare questa escursione a Ischia”. E invece bisogna venire attrezzati. Poco male si rimedia.
Non appena cominciamo la salita, sento che le gambe non mi reggono. “Non mollare, ora sei qui. Puoi farcela, dai”, mi incita il mio esperto. Conosce la zona come le sue tasche e conosce anche me che caratterialmente sono troppo fragile.
Salgo a fatica. Arrivata ai primi gradoni, quelli che immettono ai Frassitielli, comincio a sentire di potercela fare. Non ho più la forza di qualche anno fa, ma sento di farcela. Marianna ogni tanto torna indietro, prova a darmi qualche consiglio su come adoperare al meglio i bastoncini. Poi corre in avanti verso il gruppo per spiegare e raccontare.
Finalmente siamo ai Frassitielli. Facciamo una prima pausa con Denis che proprio davanti al portale storico propone i suoi stornelli. Ho freddo, ma il bosco mi incanta, come sempre.
Proseguiamo e arriviamo abbastanza presto ai gradoni che ci immettono alla Falanga.
Il movimento fa bene, i muscoli sono caldi. Riesco a superare questo secondo grosso ostacolo. A questo punto Marianna e Denis hanno tanto da raccontare. Le case di pietra, simboli di antichi insediamenti. I palmenti, lì dove si lavorava l’uva. Le fosse per la neve, nelle quali i contadini conservavano la neve che poi diventava ghiaccio da utilizzare e da vendere.
Denis mette mano alla chitarra, Marianna continua nel suo racconto. Io però, infreddolita, non riesco a fermarmi e ad ascoltarli. Un vero peccato. Non mi ero ben attrezzata per il freddo, evidentemente.
Sento ancora le forze mancarmi. “Voglio tornare indietro”. “Non se ne parla proprio. Volevi arrivare da qui a S. Maria al Monte? Bene. Ora ci arrivi, senza fare storie”. La voce del mio esperto è dura.
A questo punto, mentre il gruppo si ferma nei pressi della pietra perciata, quella zona in cui le pietre assumono una forma molto suggestiva, noi proseguiamo verso S. Maria. Marianna e Denis sanno che il mio esperto potrà guidarmi al meglio.
La Chiesetta e la leggenda
“Non è lontano”, mi dice il mio esperto. Cominciamo una lieve discesa su un sentiero acciottolato e insidioso. Sembra filare via tutto liscio, quando d’un tratto… perdo l’equilibrio. Scivolo. Ma riesco a rialzarmi. Il ginocchio sembra far male, ma niente di grave.
Alzo lo sguardo. La Chiesetta di S. Maria al Monte è lì, abbracciata da un panorama che fa dimenticare freddo, fatica, dolore.
Ci fermiamo sul sagrato. La Chiesa purtroppo è chiusa. Peccato. All’interno dovrebbe esserci un quadro che racconta una leggenda. L’ho scovata nel libro di Ugo Vuoso, Di fuoco, di mare, e d’acque bollenti, Ischia, Imagaenaria edizioni, 2002. Ecco cosa si narra:
Un pescatore di Forio viene soppresso in mare da una tempesta che lo trascina fino alle coste della Turchia. Qui i turchi lo catturano e gli chiedono da dove provenga. Il pescatore parla di Forio e dell’isola d’Ischia raccontando che la sua terra non è protetta né da eserciti né da fortezze. I Turchi, attirati dalla possibilità di fare buon bottino, si mettono in viaggio con le loro imbarcazioni. Ma quando arrivano in prossimità della meta, vedono in cima al monte un esercito, capeggiato da una regina, pronto a difendere Forio. Così si danno alla fuga e per vendetta uccidono il pescatore reo, a loro dire, di averli ingannati. Si trattava di un’allucinazione, evidentemente. Il popolo foriano grida al miracolo e chiede che in ricordo di quel fatto sia dipinto un quadro da dedicare alla Madonna. Il quadro dovrebbe essere custodito all’interno della Chiesa.
Pare che la Chiesa sia aperta al pubblico il 12 settembre, giorno in cui si festeggia S. Maria. Io spero di tornarci per l’occasione.
Intanto arriva il resto del gruppo. Marianna e Denis ci offrono da mangiare e da bere.
Io, ancora indolenzita al ginocchio, decido di tornare con il mio esperto per la strada asfaltata che arriva fino a Panza. Salutiamo i nostri amici. La signora di Brescia vorrebbe restituirci il bastoncino di bambù. Gliene facciamo omaggio, sperando di rivederla presto a Ischia.
Arriviamo giù a Panza a poca distanza da Forio dopo circa 30 minuti di cammino. Prendiamo un autobus che ci porta fino a Ischia. Io arrivo a casa distrutta. È stata una giornata bellissima, intensa, carica di emozioni. Ho però il vago sospetto che questi sentieri non siano più adatti a me.
In ogni caso spero che dopo Denis Trani anche Marianna Polverino possa prendere un caffè con noi. Sono certa che avrà tanto da raccontarci. Perché le avventure nel verde di Ischia continuano
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Al tavolo di Amalia 



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