Voglia di andar via
Ascoltando Caterina Cutrupi nella nostra diretta FB del 29 gennaio scorso, mi è tornato in mente un pensiero che animava noi giovani di un po’ di anni fa: la voglia di andar via.
Caterina Cutrupi, come sottolineato nel post precedente, è nata a Reggio Calabria e giovanissima si è trasferita a Milano. La sua non è stata una scelta dettata da motivi di lavoro, come invece accade spesso. Ad animarla è stata piuttosto una voglia di avventura certo condita dal desiderio di ampliare gli orizzonti. Reggio Calabria, per quanto bellissima, le offriva una vita di provincia che almeno un tempo i giovani detestavano.
Nella sua vita, tra l’altro, le nebbie padane si sono presto diradate. Milano si è rivelata non solo la città che corre in preda alla frenesia del successo, ma anche quella che tranquillamente passeggia, si sofferma sulle persone, accoglie e si apre alla cultura. E infatti Caterina testimonia di non aver mai avuto problemi di integrazione. Lei, ragazza del Sud che aveva tanta voglia di imparare e di vivere, è stata accolta bene e non ha mai subito episodi di razzismo.
A questo punto vorrei porvi una domanda:
I giovani oggi vanno via dal Sud e dall’Italia perché costretti dalla circostanze. Ma, se le condizioni fossero diverse, avrebbero voglia di misurarsi con un mondo nuovo, tagliando il cordone ombelicale con la famiglia e il borgo natio? Senza le opportunità preconfezionate come l’ Erasmus, saprebbero come orientarsi? Se vi fa piacere, rispondete nei commenti.
Meridionali al Nord
Nel pieno della nostra conversazione propongo a Caterina una domanda cattiva:
è vero che i peggiori nemici dei Meridionali sono gli stessi Meridionali che al Nord si sono integrati? Lei risponde con tranquilla semplicità: “Io non ho mai negato la mia identità. Anzi, ne sono orgogliosa”. È una risposta che merita un grosso applauso, perché diciamolo con franchezza: chi taglia le proprie radici, perde se stesso.
Il coworking
Un tema che ha interessato molto il pubblico della nostra diretta è stata la modalità che Caterina ha scelto per lavorare: il coworking. Mentre molti già disegnano un futuro a tinte fosche, prevedendo che tutti rimarremo chiusi in casa a lavorare, Caterina ci testimonia che da quando lavora in un ufficio condiviso con altre persone ha messo il turbo alla sua attività. “Sono più concentrata, non mi distraggono le cose di casa ed è anche piacevole avere rapporti con i colleghi di ufficio. Lavorando come traduttrice in ambito giuridico, ad esempio, mi capita di scambiare opinioni con un avvocato”. Che tra l’altro è anche un suo potenziale cliente.
L’ufficio dunque diventa uno spazio da condividere da un punto di vista umano oltre che professionale. Quello “star da soli” in casa, che può sembrare comodo, si traduce troppo spesso in una solitudine anche interiore, in una rinuncia ai rapporti con gli altri.
Il coworking è un sistema di lavoro che esiste già da tempo, ma che qui da noi non ha ancora preso piede. Non credete che sia strano?
Pensiamo un attimo alla nostra realtà di Ischia. Se un turista si trattiene per un periodo abbastanza lungo e ha necessità di lavorare in maniera concentrata ed efficace, ha qui da noi la possibilità di trovare un luogo che lo accolga? Qualcosa esiste a Ischia. Ma forse non è sufficiente a coprire le esigenze di tante persone, anche del luogo. Mi viene in mente che anche gli studenti potrebbero approfittarne. Certo gli spazi, soprattutto di questi tempi, dovrebbero essere ben attrezzati. Lanciamola come idea e vediamo se qualcuno la raccoglie.
Gruppo lettura
Torneremo ad affrontare il tema Nord/Sud. Conto di avere presto altre testimonianze di persone che per scelta o necessità vivono al Nord.
Intanto, una domanda a tutti coloro che sono interessati al nostro gruppo lettura: cosa vogliamo fare? Date le circostanze, la possibilità tanto auspicata di incontrarci di persona, per ora è sfumata. Proviamo a combinare un nuovo incontro in modalità virtuale?
Vi ricordo che nel corso della stessa diretta FB abbiamo deciso di fare scalo a Procida per un omaggio alla prossima capitale della cultura
Le proposte di lettura sono i due classici:
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Alphonse de Lamartine, Graziella
Di quest’ultimo volume vorrei segnalarvi anche la pubblicazione di Imagaenaria che si può ordinare anche online. La traduzione è di Maria Albini
Ecco il sito nel quale è possibile acquistare → Imagaenaria
Naturalmente non dimentichiamo le nostre letture precedenti che avevano come argomento fondamentale le donne.
Spero di ricevere i vostri commenti, in pubblico o in privato


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web


Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!