Un lombardo a Ischia: Alessandro
Alessandro è di Faloppio, un piccolo Comune lombardo in provincia di Como, proprio al confine con la Svizzera. Da circa due anni vive a Ischia. La sua storia per me è stata un vero schiaffo in faccia.
Lo incontravo spesso nei pressi di casa mia, a Cartaromana, a due passi da Ischia Ponte. Lo vedevo sbucare in groppa alla sua bicicletta, una city bike vecchia maniera, di quelle che ti fanno sudare. Altre volte sgattaiolava a piedi per Ischia Ponte con il suo fisico agile e sportivo.
La prima volta che ci siamo parlati, è stato da Martino il giornalaio, il tempio dei giornali di carta che resiste alle mode e costituisce un punto di incontro a Ischia Ponte.
Abbiamo cominciato a parlare di calcio. Lui tifoso del Milan, come Martino, ha dimostrato subito simpatie per il Napoli. Così, ogni volta che ci si incontrava in quella antica e preziosa edicola, non era difficile trovare argomenti di conversazione.
Lo spiccato accento lombardo mi aveva indotto a chiamarlo il milanese. La mia curiosità a un certo punto è diventata irrefrenabile. Cosa ci faceva qui, in pieno inverno, un signore così giovane? Non sembrava essere in vacanza. Così ho chiesto notizie a Martino: “Si chiama Alessandro, vive qui da un po’. Lavora al computer, quindi non ha problemi”.
Un lombardo che vive a Ischia? Mi è venuta voglia di saperne di più. Così quando ci siamo incontrati ancora da Martino, Alessandro non si è fatto pregare. La sua storia mi ha lasciato sbalordita.
“Sono milanista, sì, ma non sono di Milano. Faloppio è un piccolo paese in provincia di Como, a poca distanza dal confine con la Svizzera. Circa due anni fa sono venuto in vacanza a Ischia. Era febbraio, mi sono innamorato dell’isola e ho deciso di rimanerci. Vivo qui per 10 mesi all’anno. In luglio e agosto scappo via. Troppa gente, troppo caos”.
Ah, però! Ma il tuo è stato un cambiamento radicale.
“Ne sentivo il bisogno – mi spiega Alessandro – A Faloppio avevo perso i punti di riferimento, molte persone che organizzavano momenti di aggregazione, non ci sono più. È un paese in evoluzione. Una volta gli abitanti erano circa 1.500, ma molto uniti. Ora sono più di 4.500, ma molti prendono casa lì, poi vanno a lavorare nella vicina Svizzera. E il paese ha perso identità”.
Il discorso mi incuriosisce. Qui a Ischia in inverno siamo tanti di più, ma è tutto chiuso e gli stessi Ischitani si chiudono in casa.
“Non è proprio così. Io ho trovato gente meravigliosa e disponibile”, insiste lui.
Ma davvero?
“Certo. Ci sono tanti punti di aggregazione”.
Sgrano gli occhi, davvero non ci credo. E Alessandro continua a parlare: “Il mio primo punto d’incontro è stato il Club Milan a Cartaromana. È lì che vado a vedere le partite, non solo del Milan. Ho trovato persone simpatiche che poi mi hanno introdotto in altri ambienti. Per esempio, ci sono persone che giocano a ping pong o a scacchi. Frequentando quegli ambienti, ho ampliato le mie amicizie”.
Interviene Martino: “Lui conosce più gente di me”. Ed è quanto dire.
Alessandro sorride. Io non riesco a capacitarmi e lo incalzo con le domande.
Mi hai detto che lavori da solo, al computer. Eppure riesci ad avere una vita sociale soddisfacente?
“Certo. Io mi occupo di trading, acquisto e vendo in borsa. Quello che mi occorre è una connessione internet. Quando lavoro, ho bisogno di stare concentrato, da solo. Ma quando smetto, ho voglia di vedere gente. E qui ne trovo, come ti ho detto, anche simpatica, gentile, disponibile. Poi d’estate scappo via, perché in quel periodo Ischia per me è invivibile”.
Eppure l’’esperienza di tanti che lavorano al computer in casa, da soli è diversa. Si rintanano, non escono mai.
“Per me non è così. Io sento l’esigenza di uscire e fare sport, per esempio. Giro in bici e a piedi. Se ho voglia di incontrare gente, esco. Poi a volte ho voglia di star solo e allora rimango a casa. Ma questa è la mia libertà”.
Alessandro mi parla anche di quella Ischia nascosta, di luoghi che ancora pochi Ischitani conoscono. Ha fatto amicizia con persone esperte degli itinerari nel verde.
“Voi Ischitani forse non vi rendete conto di vivere in un paradiso. Anche la qualità della vita e la sicurezza sono ancora buone, rispetto ad altri posti“.
Eppure si dice che gli Ischitani siano chiusi, che è difficile trovare compagnia se si è da soli. A questo punto interviene Martino: “Io credo che tra noi Ischitani a volte ci sia un po’ di diffidenza, ma siamo sempre pronti ad accogliere gli altri”.
Alessandro: “Ho avuto anche io questa impressione, magari tra voi ci possono essere problemi, anche legati a vecchie storie. Capita in molti posti”. Alessandro è uno che ha viaggiato.
Giri spesso il bici, ma i continui saliscendi non sono un problema?
“Ma no. Pensa che io la salita dei Maronti la faccio una decina di volte. Certo, bisogna essere allenati”.
Ma quanti anni hai?
“Ho 55 anni“.
Ah, però! Questione di allenamento e stile di vita, evidentemente.
Ci lasciamo con la promessa di rivederci presto per un caffè.
Torno a casa ancora stordita. Per me da Ischitana, la storia di Alessandro è un vero schiaffo in faccia. E credo che lo sia per tutti quelli che … “a Ischia in inverno si vive male, si muore di noia, non c’è niente da fare, mancano i punti di aggregazione”.
Non sarà che siamo noi a chiuderci nei nostri spazi e non ci rendiamo conto di quanto possa offrire il nostro scoglio?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Ecco. A proposito di tifo …. è davvero un ottimo punto di unione di condivisione!
Sono anche molto felice del fatto che Alessandro rappresenti il lato socievole dei lombardi, che di solito appaiono come persone fredde.
Questa storia dei lombardi persone fredde, credo che sia un pregiudizio. Comunque è vero, il tifo, nella sua versione più genuina, unisce.
Bella questa storia! E non mi stupisco che Alessandro trovi magnifici gli ischitani, io ho amici napoletani che hanno una generosità così istintiva che noi del “profondo nord” ce la sogniamo. Scelta coraggiosa … ma il mare incanta sempre
Questa storia ha avuto molti riscontri, sia tra gli ischitani che tra i forestieri. Io stessa ho scoperto cose che non conoscevo. E ci sarà un seguito. Grazie Paola!