Nunziatina e le storie di Ischia Ponte
Se andate a Ischia Ponte, lasciate a casa la fretta. Trovate il tempo per fermarvi. Può essere che seduti in un caffè, ascolterete piccole storie come queste.
Mi capita spesso di incontrare la signora Nunziatina in un bar di Ischia Ponte. Di solito arriva a metà mattinata, si siede in un angolo e aspetta che le portino qualcosa da bere, un caffè o un bicchier d’acqua.
Non è stato difficile fare amicizia e scambiare quattro chiacchiere. Ben presto mi sono accorta che la signora Nunziatina è una delle memorie storiche del borgo.
La settimana scorsa non appena l’ho vista entrare, le ho confidato contenta: “Sapete, Nunziatina, ieri per combinazione mi sono fermata qua a pranzo. Ho mangiato una porzione di gattò di patate e una fetta di torta di mele. Vi dico la verità: ho sentito i sapori della mia infanzia. Gattò e torta di mele erano i miei piatti preferiti da bambina. Me li preparava zia Lisetta, una zia di mia madre. Era proprio brava a cucinare”.
La sua risposta mi sorprende: “Lisetta? E chi se la dimentica. Viveva a Casalauro, aveva una capretta”.
Ah, ve la ricordate? “Come no! Lei e la sorella Drusiana. E chi se le dimentica”.
È vero, Lisetta aveva una sorella con un nome inconsueto. Ma Lisetta, a differenza della sorella, sapeva cucinare bene. “Pensate che cosa combinava per Pasqua – continuo a raccontare – diceva di avere una ricetta segreta per i casatielli, quei panettoni dolci che si preparavano per tempo, perché dovevano crescere. Di solito li si infornava il venerdì Santo. Una volta mi confidò che mentre tutti usavano il “criscito”, lei aveva un amico panettiere che le metteva da parte la “pasta cresciuta”. Io non ho mai capito la differenza. Quello che vi posso dire è che il casatiello saporito come quello di zia Lisetta non l’ho mangiato più.”.
Nunziatina commenta ridendo: “Ognuno aveva le sue ricette. E soprattutto ci voleva tempo per preparare le cose. Anche per la pastiera ci voleva tempo e pazienza. Oggi abbiamo fretta”.
E ha proprio ragione, Nunziatina. Però alcuni sapori sono rimasti, come quel gattò e quella fetta di torta di mele.
Non so come, a un certo punto la nostra chiacchierata vira su altro. Dalle leccornie passiamo ai riti religiosi.
“Nunziatina, sapete una cosa? Quando ero bambina, io avevo paura di certi racconti che sentivo. Sapete che mi dicevano di San Giovan Giuseppe e del terremoto di Casamicciola?”.
Nunziatina scoppia a ridere: “E come no? Tutti raccontavano a Ischia Ponte questa storia. Si diceva che San Giovan Giuseppe era andato a chiedere l’elemosina a Ischia e a Casamicciola. A Ischia l’avevano accontentato, mentre a Casamicciola l’avevano rifiutato. Quando arrivò il terremoto nel 1883, San Giovan Giuseppe non si stette. Casamicciola crollò, mentre Ischia fu protetta dal Santo”.
Io avevo pure sentito che al confine tra i due Comuni l’ultima casa di Ischia era rimasta in piedi, quella di Casamicciola era crollata.
Nunziatina conferma ridendo e commenta: “Mamma mia come li facevamo cattivi questi Santi”.
C’è un’altra cosa che ricordo quasi con terrore della mia infanzia: il rosario in latino che si recitava in Chiesa. Allo Spirito Santo c’erano tre donne sedute in un angolo che recitavano la prima parte. Io al solo guardarle mi spaventavo. Erano tutte vestite di nero. Anche il velo era nero.
Altra risata di Nunziatina: “Erano Matilde, Giuseppina e Nicolina. Le chiamavano le sorelle ‘e Giuditta. Erano giovani, ma effettivamente sembravano molto anziane.”
Insomma, Nunziatina conosce tutti i personaggi del borgo. Certamente tornerò a trovarla. È una miniera di storie e di notizie.
Voi ci sarete? Vi interessano queste storie?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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