Aqva d’Ischia e gli studenti del Liceo
Si è svolta a Lacco Ameno nei giorni 7-8 ottobre la terza edizione della Mostra internazionale Aqva d’Ischia, dedicata alle acque termali dell’isola. Quest’anno il paese ospite era la Germania.
Nella mattinata di venerdì 7 sono andata a visitare la mostra nella sala del Parco Termale Negombo. Non sono mancate le piacevoli sorprese.
Venerdì mattina, 7 ottobre, mi chiamano al telefono.
“Vieni a visitare la mostra?” È Catrin Cigliano, una persona molto attiva, di cui ho sentito parlare un gran bene. È un’imprenditrice del commercio, è socia della ProLoco Lacco Ameno e si sta muovendo per realizzare finalmente un progetto antico: permettere a tutti, residenti e turisti, di vivere Ischia tutto l’anno. Il titolo è It’s time for Ischia .
Catrin Cigliano, come socia della ProLoco Lacco Ameno, è anche una delle animatrici della Mostra internazionale Aqva Ischia che è arrivata alla III edizione e che quest’anno ha come protagonista la Germania. Accetto volentieri l’invito.
Ma mentre salgo in macchina per andare al Negombo, mi assale un po’ di scetticismo.
La Mostra, mi dicono, è dedicata ai giovani di Ischia, oltre che ai turisti. Ai ragazzi di alcuni istituti superiori è affidato l’incarico di fare da guida agli studenti di altre scuole. L’idea può essere buona. Eppure io ho la sensazione che i ragazzi in questi casi imparino una pappardella a memoria con la conseguenza di annoiarsi e di annoiare. Inoltre, tutto questo rientra in quel progetto di alternanza scuola-lavoro che a me proprio non va giù. Perché quando l’azienda privata straripa nella scuola pubblica, i ragazzi smettono di imparare per mettersi al servizio dell’azienda.
Al Negombo
Presa da questi dubbi, arrivo a destinazione. Proprio all’ingresso, mi sento chiamare: “Laura!”. Mi volto. È Alfonsina, una vecchia compagna di studi a L’Orientale di Napoli. Oggi insegna tedesco al Liceo linguistico. Dopo i saluti molto calorosi, le confido le mie perplessità. “Io credo che ai ragazzi questa esperienza faccia molto bene. – mi risponde lei – Parla con loro!” E mi indica un gruppo di ragazzi che è lì, pronto a cominciare il tour di guida.
Accetto il suo consiglio, mi avvicino e qui comincia una bella avventura.
I ragazzi sono gentili, spigliati, si mettono volentieri a disposizione. A ogni cartellone corrisponde un argomento e ogni argomento è di pertinenza di uno dei ragazzi. Si comincia dalla leggenda, poi è la volta della formazione geologica dell’isola, poi ancora si affronta il tema delle formazione delle acque termali e così via. I temi sono tanti.
Al contrario di quanto avevo immaginato, i giovani parlano con tranquillità e proprietà di linguaggio. Niente pappardelle. A questo punto comincio a fare qualche domanda.
Qual è l’aspetto che vi ha interessato di più? “La parte scientifica”, risponde l’uno “la storia”, fa eco un altro, “il modo in cui è organizzato uno stabilimento termale”, aggiunge ancora un altro.
Tutti gli argomenti proposti hanno riscosso interesse.
E allora propongo una domanda impertinente:
Vi confrontate con diverse scolaresche, dai bambini delle Primarie a vostri coetanei. Come fate?
Anche in questo caso la risposta è corale e pronta:
“Con i bambini dobbiamo semplificare, ma loro sembrano interessati e incuriositi. Il problema a volte sorge con i ragazzi delle scuole medie. Sono i più esuberanti. Spesso ascoltano, altre volte fanno chiasso. Ma noi dobbiamo sempre provare a carpire la loro attenzione. Con i coetanei il discorso è diverso, molti conoscono gli argomenti, seguono, annuiscono”. La risposta è davvero interessante. I ragazzi sono riusciti a diversificare. Non è cosa da poco.
A questo punto interviene la prof.ssa Anna Verde, insegnante di tedesco, che mi spiega i dettagli del progetto. “I ragazzi studiano a fondo l’argomento che ogni anno presenta sfumature diverse. Quest’anno la Germania era il paese ospite e l’attenzione è stata rivolta tra l’altro ai Tedeschi di primo piano che hanno visitato Ischia e anche vissuto sull’isola.”
È ormai ora di pranzo. Dobbiamo andare via. “Ci saranno altri ragazzi oggi pomeriggio – mi dice la prof.ssa Verde – Sono previsti turni di lavoro, eppure qualcuno chiede di tornare, andando oltre l’orario stabilito”. Anche questo è un dato eloquente.
A conclusione della mia breve visita, mi permetto qualche considerazione.
I ragazzi con i quali ho parlato hanno dimostrato interesse e addirittura entusiasmo per l’iniziativa. Si sono messi in gioco, hanno vinto quella normale emozione che scatta in chi – giovanissimo – deve parlare a un pubblico che non conosce, facendo leva sulla capacità di comunicazione.
Hanno compreso che il pubblico che ascolta deve essere catturato e la modalità di comunicazione deve essere diversa a seconda dei casi. Anche questo non è un dettaglio da poco. Inoltre – come sottolinea la stessa prof. Anna Verde – ci sono ragazzi spigliati e altri più riservati e per questi ultimi vincere la riservatezza è importante.
Tutto questo è bastato a convincermi della validità dell’idea.
Solo una perplessità rimane: è proprio indispensabile far rientrare questo progetto nell’alternanza scuola-lavoro? Il tema è controverso e varrebbe la pena approfondirlo. Ma io sono fermamente convinta che per tanti motivi scuola e azienda debbano rimanere separati. Vogliamo parlarne?
Proprio all’uscita, faccio in tempo a scambiare due chiacchiere con una ragazza. Sei mai stata in Germania? “Sì, nell’ambito negli scambi culturali” Sono quei progetti per cui uno studente va all’estero alloggiando presso la famiglia di un coetaneo, che poi gli restituirà la visita secondo le stesse modalità.
Come ti sei trovata? “Abbastanza bene“. Non benissimo dunque.
Non è un’esperienza facile. Io l’ho fatta tanti anni fa, quando ero ormai all’Università e non è stata un’esperienza semplice. Entrare in una casa estranea, in una famiglia che ha abitudini culturali completamente diverse, può essere bello, ma può avere risvolti complicati.
Se qualcuno dei ragazzi ne vuole parlare, il tavolo è a disposizione. Naturalmente in anonimato. Vi aspetto.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Chi sono








Che bello l’invito rivolto ai ragazzi!
Finora nessuno ha risposto. Io continuo ad aspettare