E se ci armassimo di libri?
Venerdì 14 marzo, dopo un periodo di chiusura per lavori, la Biblioteca Antoniana di Ischia ha riaperto al pubblico con un evento dedicato proprio alle biblioteche. Il volume presentato, Donne che salvano i libri, è un racconto appassionante che vede protagoniste donne di ieri e di oggi.
Sono entrata in sala con colpevole ritardo. Al microfono era Silvia Corsi, direttrice del Museodivino, un centro culturale nel cuore di Napoli, e curatrice del libro. Racconta con parole appassionate la vicenda di tre donne che si sono battute durante la seconda guerra mondiale per salvaguardare il patrimonio libraio di Napoli. Si tratta di Guerriera Guerrieri, direttrice della Biblioteca Nazionale, Maria Giuseppina Castellano Lanzara direttrice della Biblioteca Universitaria, e di Maria Bakunin che si è battuta per l’Accademia Pontiniana.
In una città come Napoli, angosciata dalle bombe e dai raid aerei, le biblioteche erano particolarmente esposte ai pericoli, anche per la loro vicinanza al porto.
In situazioni diverse, ma affini, le tre donne trovano il modo di reperire casse adeguate per sistemare i libri, organizzare poi il trasporto in luoghi più sicuri e infine seguire passo dopo passo la loro sorte. Guerriera Guerriera in particolare terrà un diario nel quale appunterà spostamenti, danni, preoccupazioni. Le casse potevano essere facilmente scambiate per contenitori di armi o di munizioni e comunque erano adoperate da soldati per usi non proprio culturali.
Le tre donne, come ci racconta il libro in maniera precisa e coinvolgente, mettono a repentaglio la loro stessa sicurezza personale, senza mai arrendersi, nella consapevolezza che salvare quei libri era di fondamentale importanza per il futuro stesso della città.
Mentre Silvia Corsi parla, mi tornano in mente le parole di un vecchio medico che mi raccontava di essersi laureato in medicina a Napoli nel 1947. Studiò sotto le bombe, aggrappandosi ai libri come a un’ancora di salvataggio. Proprio in un periodo così drammatico, i libri erano un’arma per costruire il futuro.
Le biblioteche oggi
Quale futuro?
Se la prima parte del libro Donne che salvano il libri racconta l’opera di salvataggio dei libri nel periodo bellico, la seconda ci propone le voci di donne oggi impegnate nelle biblioteche.
Le domande proposte sono tante.
Come sono organizzate oggi le biblioteche? Riusciranno a sopravvivere nel pieno della rivoluzione tecnologica e dello sviluppo del digitale? O saranno soffocate al pari dei giornali di carta?
Il dato che si evince dalle testimonianze non è confortante.
Lo stato in cui versano non è dei migliori. I numerosi tagli alla cultura hanno causato danni enormi. Per alcune biblioteche ogni tanto si agita persino lo spauracchio della chiusura. In molti casi manca il personale, i pochi addetti, pur molto motivati, sono spesso soggetti a contratti a termine con tutte le conseguenze del caso. Succede che un giovane, dopo un periodo di gavetta, debba andar via proprio quando comincia a conoscere il lavoro e a specializzarsi.
Pur in tutte queste difficoltà le biblioteche hanno la possibilità per riaffermarsi.
Ce lo dicono loro, le persone impegnate in questa sorta di battaglia quotidiana. Le biblioteche non dovranno solo avere la funzione di custodia e tutela dei libri. Dovranno diventare uno spazio aperto, una piazza, nella quale incontrarsi e scambiarsi opinioni.
La figura del bibliotecario può assumere la funzione di guida alla lettura. E non solo. Infatti come testimoniano alcune addette, nell’epoca di internet, non siamo capaci di fare una ricerca. Molte persone non comprendono quale sia un sito affidabile o anche come trovare le fonti sicure per una determinata notizia. Figurarsi poi se dobbiamo menzionare un autore!
Nel mare di informazioni, giuste, sbagliate, approssimative, noi rischiamo di annegare. Biblioteche e bibliotecari potranno salvarci. In un momento storico così difficile, le uniche armi a nostra disposizione sono la cultura, la conoscenza, i libri di carta o in digitale.
Vi sembra retorica? Io credo proprio di no.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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No: non mi sembra per niente retorica, anzi, sono assolutamente d’accordo e colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine a chi si adopera per preservare questi nostri patrimoni culturali essenziali, ovvero lo biblioteche.
Grazie per il tuo commento, Claudia. Concordo. Le biblioteche sono patrimoni preziosi.
Mi allineo con Claudia: il valore delle biblioteche, del loro contributo come punto di riferimento culturale, di archivio, di storia, è straordinario. Ora aggiungo che proprio oggi sentivo di un progetto a Torino, non biblioteca, ma due amiche che raccolgono i libri destinati, diversamente, alla distruzione, per “salvarli” e riconsegnarli. E non c’è niente da fare, leggere su un dispositivo è comodo, ma non piacevole come leggere un libro di carta
Concordo perfettamente, Paola.
Tra l’altro queste opere di salvataggio libri si stanno diffondendo sempre più. E questo fa davvero riflettere.