Elisabeth e le sue storie
Capita a volte di fare incontri straordinari, viaggiando, ma anche muovendosi sotto casa. L’anno scorso ho conosciuto Elisabeth tra Ischia e Procida, nella due giorni che la Grande Famille de Procida et Ischia organizzò in occasione dell’assemblea dei soci che si tiene ogni due anni.
Mi resi conto subito che la sua è una storia da raccontare. Ed è talmente intensa che è necessario riassumerla.
Elisabeth è nata in Francia, nei pressi di Parigi, nel 1964. Oggi vive a Francoforte, con il marito Michael. La sua vita è un intreccio di culture e tradizioni diverse. La sua lingua è il francese, noi abbiamo comunicato in tedesco. Ma non finisce qui.
La mamma di Elisabeth è spagnola, il padre algerino, di origini spagnole. Vivevano in Algeria, dove si sono conosciuti ed erano cittadini francesi. Quando l’Algeria ha ottenuto l’indipendenza nel 1962, sono stati richiamati in Francia, come tanti altri nelle loro stesse condizioni.
Della loro permanenza in Algeria, Elisabeth sapeva poco. In famiglia i racconti erano rari. Poco a poco però comincia scovare foto e documenti. Ed è così che viene a sapere che la mamma ha origini procidane. La storia della sua famiglia l’appassiona, vuole saperne di più.
Nel 2016 si imbatte quasi per caso nell’Associazione di cui oggi è socia attiva, la Grande Famille de Procida et Ischia, che le fornisce gli strumenti per continuare la ricerca. A questo punto Elisabeth non si ferma più. Scopre sempre nuove storie di uomini e donne che hanno attraversato il mare, affrontando tempeste e a volte trovando la morte.
Nel 2023 raccoglie in un libro preziosi documenti di persone di Ischia e Procida che nell’800 hanno lasciato la loro terra alla ricerca di un futuro migliore o in maniera temporanea per lavoro.
“Erano marinai, artigiani, soldati, ecclesiastici e carcerati” – scrive Elisabeth Walz nella prefazione – Alcuni erano ricchi proprietari terrieri, altri venditori di nastri. Coltivavano giardini in Nord Africa e pescavano corallo”.
In ogni pagina, tante storie diverse di donne, uomini, bambini. Così scopriamo ad esempio la vicenda di Filippo Cuomo, di Ischia, e Michele Rajola, di Torre del Greco. Erano pescatori di corallo e vivevano a La Calle (oggi El Kala) in Algeria.
Il 24 giugno 1862 escono in mare come di consueto con la loro paranzella Madonna del Principio. Un destino terribile li attende. L’Oasis, un bastimento a vapore della Messaggeria imperiale francese, travolge la loro barca. Nonostante le ricerche, i loro corpi non saranno mai ritrovati. I documenti annotano che Filippo Cuomo ha circa 44 anni e Michele Rajola circa 32.
Significativa anche la storia di Antonin Zahrádka, caporale del Reggimento Imperiale Austriaco Lilienberg, morto il 6 settembre 1824 “nel spedale Austriaco de Bagni a Casamicciola”.
“L’ospedale austriaco di Casamicciola (presso le Terme) – scrive Rosario De Laurentiis in una nota riportata nel libro – è una struttura di cui non è rimasta alcuna memoria”, ma che Elisabeth Walz, con le sue tenaci ricerche, è riuscita a scovare.
Tutto questo testimonia una umanità in movimento, anche nei secoli scorsi, quando muoversi non era semplice. Sono le storie di donne e uomini che si muovono, che vivono e muoiono lontano dalla loro terra. Le culture e le tradizioni si incontrano, si mescolano, si fondono. Si integrano. Succede oggi, succedeva anche ieri.
Elisabeth non si ferma, la sua voglia di conoscere è forte, le sue ricerche continuano. Non so voi cosa ne pensiate, ma io credo che nel mondo cui viviamo, carico di tensioni e di paure dell’altro, del forestiero, del diverso, il messaggio di Elisabeth, sia forte e chiaro. È un messaggio di conoscenza, un messaggio di speranza.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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