Il compleanno di Anna
Nel novembre del 2007, quando la Rubrica era appena agli inizi sul quotidiano di Ischia “Il Golfo”, Anna e io festeggiammo per la prima volta insieme il nostro compleanno che cade proprio negli stessi giorni. Un segno del destino? Non so. Ma certo proprio con questo articolo vi racconto l’inizio di una grande amicizia. Certo sono passati tanti anni, le nostre figlie sono grandi. Ma noi siamo rimaste le stesse
Da Al tavolo di Amalia
Il Golfo, 25 novembre 2007
Si festeggia Al tavolo di Amalia: è il compleanno di Anna! Quale migliore occasione per abbuffarci – si fa per dire – di caffè e cornetti. Amalia e Anna, come di consueto, fanno a metà con il loro cornetto. Io prendo il solito caffè con pochissimo zucchero, perché sono sempre a dieta fino a mezzogiorno. L’unico a trasgredire è Peppe!
Anna, manco a dirlo, non sembra molto contenta di dover compiere un altro giro di boa. Ma l’atmosfera è allegra. Sarà per quell’aria di questo novembre triste, freddo e buio, noi abbiamo tanta voglia di ridere, scherzare e divertirci un po’. Già … alle 9:00 del mattino. Festeggiamo di mattina presto noi. E questo forse è l’aspetto più trasgressivo del nostro gruppo. Noi ci divertiamo a stare insieme, a chiacchierare e – perché no? – anche a metterci simpaticamente in discussione. Non abbiamo schemi di orario, però. In fondo abbiamo solo voglia di chiacchierare o meglio, di PARLARE.
Perdonate l’irriverenza, ma Al tavolo di Amalia sembra di ricreare l’atmosfera di una bella canzone di una decina di anni fa :“A casa di Luca”. La ricordate? Faceva grosso modo così “…ma la sera a casa di luca torniamo a parlare, pochi amici a casa di luca, lo stato ideale, perché ognuno a casa di luca è nient’altro che sé”.
Beh, noi tutte queste belle cose le facciamo di mattina sul presto. E in effetti ognuno di noi al tavolo di Amalia non è “altro che sé”, perché ognuno di noi porta allegria e spensieratezza, ma anche ansie e fragilità. Insomma nessuno ha voglia di far finta di essere quello che non è. E ansie e disperazioni, soprattutto legate ai nostri figli, capitano spesso nei nostri discorsi.
Anna ad esempio confida senza troppo pudore di averla combinata grossa. Pensate un po’: riceve una telefonata sul cellulare, non fa in tempo a rispondere. Non riconosce il numero; richiama: nessuna risposta. E allora? Si precipita a scuola! Eh già…. La figlia era uscita di casa con un po’ di mal di testa! Inutile dire che la bambina a scuola stava benissimo. Provate a immaginare la faccia dei bambini e della maestra, quando si son visti arrivare a scuola una mamma spaventata!
Io scoppio a ridere. E rido, rido che mi sento mancare il respiro. Sapete perché? Mi ci riconosco tanto. Anche a me è capitato più di una volta tempo fa. Era un periodo in cui mia figlia soffriva di strani malesseri, di quelle cose che ti fanno disperare, perché non sai mai come prenderle. Pensi che siano sciocchezze, poi ti attanagliano i dubbi. Anch’io non sento mai ’sto maledetto cellulare che squilla in borsa. Quando poi trovavo le chiamate, non mi facevo domande. Correvo subito a scuola con gli occhi sgranati. E puntualmente mi ritrovavo di fronte la faccia allibita dell’applicata di segreteria di turno o anche lo sguardo dolce della mia maestra che prima sorrideva, poi guardava al cielo come per dire “che p…. ‘ste mamme ansiose!”.
Insomma ridiamo delle nostre ansie, ne discutiamo e ci fa molto bene. Perché forse prendere coscienza di un problema e magari riderci sopra, è il primo passo per superarlo, non credete? In fondo Al tavolo di Amalia, un po’ come “A casa di Luca”, “si discute …e non sai quanto vale … sembra niente e invece è importante… che bella dimensione, ancora possiamo ritrovare……”.
La festa per il compleanno di Anna si conclude qui, tra una risata, un mezzo cornetto e un caffè quasi amaro. Mi permetto a questo punto un gesto di grande parzialità. Vorrei fare i più cari auguri di buon compleanno a tutti quelli che, come Anna – e come me! – sono nati in un mese buio, grigio e triste come novembre. Mi perdonate?


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web. Vuoi saperne di più. Basta un click


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